Ironia e non solo “Quando c’era lui”. “Quando c’era lei”. “Quando c’era Renzi”. Prosegue sul filo dell’ironia il batti e ribatti sulla campagna promossa da Italia Viva sui treni che arrivavano in orario, ma ora non più. La campagna anti-governativa dei renziani – che hanno tappezzato le stazioni di grandi manifesti stile Ventennio vicini ai maxi-schermo di arrivi e partenze- si è rivelata un boomerang per il promotore.
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Approfondimenti:
Buongiorno. Sta facendo molto discutere la nostra campagna sul due per mille. La sintesi è semplice: abbiamo lanciato come fanno tutti i partiti una campagna per raccogliere il due per mille. Anziché prendere agenzie di comunicazione abbiamo lanciato internamente un progetto scherzoso: giocare sul quando c’era lui / quando c’era lei. E far vedere i risultati del Governo Meloni su stipendi, puntualità dei treni, debito, giovani in fuga, eccetera.
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Giorgia Meloni ha scritto una lettera al quotidiano La Stampa, smentendo di essersi infuriata per i manifesti apparsi nelle stazioni di Roma e Milano. Manifesti voluti da Matteo Renzi che ha lanciato una campagna provocatoria contro la premier diffondendo cartelloni in cui si legge la frase con i canoni dell’iconografia fascista “Quando c’era lei“. Manifesti "Quando c'era lei" nelle stazioni: il commento di Meloni…
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La campagna anti-Meloni di Italia Viva nelle stazioni diventa un caso politico. Tanto che la stessa società che gestisce gli spazi pubblicitari nei più grandi scali ferroviari del Paese - la Grandi Stazioni Retail - al termine di una giornata di fibrillazioni, chiede al partito guidato da Matteo Renzi di modificare i contenuti della comunicazione per concedere il rinnovo dell'autorizzazione. Per Iv, un atto di «censura», oltre che «una palese violazione degli articoli 21 e 68…
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Roma, 22 mag. “Sono tra le persone più criticate e contestate nella storia d’Italia. E non mi ha mai spaventato la critica di nessuno, tanto meno quella che può arrivare oggi che sono al Governo da un partito d’opposizione.Io sono stata all’opposizione per decenni e ho profondo rispetto per chi legittimamente tenta di far valere le proprie idee. Quindi, tranquillizzo tutti: la Meloni non è «furiosa», non si occupa dei manifesti nelle sta- zioni, non chiama Ministri e Ministeri per…
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La premier scrive a La Stampa: la campagna dovrebbe rimanere, io tra le persone più criticate e contestate nella storia d'Italia. La richiesta a Renzi di togliere l'immagine sui treni Giorgia Meloni non è «furiosa» per la campagna di Italia Viva nelle stazioni. Quel «Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo» non ha generato richieste di «spiegazioni» rivolte dalla Presidenza del Consiglio al Ministero dei Trasporti.
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