Minneapolis, in migliaia protestano contro Trump e l'Ice 24 gennaio 2026 Migliaia di persone sono scese in strada a Minneapolis per protestare contro la repressione dell'amministrazione Trump e le violenze messe in atto dalla United States Immigration and Customs Enforcement. Le proteste sono diventate più intense soprattutto in seguito alla morte di Renee Good, la 37enne uccisa da un agente dell'Ice il 7 gennaio scorso a Central, quartiere di Minneapolis.
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Migliaia di persone hanno sfidato le condizioni ghiacciate venerdì per protestare contro la repressione dell'immigrazione dell'amministrazione Trump a Minneapolis e le attività commerciali hanno chiuso i battenti a causa della rabbia per la detenzione di un bambino migrante di cinque anni. Decine di ristoranti, attrazioni e altre attività commerciali hanno chiuso i battenti nell'ambito di una giornata di azione coordinata per sfidare l'operazione…
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Quella di ieri potrebbe diventare la più grande azione dei lavoratori nella storia del Minnesota. L’ha detto al New York Times Christa Sarrack, presidente di un sindacato che rappresenta 6.000 lavoratori e lavoratrici ospedalieri nello stato. Ice Out! Statewide Shutdown è la protesta organizzata proprio da alcuni sindacati e leader religiosi del Minnesota, e si svolge su più livelli. A partire dallo «sciopero generale», espressione così inusuale negli Stati uniti contemporanei, che prevede la chiusura…
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Non solo serrande abbassate. La “Giornata della verità e della libertà”, convocata in Minnesota per dire “basta” ai raid dell’Ice contro gli immigrati, ha portato i cittadini di Minneapolis a sfidare, in strada, il freddo artico con temperature fino a meno 24 gradi. Si è tenuta all’aperto anche la manifestazione organizzata al Terminal 1 dell’aeroporto Saint Paul della capitale per dare voce all’indignazione contro i voli carichi di irregolari deportati.
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Dall’uccisione di Renee Good all'arresto di un bambino di 5 anni, cresce la protesta contro le operazioni anti-immigrati Il suono del fischietto è quello che ormai segnala un intervento brutale da parte delle forze dell’Ice. Sono i cittadini di Minneapolis, già prima della morte di Renee Good, uccisa da un agente, che mettono in allarme i vicini di casa, gli amici. Oggi è questa donna ad aver assistito all’arresto di un ragazzo dopo che la sua auto si era schiantata contro un…
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Sciopero generale oggi in Minnesota contro la stretta sull'immigrazione voluta dall'amministrazione Trump e i metodi brutali dell'Ice. Niente lavoro, niente shopping, niente cene fuori. Centinaia di attività commerciali in tutto lo stato prevedono di chiudere e molte persone si sono impegnate a sospendere le normali attività quotidiane venerdì. La notizia dello sciopero e delle proteste di venerdì si è diffusa "a macchia d'olio", ha affermato Jake Anderson, membro del…
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Min lettura La morte di Renée Nicole Good, uccisa dai colpi sparati da un agente dell’ICE a Minneapolis il 7 gennaio 2026, è stata uno dei momenti chiave nella cronaca di quanto stava avvenendo da settimane in Minnesota. Agenti federali mascherati, controlli in strada, fermi di veicoli e persone portate via dai marciapiedi o dalle proprie case, in un clima da assedio dove l’ICE agisce come la polizia privata dell’amministrazione Trump…
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I ceo hanno fatto del loro meglio per rimanere ai margini della politica da quando il presidente Trump ha iniziato il suo secondo mandato, e ci sono per lo più riusciti. Ora la resistenza contro la repressione dell"immigrazione a Minneapolis ne sta attirando sempre di più nella politica. Alcune delle più grandi aziende del Paese, tra cui 3M, Medtronic, Ecolab, U.S. Bancorp e UnitedHealth, hanno tutte sedi centrali e migliaia di dipendenti nelle Twin…
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La presidenza “imperiale” di Trump, tra bimbi fermati dall'Ice e terrore nelle strade: “La costituzione Usa dovrà resistere altri 3 anni (ma si guarda alle midterms)” Dall'Ice a Minneapolis al "Board of Peace": l'analisi del professore Giovanni Borgognone. "Trump sta interpretando la presidenza in senso 'imperiale'. I suoi oppositori…
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"Arriva il gas": Ice a Minneapolis, il comandante Bovino lancia il lacrimogeno contro i contestatori
A Minneapolis, negli Stati Uniti, l'attività dell'Ice e di altre agenzie federali contro gli immigrati è contestata anche fisicamente da molti cittadini. Contro di loro Gregory Bovino, comandante dell'operazione "Metro Surge" e funzionario di rango della polizia di frontiera, ha tirato una bombola di gas lacrimogeno
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A Minneapolis numerosi manifestanti si sono scontrati con gli agenti dell’immigrazione all’esterno di una stazione di servizio. Nel corso di un'operazione di "controllo dell'immigrazione” decine di persone hanno cantato e fischiato all’uscita della stazione per disturbare gli agenti e numerosi manifestanti hanno anche affrontato fisicamente gli agenti dell'ICE.
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Lo scontro tra l'agenzia federale americana che si occupa di immigrazione, ICE, e la popolazione del Minnesota non si ferma. Mentre vengono effettuati nuovi arresti, il comandante capo della dogana e della pattuglia di frontiera Greg Bovino, presente anche durante l'omicidio di Renee Nicole Good, lancia del gas lacrimogeno verso i manifestanti.
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Che altro deve succedere. Questo ci domandavamo l’altra sera in uno studio tv, vedendo i servizi su Minneapolis mandati in onda nel programma di Bianca Berlinguer. Immagini durissime, si trovano in rete ma non si vedono in tv. In Rai, figuriamoci. Non si dà un dispiacere al presidente. Gli energumeni dell’Ice, falange di assassini, girano a volto coperto ed entrano nei supermercati a soffocare gente a terra, strappano il telefono di mano a chi li riprende dicendo loro «allora non avete ancora imparato la lezione».
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Cosa sta succedendo realmente a Minneapolis? Con un reportage esclusivo “In Mezz’ora” - in onda domenica 18 gennaio alle 14.30 su Rai 3 - racconta la difficile situazione della città del Minnesota dopo l’omicidio di Renee Good da parte degli agenti dell’Ice, tra nuove violenze e manifestazioni. Tutto questo a 48 ore dalla fine del primo anno del mandato di Trump come 47esimo presidente USA, che ha cambiato a suon di atti unilaterali l’ordine mondiale.
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Maxi proteste contro l’ICE negli Stati Uniti, migliaia di persone si sono riversate nelle strade di diverse città, da Minneapolis a Portland, passando per New York, Boston e Santa Ana. Le manifestazioni si sono moltiplicate nelle ultime settimane, assumendo forme diverse a seconda delle città ma condividendo un filo rosso comune: la denuncia dei metodi dell’Immigration…
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