Andò al voto l’87% degli aventi diretti. I risultati, comunicati in diretta tv, fecero scoprire un’Italia laica che aveva scelto di mantenere valida la legge sul divorzio Cinquant’anni. Una ricorrenza importante quella che il 12 e 13 maggio 1974 portò alle urne l’87,7% degli aventi diritto, che andarono a votare il primo referendum abrogativo in Italia sostenuto dalla Democrazia Cristiana di Amintore Fanfani
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Cinquant'anni oggi. Una ricorrenza importante quella che il 12 e 13 maggio 1974 portò alle urne l'87,7% degli aventi diritto, che andarono a votare il primo referendum abrogativo in Italia sostenuto dalla Democrazia Cristiana di Amintore Fanfani. I risultati, comunicati in diretta televisiva, fecero scoprire un'Italia laica che aveva scelto di mantenere valida la legge sul divorzio. Un esercito di 33 milioni al voto: i Sì ottennero il 40,7%; schiacciante il numero dei No, il 59,3%.
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Anni fa vinse l’Italia laica: il 12 e 13 maggio 1974 gli italiani scelsero di dire definitivamente sì al divorzio, cancellando il tentativo di abrogare la legge che lo aveva introdotto. Una vittoria schiacciante che cambiò il nostro Paese Il 12 e 13 maggio 1974 l’Italia si oppose al tentativo di abolire il divorzio, introdotto da poco nel nostro Paese. Andò alle urne l’87,7% degli aventi diritto, e il 59,3% di loro disse NO all’abrogazione della legge sul divorzio…
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Eduardo scrisse a favore del divorzio, esprimendosi così su Paese Sera il ‘74: «Conserviamoci un minimo di libertà di scelta. Questa legge teniamocela». Il tema del divorzio, in Italia, è stato certamente un evento spartiacque, come definito nel bel libro di Edoardo Novelli e Gianandrea Turi, Divorzio (Carocci). Un evento che non ha riguardato soltanto il 1974, bensì un intero decennio (’65-’74). Come precisano gli autori di questo saggio, la battaglia per il divorzio fa da sfondo…
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Ricorrono oggi i 50 anni dal referendum del 12 e 13 maggio 1974, promosso al fine di abrogare la legge che nel 1970 aveva introdotto in Italia l’istituto del divorzio. Come è noto la norma restò in vigore grazie all’affermazione del No con il 59,26% dei voti, mentre il Sì – che puntava a cancellare il divorzio – si fermò al 40,74%. Esaminando i risultati nell’Alta Valle del Tevere, si nota che tanto il lato toscano quanto quello umbro del comprensorio garantirono al No un consenso superiore alla media…
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Repek Finì 65% a 35%: non ci fu gara tra il no e il si al divorzio nella provincia di Arezzo. Era il 1974, mese di maggio: referendum sull’abrogazione della legge Fortuna-Baslini che nel 1970 aveva introdotto il divorzio in Italia. Per il si, cioè per la cancellazione di questo diritto, c’erano la Dc e il Msi. Per il no, il resto dello schieramento politico del tempo e quindi Pci, Psi, Psi, Pri, Pli, Pdup e Radicali.
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Giuseppe De Rita, lei ha sempre detto che in Italia la società prevale sulla politica e la trascina. È stato così nel 1974? «Ma certo: il referendum sul divorzio e la vittoria del no sono stati un fatto di dominanza sociale. La società voleva liberarsi, e già aveva abbondantemente cominciato questo processo, dei vincoli precedenti e stava da tempo puntando per la prima volta al desiderio di affermare la cura delle esigenze…
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Anni fa gli italiani al voto per il referendum sul divorzio Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)
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