Il Cnel aumenta lo stipendio al suo presidente e da Palazzo Chigi filtra irritazione. Giorgia Meloni ritiene "non condivisibile" la mossa che eleva lo stipendio del presidente ed ex ministro Renato Brunetta a 311mila euro. La base giuridica ci sarebbe pure: è la sentenza della Consulta sul tetto degli stipendi della Pubblica amministrazione. Un limite - quello dei 240mila euro - che è stato considerato illegittimo.
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Prima la bufera. Con le opposizioni sul piede di guerra e una Giorgia Meloni furibonda per una scelta ritenuta «inopportuna». Al punto che il governo sta già lavorando a un provvedimento per evitare il ripetersi di casi simili. Poi, invece, il dietrofront. Non aumenterà, lo stipendio di Renato Brunetta da presidente del Cnel. Dopo giorni di polemiche, l’ex ministro dei governi Berlusconi e Draghi passato nel 2023 a guidare il Consiglio nazionale…
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Il presidente del Cnel, Renato Brunetta, ha revocato l’aumento degli stipendi che aveva deliberato nell’ufficio di presidenza dell’organismo. Dopo l’articolo di Domani, l’ex ministro berlusconiano aveva cercato di difendersi. Ma in serata ha annuncito il passo indietro: «Non voglio in alcun modo che dall’applicazione legittima di una giusta sentenza della Corte costituzionale derivino strumentalizzazioni.
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“Provvederò a revocare con effetto immediato la decisione assunta in ufficio di presidenza”. Così Renato Brunetta dopo le polemiche esplose sull'innalzamento dei compensi dei vertici del Cnel, a partire da quello del presidente, ruolo da lui ricoperto, che sarebbe salito a 311mila euro. La decisione è arrivata in serata dopo che la premier Giorgia Meloni ha fatto trapelare la sua irritazione ritenendo l'aumento 'non condivisibile e inopportuno'.
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Intuita la nascente bufera politica e mediatica, Giorgia Meloni si mette all’opposizione del Cnel e del presidente Renato Brunetta. Nel tardo pomeriggio di venerdì, ambienti di Palazzo Chigi fanno trapelare l’«irritazione» della premier per la notizia dell'aumento dello stipendio deciso dall’ex ministro della Funzione pubblica, ora presidente del Consiglio nazionale economia e lavoro, organismo costituzionale da decenni ormai al centro di progetti di abrogazione.
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“Non voglio in alcun modo che dall’applicazione legittima di una giusta sentenza della Corte costituzionale derivino strumentalizzazioni in grado di danneggiare la credibilità dell’istituzione che presiedo e, di riflesso, condizionare negativamente il dibattito politico e l’azione del governo”. Dopo una giornata di polemiche politiche, il presidente del Cnel Renato Brunetta annuncia la revoca “con effetto immediato” del…
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In ambienti di Palazzo Chigi trapela l'irritazione di Giorgia Meloni per la notizia dell’aumento dello stipendio deciso dal presidente del Cnel Renato Brunetta avvalendosi della sentenza della Corte Costituzionale di abolire il tetto dei 240 mila euro annui per i dirigenti pubblici. Una decisione «non condivisibile», ritiene la premier così come è "inopportuna" la decisione relativa all’adeguamento del compenso.
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