L’intesa evita le “revenge tax” minacciate da Trump contro le imprese dei Paesi che applicano la global minimum tax e potrebbe sbloccare i negoziati sui dazi tra Usa e Ue. Intanto, il Senato apre il dibattito sulla controversa legge di bilancio di Trump, approvata con 51 voti a 49 Durante l’ultimo vertice del G7, che riunisce i leader di sette tra le democrazie più influenti al mondo, è stato siglato un accordo importante sulla tassazione globale delle…
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Il vertice dei leader del G7 si è risolto in una resa incondizionata di fronte alle richieste di Washington: l’imposta minima globale sui profitti delle grandi multinazionali, varata nel 2021 per limitare l’elusione fiscale, verrà applicata a tutti gli Stati membri, ma non alle aziende statunitensi. L’accordo nasce al fine di scongiurare le “revenge tax” promesse da Donald Trump, ovvero le “tasse di vendetta” nei confronti delle aziende che fanno affari con gli USA e…
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Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, parla di «onorevole compromesso». Le aziende statunitensi saranno esentate dalla global minimum tax, l’imposta al 15% sui profitti delle grandi multinazionali, pensata in sede Ocse per contrastare la concorrenza fiscale tra gli Stati. In cambio l’amministrazione guidata da Donald Trump ha chiesto al Congresso di emendare il disegno di legge finanziaria -meglio conosciuto come One, Big Beautiful Bill- e stralciare le imposte sugli investimenti…
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Non che Joe Biden ne sia stato un vero sostenitore (il Congresso Usa non l’ha mai ratificata), ma era chiaro che l’elezione di Donald Trump avrebbe ucciso la “tassa minima globale” al 15% sulle multinazionali che era stata concordata in sede Ocse: l’ufficialità del decesso è avvenuta al G7, quando Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia …
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