Il greggio mantiene i guadagni mentre i trader osservano la media mobile a 50 giorni; la tregua commerciale tra USA e Cina incrementa le previsioni sulla domanda di petrolio, mentre l’aumento della produzione OPEC attenua lo slancio rialzista.
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I prezzi del petrolio hanno subito il duro colpo dovuto alla reazione della Cina ai dazi imposti dagli Stati Uniti del presidente Donald Trump, che lo scorso 10 aprile ha introdotto delle tariffe dell’84% sui prodotti provenienti dagli USA I prezzi del petrolio si sono più che dimezzati rispetto ai picchi di inizio 2022: dagli oltre 120 dollari al barile il Brent è sceso sotto i 60 d/b. Le ragioni sono molteplici.
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Chiusura del 12 maggio Balza in avanti il Light Sweet Crude Oil, che amplia la performance positiva con un incremento dell'1,47%. Lo status tecnico di medio periodo del greggio WTI rimane negativo. Nel breve periodo, invece, evidenziamo un miglioramento della forza rialzista, con la curva che incontra la prima area di resistenza a 63,3, mentre i supporti sono stimati a 59,28. Le implicazioni tecniche propendono a favore di un nuovo spunto rialzista con target stimato verosimilmente in area 67,32.
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BorsaInside.com Giornata di grande visibilità per le azioni Eni, Saipem e Tenaris. Le tre quotate del settore petrolifero sono infatti in forte rialzo in scia all’andamento positivo del Ftse Mib a sua volta causato dalla notizia dell’accordo tra Cina e Usa sui dazi. A spingere gli acquisti sui tre petroliferi è anche il positivo andamento del prezzo del greggio, altro effetto dell’intesa raggiunta tra le due superpotenze.
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Nella seduta di venerdì 9 maggio il petrolio (E-Mini Crude Oil future) ha tentato un recupero ma è stato respinto dai 61,45$ e ha poi subito una rapida correzione intraday, con i prezzi che sono scesi verso il sostegno grafico posto in area 60,20-60,25 dollari. La situazione tecnica di breve termine rimane ancora precaria: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa.
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Chiusura del 9 maggio Risultato positivo per il Light Sweet Crude Oil, che lievita dell'1,33%. Lo status tecnico di medio periodo del greggio WTI rimane negativo. Nel breve periodo, invece, evidenziamo un miglioramento della forza rialzista, con la curva che incontra la prima area di resistenza a 62,34, mentre i supporti sono stimati a 58,51. Le implicazioni tecniche propendono a favore di un nuovo spunto rialzista con target stimato verosimilmente in area 66,17.
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Prezzo del petrolio in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a giugno è scambiato a 61,82 dollari con un avanzamento dell'1,31% mentre il Brent con consegna a luglio passa di mano a 64,71 dollari con una crescita dell'1,25%. .
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Il petrolio greggio rimbalza del 4,7% grazie all’ottimismo commerciale e alla forte domanda cinese, migliorando il sentiment. I piani di produzione OPEC rimangono un limite a breve termine per le previsioni rialziste del petrolio.
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Vi spiego la manovra politica dell’Arabia Saudita con il petrolio La mossa dell’Opec+ sul petrolio, ispirata dall’Arabia Saudita, è una sfida agli Usa o una sorta di viatico per l’incontro tra Bin Salman e Trump? L'analisi di Giraldo La decisione dell’Opec+ di aumentare la produzione di petrolio per il secondo mese consecutivo (altri 411.000 barili al giorno in più) ha fatto scendere i prezzi del petrolio Brent di quasi il 4% all’apertura dei mercati, a 58.85 dollari al barile.
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I futures del petrolio WTI (OIL.WTI) sono diretti verso una chiusura settimanale positiva, salendo dell'1,5% venerdì, poiché gli investitori sperano in esiti favorevoli dai colloqui tra Stati Uniti e Cina, mentre un accordo commerciale con il Regno Unito ha dato ai mercati un rinnovato ottimismo sul fatto che la nuova politica commerciale degli Stati Uniti potrebbe non portare a un grande rallentamento economico.
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In rialzo il prezzo del petrolio in avvio di giornata sui mercati internazionali: il greggio Wti con consegna a giugno viene scambiato a 60,34 dollari al barile segnando un aumento dello 0,72%. Il Brent con consegna a luglio passa di mano a 63,28 dollari al barile, avanzando dello 0,70%. .
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Non c’è una materia prima al mondo che condizioni di più la geopolitica. L’andamento del prezzo del petrolio è un caleidoscopio di contraddizioni e differenze, rappresenta plasticamente le tensioni internazionali. Per Donald Trump è il principale indicatore economico per condizionare la Russia a trovare un accordo sull’Ucraina. “Penso che la Russia, con il prezzo del petrolio che in questo momento è sceso, sia nelle condizioni di volere un accordo.
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I tempi della crisi energetica e dei prezzi record sono passati. Le quotazioni del petrolio sono crollate in poche settimane facendo la felicità degli automobilisti e dei Paesi importatori. Ma i produttori sono in sofferenza. Il crollo del prezzo più monitorato al mondo potrebbe causare forti scosse di assestamento sulla politica dei dazi di Trump e sull’offensiva russa in Ucraina
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Il prezzo del petrolio continua a scendere in questo maggio 2025, raggiungendo livelli che non si vedevano da quattro anni. Il Brent è risalito leggermente intorno ai 62 dollari al barile dopo aver toccato un minimo di 60 dollari (il valore più basso dal febbraio 2021), rimanendo comunque in calo di quasi il 25% rispetto ai picchi registrati l’estate scorsa. Anche il Wti americano oscilla sotto i 60 dollari.
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