Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, torna all'attacco dei giudici per la sentenza sui migranti in Albania. Nessuna ammissione di responsabilità. Il governo proprio non ce la fa a dire che qualcosa potrebbe aver sbagliato sulla gestione del caso dei centri per i rimpatri italiani in Albania. La colpa è sempre degli altri e, in questo caso, dei giudici che hanno deciso di non convalidare il trattenimento dei 12 migranti.
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Migranti, dal governo un decreto legge sul caso Albania Si compone di tre articoli il decreto legge approvato dal governo sul caso Albania dopo lo stop ai trasferimenti dei migranti deciso dal tribunale di Roma. Servizio di Luigi Ferraiuolo Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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“Inopportuna l’interferenza della magistratura col potere esecutivo e legislativo”. Lo ha dichiarato l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi parlando a margine dei lavori della plenaria a Strasburgo della sentenza del Tribunale di Roma che non ha convalidato il trattenimento di dodici migranti all'interno del centro italiano di permanenza per il rimpatrio di Gjader, in Albania. “Potere esecutivo, legislativo e giudiziario devono rimanere separati, il governo ha deciso di istituire…
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Il costituzionalista Cesare Mirabelli, presidente emerito dell’alta Corte, critica il dispositivo firmato dai giudici di Roma che hanno di fatto bloccato il trasferimento di 12 migranti nei centri in Albania costruiti dal governo italiano. Il parere di Mirabelli è, anzi sarebbe, di grande rilievo. Oseremmo dire anche una notizia da prima pagina. Ma il Corriere – chissà come mai – preferisce nasconderla in un minuscolo box di pagina tre, titolandola peraltro a “favore”…
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– Continua il botta e risposta tra la magistratura e il governo Meloni sul tema migranti. L’esecutivo guidato dalla leader di Fratelli d’Italia, infatti, sta lavorando a una norma nel nuovo decreto legge che potrebbe modificare il trattamento legale dei migranti trattenuti nei centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). Questa misura era uno dei punti chiave della “soluzione” cercata da Meloni per evitare nuove ordinanze come quelle…
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In un'Europa dove le regole cambiano più velocemente delle rotte migratorie, le normative europee parlano una lingua, ma la Corte di Giustizia sembra usarne un'altra. E nel mezzo c’è l'Italia, alle prese con il decreto sui "paesi sicuri" che promette di accendere nuovi conflitti giuridici. In questo contesto, è
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Migranti, gli avvocati di Anf: “Resta da vedere se mossa CdM è coerente con il sistema delle norme” La soluzione trovata dal Consiglio dei ministri, avverte Giampaolo Di Marco, presidente della Associazione nazionale forense (Anf), "dovrà arrivare alla prova dell'interpretazione anch'essa". Ma soprattutto "deve essere coerente con il sistema normativo nazionale e sovranazionale" Getting your Trinity Audio player ready...
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"Come già affermato in precedenza: la disperazione migratoria non la si ferma con una legge. Resta, dunque, il problema, ma la soluzione, anche quella di lunedì scorso, che dovrà arrivare alla prova dell'interpretazione anch'essa, deve essere coerente con il sistema normativo nazionale e sovranazionale". Così Giampaolo Di Marco, presidente della Associazione nazionale forense (Anf), dopo le decisioni maturate in Consiglio dei ministri a…
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Nella bozza del dl con cui il governo Meloni vuole blindare il modello Albania spunta una norma che consente il ricorso in Appello contro le sentenze del Tribunale sui rimpatri dei migranti. Ora il decreto passa al Quirinale, in attesa della promulgazione.
