La nave da guerra italiana Fregata Fasan è la prima nave militare italiana scelta dal Ministro della Difesa Crosetto per far parte di una operazione internazionale che ha lo scopo di mantenere libero e sicuro il passaggio dello Stretto di Suez minacciato dai terroristi islamisti yemeniti Houthi. Nello stretto di Suez che dicvide l’Africa dall’Asia passa il 15% del commercio mondiale e sarebbe un vero e proprio disastro economico se dovesse chiudersi.
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La tensione nel Mar Rosso, conseguenza diretta del conflitto a Gaza, rischia di salire ulteriormente. Gli Houthi, che da settimane prendono di mira cargo e petroliere occidentali come rappresaglia verso Israele, hanno avvertito che continueranno a colpire «ogni 12 ore». Anche le navi militari di «ogni Paese» che cercherà di fermarli: una sfida agli Stati Uniti ed ai suoi 9 alleati, inclusa l'Italia, che hanno risposto positivamente…
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Quanto costerà la crisi di Suez all’Italia? Dal canale di Suez transita il 40% dell’import-export dell’Italia, oltre che il 10% del petrolio e il gas liquido, ma gli attacchi dei ribelli houthi alle navi commerciali nel mar Rosso stanno costringendo a cambiare rotta. Fatti, numeri e analisi Dal 19 ottobre i ribelli houthi, con base nello Yemen ma sostenuti dall’Iran, hanno iniziato ad attaccare le navi commerciali in transito nel mar Rosso in chiave anti-Israele.
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Gli Houthi in Yemen, da più parti definiti 'ribelli' perché sostenuti dall'Iran, da dieci anni costituiscono la principale forza militare e istituzionale del martoriato Paese arabo: dal 2014 controllano la capitale Sanaa con tutti i ministeri e la Banca centrale, oltre a vaste regioni del centro e del nord. Queste forze agiscono in contrapposizione alle forze yemenite filo-saudite e a quelle sostenute dagli Emirati Arabi Uniti che si spartiscono con…
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"L'Italia si sta caratterizzando come turboatlantista ma non lo siamo mai stati": lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervistato a Radio24 Mattino, a proposito della partecipazione dell'Italia alla missione militare promossa dagli Stati Uniti contro gli Houthi yemeniti nel mar Rosso. "Siamo sempre stati - ha affermato l'ex premier - nel quadro dell'alleanza che non metto assolutamente in discussione, un avamposto del dialogo.
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"C'è il rischio che la situazione" nel Mar Rosso, nello Stretto del Bab el-Mandeb, "peggiori prima che possa migliorare" in quest'area che è un corridoio strategico per il mondo con le navi mercantili sotto le minacce degli Houthi dello Yemen che a loro modo sono scesi in campo nel conflitto tra Israele e Hamas. Alessio Patalano, docente di Guerra e Strategia in Asia orientale al King's College di Londra e in passato visiting professor…
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Dopo aver intensificato gli attacchi nel Mar Rosso, Washington sta valutando la possibilità di riclassificare gli Houthi come organizzazione terroristica Il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Kirby, ha confermato che gli Stati Uniti, insieme a partner e alleati, stanno lavorando per proteggere le navi commerciali e contrastare gli attacchi Houthi nel Mar Rosso. Ha poi aggiunto che Washington sta valutando la possibilità di riclassificare gli Houthi come organizzazione terroristica.
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Se è una guerra per sistemare una volta per tutte Hamas, palestinesi, Hezbollah e Houthi per spianare la strada alla nuova via del Cotone, certo che sarà lunga, sanguinosa e potenzialmente pericolosa.
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Il termine “interesse nazionale” compare raramente nel dibattito parlamentare. Il governo di centrodestra lo invoca solo parlando di immigrazione ed evocando la protezione dei confini dagli sbarchi dei profughi. Ma l’essenza della questione si decide molto più lontano dalle nostre frontiere, in uno scacchiere che spesso viene chiamato “Mediterraneo allargato”: la crisi in corso nel Mar Rosso permette a tutti di comprendere quanto sia estesa questa area.
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