"Sto seguendo da vicino la drammatica situazione in Libano in contatto costante con i ministri della Difesa e degli Esteri": il presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha dichiarato in una nota dopo l’inizio dell'operazione di terra di Israele a Beirut. Tel Aviv ha fatto sapere che la sua incursione sarà "limitata" e volta solo a smantellare le infrastrutture militari del gruppo di Hezbollah. L'allerta, però, è massima.
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ROMA (ITALPRESS) – “Sto seguendo da vicino la drammatica situazione in Libano in contatto costante con i Ministri della Difesa e degli Esteri. La protezione dei civili resta la priorità così come garantire la sicurezza dei militari del contingente italiano di UNIFIL presenti nel sud del Libano. L’Italia continuerà a lavorare con i suoi alleati per la stabilizzazione del confine tra Israele e Libano e il ritorno degli sfollati alle proprie case.
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«Invitiamo quanto prima tutti i cittadini italiani a lasciare il Libano con i voli di linea che continuano a essere operativi dall’aeroporto di Beirut verso Milano e Roma»: lo aveva detto sabato il ministro degli Esteri Tajani a seguito dei bombardamenti sulla capitale libanese. Ma quali sono le condizioni a cui è possibile lasciare il Paese mediorientale? «I voli dal Libano sono pochissimi, strapieni e molto cari – racconta un cooperante italiano a Beirut al manifesto – opera solo la Mea (Middle East Airlines, ndr)».
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Le notizie che arrivano dal confine tra Libano e Israele sono ancora frammentarie. Si sono registrati colpi di artiglieria e di tank, con l’esercito libanese che avrebbe abbandonato i posti di osservazione alla frontiera per ritirarsi nelle caserme cinque chilometri più indietro. Tel Aviv ha dichiarato tre cittadine nel Nord (Misgav Am, Kfar Galadi e Metula) “zona militare chiusa” dove entrare è vietato e da cui è anche complicato reperire notizie.
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