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La pretesa di stabilire come è finito il braccio di ferro sul protocollo tra Italia e Albania dopo il dl del governo sui paesi sicuri, passati da 22 a 19, è un po' assurda. La replica dell'esecutivo alla sentenza che ha imposto il ritorno dei 12 migranti egiziani e bengalesi dall'hot spot costruito in Albania non è una mossa decisiva e finale. Non voleva e non poteva esserlo. In termini pokeristici la si potrebbe definire un rilancio che evita però di andare ai resti, cioè di…
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Arriva l’elenco dei Paesi sicuri per i migranti che approdano in Italia e le regole sui ricorsi. «In applicazione dei criteri di qualificazione stabiliti dalla normativa europea e dei riscontri rinvenuti dalle fonti di informazione fornite dalle organizzazioni internazionali competenti, sono considerati Paesi di origine sicuri i seguenti: Albania , Algeria , Bangladesh , Bosnia-Erzegovina , Capo Verde , Costa d’Avorio , Egitto , Gambia , Georgia , Ghana , Kosovo , Macedonia del Nord , Marocco…
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Due paginette, un solo articolo, via tutto ciò che potrebbe entrare in conflitto con il diritto europeo. Rimane l'elenco dei 19 paesi sicuri, rimane soprattutto il senso politico del provvedimento. «Difendiamo i nostri confini, in Italia si entra solo seguendo le procedure previste», questo il mantra di Giorgia Meloni che incontra il favore di gran parte dei cittadini e anche il via libera del Colle.
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Vittorio Manes è professore di diritto penale all’università di Bologna. Nel suo libro, Il Giudice nel labirinto, si è occupato dei rapporti tra fonti nazionali e sovranazionali. Lei pensa che aver inserito i Paesi sicuri in un decreto vincoli le decisioni dei giudici? «In linea di principio una legge si può discutere solo se è in contrasto con i principi costituzionali. E, se ricorrono i pres…
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Quattro pagine di decreto legge e sette di ricorso in Cassazione contro le decisioni del tribunale civile di Roma. Sta qui la contromossa del governo alle non convalide dei trattenimenti dei richiedenti asilo deportati la scorsa settimana nei centri in Albania. Il dl, a quanto dicono le bozze circolate ieri, rende norma primaria la lista dei paesi sicuri, ridotta a 19 Stati per l’eliminazione di Camerun, Colombia e Nigeria
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Dal dialogo tra corti coltivato e raggiunto nel corso degli anni e applicato con i decreti del Tribunale di Roma del 18 ottobre, che hanno correttamente attuato la nozione di Paese sicuro chiarita dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, al possibile scontro tra diritto dell’Unione europea e norme interne. L’approvazione, durante il Consiglio dei ministri del 21 ottobre, del decreto-legge sui Paesi sicuri, nell’intenzione del governo, dovrebbe assicurare la piena realizzazione del Protocollo Italia-Albania e…
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Secondo l'esecutivo, il dl Paesi sicuri sarebbe sufficiente per uscire dall'impasse. Intanto il Viminale attacca con il ricorso sulla sentenza che invalida i trasferimenti La convinzione o meglio la speranza è che il decreto sui Paesi sicuri, approvato ieri dal Cdm per uscire dall'impasse in cui la sentenza del Tribunale di Roma ha fatto precipitare il Memorandum con l'Albania, "funzionerà: non esiste un piano B, non ce n'è alcun bisogno".
