La crisi nel Canale di Suez mette a repentaglio l’esportazione di tanti prodotti italiani: da quando i ribelli Houthi sono intervenuti nella crisi in Medio Oriente, attraversare lo stresso di 193 chilometri, strategico nelle rotte commerciali italiane e internazionali, è diventato più rischioso. Da Cia-Agricoltori Italiani, una delle maggiori organizzazioni agricole professionali d’Europa, fanno sapere che per il canale di Suez transita “il 12% del commercio mondiale e il 30% del volume dei container del…
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Da quando i ribelli Houthi sono intervenuti nella crisi in Medio Oriente, nessuno attraversa a cuor leggero il Canale di Suez dove il gruppo islamico radicale yemenita intraprende vere azioni di pirateria. Lo stretto – lungo 193 chilometri e largo 285 metri – che unisce Mediterraneo e mar Rosso, è strategico nelle rotte mondiali: «Dal canale di Suez si calcola che transiti il 12% del commercio mondiale, e rappresenta il 30% del volume dei container del trasporto marittimo internazionale» fanno sapere da…
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Le difficoltà alla navigazione provocate dagli attacchi degli Houthi dello Yemen contro le navi nel Mar Rosso mettono a rischio le importazioni e le esportazioni italiane. Una situazione che impatta inevitabilmente anche sulle nostre tasche Da ottobre scorso, da quando ci fu il primo attacco da parte della milizia yemenita degli Houthi, il numero di navi che transita nel Canale di Suez si riduce ogni giorno sempre di più.
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Roma 23 gen – Difficile dare torto alle principali economie europee circa la necessità di intervenire in qualche maniera nel Mar Rosso, dove come è ben noto è in atto la guerra tra Houthi e le forze Nato angloamericane. Una questione che ci tocca da vicino, come abbiamo già sottolineato ieri. Mar Rosso e intervento degli Stati Ue: perché sarebbe necessario Dal Mar Rosso passano una quantità di merci infinite verso l’Europa, e la percentuale dei costi di trasporto che è cresciuta del 23% soltanto…
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Minuti per la lettura LA GUERRA del cibo. Con il conflitto in Ucraina le materie prime agricole, a fianco di quelle energetiche, sono diventate strategiche al pari delle armi, centrali anche nei negoziati tra le parti. E’ rimasta epica la mediazione del leader turco Erdogan che ha incassato nei giorni scorsi i ringraziamenti della premier Giorgia Meloni per la trattativa svolta sul grano ucraino.
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Cerealicoltura, meccanica e moda: i conflitti in Medio Oriente rallentano l'economia del Sud Italia e della Puglia, che ha già stimato in circa 300 milioni il volume d'affari messo a rischio dalla crisi nel Mar Rosso. I comparti più esposti agli effetti degli attacchi degli Houthi alle navi commerciali in transito in quel mare, per Confindustria, sono alcuni degli architravi del mondo produttivo pugliese, fra i primi per la produzione di cereali, con…
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(Adnkronos) – La crisi nel Mar Rosso rischia di mettere in pericolo l’exporto agroalimentare italiano verso l’Asia, stimato nel 2023 in 5,5 miliardi di euro. A lanciare l’allarme è Coldiretti. Le merci arrivano infatti in Oriente per il 90% via mare e le recenti tensioni provocate dagli attacchi degli Houthi alle navi commerciali avranno forti conseguenze sui costi di trasporto. Ecco i prodotti a rischio.
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INSERITO DA: Adecco Italia Spa – IL GIORNO: 29/12/2023 SETTORE: Personale Operaio SEDE DI LAVORO: Perugia ADDETTI ALL’ASSEMBLAGGIO MECCANICO Per importante azienda di produzione macchinari industriali con sede in UMBERTIDE, si ricercano addetti al montaggio per assemblaggio meccanico manuale su catena di lavoro. Le attività saranno quelle di utilizzo di utensili di officina (chiavi dinamometriche, avvitatori, pistole ad aria compressa,…) per l’accoppiamento dei vari componenti su postazioni predefinite nella catena di produzione.
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