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La Libra è ferma al porto. «È pronta a partire», dicono fonti del governo. La nave della Marina militare salperà presto verso l’Albania per trasferire i migranti nei nuovi centri. È l’effetto del decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che, secondo le intenzioni dell’esecutivo, bloccherà le sentenze che non convalidano i fermi dei migranti. La reazione del governo allo choc delle sen…
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Fotogramma Dopo il varo in Consiglio dei ministri del decreto legge con la nuova lista di «Paesi sicuri», di cui peraltro da lunedì ancora non si conosce il testo per esteso, il governo prosegue con la serie di contromosse escogitate per circoscrivere la falla aperta nel funzionamento del Protocollo Italia-Albania dalle ordinanze del tribunale di Roma. E lo fa in un clima di tensione vibrante fra le forze di maggioranza e la magistratura, con l’ennesimo botta e risposta fra esponenti…
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Il Viminale, come annunciato, torna all'attacco e ricorre in Cassazione contro la decisione dei giudici di Roma che non hanno convalidato i trattenimenti in Albania dei 12 migranti trasferiti sabato scorso a Bari
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Nel testo finale del decreto legge sui Paesi sicuri per il rimpatrio, varato ieri dal Consiglio dei ministri, come apprende l'ANSA da diverse fonti, potrebbe rientrare anche una norma per inserire il ricorso in Corte d'Appello contro le ordinanze del Tribunale sul trattenimento dei migranti nei centri per il rimpatrio, che al momento possono essere impugnate in Cassazione. Il testo del provvedimento dovrebbe essere trasmesso in giornata al Quirinale
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Questo primo esperimento di deportazione e detenzione in Albania è stata un’operazione fallimentare e inutile. Giuridicamente, il progetto con l’Albania è nato morto, lo si sapeva, eppure lo si è legittimato per puro marketing politico di estrema destra, in barba alle normative e alle sentenze Ue. Un gioco politico disumano in cui le persone migranti sono sempre e comunque il capro espiatorio senza possibilità di appello né di obiezione.
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Contro la sentenza del tribunale di Roma che aveva bocciato il trattenimento dei 12 migranti in Albania, il governo può fare ricorso in Cassazione. E così è stato. Il ministero dell’Interno ha incaricato l'Avvocatura dello Stato di preparare i ricorsi. Ora ci sono 60 giorni di tempo per depositare il ricorso in Cassazione, ma l’Avvocatura farà sicuramente prima. Le argomentazioni del ricorso sono già state tracciate dal ministero retto da…
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ROMA – Con il nuovo decreto legge che ha nobilitato la lista dei Paesi sicuri rendendola norma di rango primario, il governo tira dritto sull’operazione Albania. Ma rimangono una serie di nodi da sciogliere. Cosa cambia con il nuovo decreto? Tecnicamente si tratta di una norma primaria, dunque di rango superiore al decreto interministeriale che fino a lunedì identificava i “Paesi sicuri”. Quali s…
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La Sezione specializzata in materia di diritti della persona e immigrazione del Tribunale di Roma, nel Decreto del 18 ottobre (testo in calce) non ha convalidato il trattenimento in Albania dei migranti trattenuti nell’hub fatto edificare dal Governo italiano: difettando il titolo di permanenza nelle strutture albanesi, il richiedente deve essere trasferito fuori dal territorio albanese e riacquisire la libertà personale tramite conduzione in Italia.
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Alla fine ieri, in serata, il Cdm convocato dalla premier Meloni per superare lo scoglio giuridico che ha costretto i 12 migranti trasportati in Albania al rientro in Italia ha licenziato un decreto legge che, almeno al momento, pare risolutivo. Si tratta di un testo piuttosto snello che contiene la lista dei paesi considerati "sicuri" dal governo per le persone migranti, una lista che ieri è stata…
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) Che cosa stabilisce il decreto legge approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri?Sancisce quali sono i cosiddetti «Paesi sicuri» in cui gli immigrati che non hanno titolo per restare in Italia possono essere rimpatriati. E lo fa con legge dello Stato, e quindi fonte primaria del diritto. Un provvedimento che aveva promesso la stessa premier Giorgia Meloni durante la sua visita a Beirut dopo che il tribunale di Roma non aveva convalidato il trattenimento dei primi 12…
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Il consiglio dei ministri ha varato le nuove norme in materia di espulsione dei migranti verso i cosiddetti «paesi sicuri» che devono «aggirare» il no della magistratura e gli obblighi imposti dalla Corte di giustizia Ue. Il cdm in una manciata di minuti ha approvato un decreto legge che indica quali sono i Paesi verso i quali effettuare i rimpatri immediati: una formula «primaria» e più forte dal punto di vista legislativo rispetto al semplice decreto del ministero degli…
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