Le carceri italiane sono sempre più vicine al punto di rottura. Alla fine di novembre 2025 le persone detenute erano 63.868, quasi duemila in più rispetto a un anno prima, a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti, in ulteriore calo. Il tasso nazionale di sovraffollamento ha così raggiunto il 138,5%, con 72 istituti oltre il 150% e punte superiori al 200%. È il quadro drammatico che emerge dal bilancio di fine anno di…
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Spread the loveL’associazione Antigone ha evidenziato le criticità del sistema carcerario italiano, tra cui sovraffollamento, negazione dei diritti e carenza di personale. A fine novembre, nelle carceri italiane si contavano 63.868 detenuti a fronte di una capienza effettiva di 46.124 posti. Secondo i dati di Antigone, il tasso di sovraffollamento nazionale ha raggiunto il 138,5%,… Bilancio 2025: Previsioni negative.
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Quello di Lucca è il carcere italiano peggiore per sovraffollamento - è il dato che spicca nel bilancio di fine anno dell'associazione Antigone. 247%, questo il tasso registrato nel penitenziario toscano, a fronte di una media nazionale del 138,5%. Occhi puntati inevitabilmente anche sul carcere fiorentino di Sollicciano, che il presidente toscano della stessa associazione Enrico Vincenzini definisce l'ultimo d'Italia per condizioni della struttura.
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La capienza del sistema penitenziario è ulteriormente diminuita: aumentano i detenuti, mentre le celle restano troppo piccole, senza acqua calda e senza doccia. Ancora più preoccupante è la situazione negli istituti penali per minorenni dove persistono le carenze istituzionali. Restano altissimi anche gli eventi critici come l’autolesionismo e i tentativi di suicidio. È quanto emerge dal report di fine anno di Antigone ascolta articolo Alla fine di novembre 2025 nelle carceri italiane erano…
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ROMA. Sono 238 le persone decedute in carcere nel 2025, di cui 79 si sono suicidate, come riporta il dossier "Morire di carcere" di Ristretti Orizzonti. È quanto emerge dal bilancio di fine anno di Antigone. "Il carcere italiano è ormai ridotto a un contenitore di corpi - denuncia Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - e ha abdicato alla funzione di reinserimento sociale prevista dalla Costituzione".
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Sovraffollamento crescente, diritti negati, personale assente. È il bilancio dell’associazione Antigone che sottolinea quanto avvenuto nelle carceri italiane nel 2025. In particolare, alla fine di novembre negli istituti di reclusione erano detenute 63.868 persone, quasi 2mila in più rispetto a un anno fa, a fronte di una capienza effettiva di 46.124 posti (700 in meno di quelli che vi erano all'inizio dell'anno).
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Nel frattempo la capienza del sistema penitenziario è ulteriormente diminuita. Il 2025 – precisa Antigone – è stato l’anno del lancio del piano carceri da parte del governo Meloni. Secondo quanto riportato dallo stesso governo già nell’anno che si sta per concludere, i nuovi posti sarebbero dovuti essere 864. Ciò a cui si è assistito – sottolinea il report – “è stata invece una perdita di 700 posti effettivi, con un dato registrato ai primi giorni di dicembre che…
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I tassi effettivi di affollamento degli istituti di pena hanno raggiunto il 139% nell’intero Paese e il 149% nel Lazio. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – Dap e riferiti a fine novembre, i detenuti in tutta Italia erano 63.868 mentre nel Lazio 6.702. «Considerando una capienza effettiva pari a 46mila posti in Italia e 4.485 nel Lazio, i tassi effettivi di affollamento hanno raggiunto il 139% nell’intero Paese e il 149% in regione», dice Stefano Anastasia, Garante delle persone private della…
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Carcere: il bilancio del 2025 è drammatico I l piano del governo Meloni è fallito: mancano gli spazi per i detenuti, le condizioni degli istituti sono pessime e morti e suicidi hanno raggiunto numeri senza precedenti Andrea Oleandri Responsabile comunicazione di Antigone Oggi si chiude il 2025 e guardando al sistema penitenziario quello che quest'ultimo anno lascia in eredità è una situazione drammatica: è cresciuto il numero delle persone detenute e con esse il sovraffollamento; sono diminuiti i posti disponibili, al netto di un…
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«In carcere il tempo non passa: si deposita» scriveva Goliarda Sapienza. Fuori le lancette corrono, il calendario cambia, tutti parlano di ripartenze e buoni propositi; dentro, invece, i giorni si accumulano uno sull’altro, tutti uguali, senza interruzioni e senza futuro visibile. Il Capodanno dietro le sbarre è una finzione cronologica, priva di effetti concreti. Ogni giorno pesa, senza apertura, senza respiro.
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All’alba, nella sezione transito di un vecchio istituto penitenziario, tre letti a castello occupano quasi tutto lo spazio. Restano pochi passi tra branda e wc: non più di tre metri quadrati calpestabili a testa. Sul termosifone spento è appoggiata una bottiglia che raccoglie le gocce di acqua calda quando arriva. Fuori è inverno, dentro l’aria è ferma. Eppure, secondo i numeri ufficiali, quella stanza è “regolare”.
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L'Anno Santo è iniziato con l'apertura della "porta santa" a Rebibbia e si è chiuso con la Messa a cui hanno partecipato migliaia di detenuti. Due Papi e il presidente della Repubblica hanno aperto gli occhi a tutti noi su una realtà fatta di sovraffollamento, suicidi, vulnerabilità. Eppure nessuno tra chi detiene il potere ha fatto il gesto che ci si aspettava Il primo grande gesto per l’apertura del Giubileo nell’anno che si va a concludere è stato segnato da…
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“Anche Palermo, come il resto del Paese, soffre il disagio vissuto in carcere da chi sconta una pena, a volte per decenni. Sono 1.979, a fronte di una capienza di 1.725 posti, i detenuti nelle tre strutture palermitane: Pagliarelli, Ucciardone e Malaspina (la struttura per minori, ndr)”. A dirlo è Pino Apprendi, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Palermo, sottolineando come si tratti …
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Il 14 dicembre scorso si è celebrato l’ultimo appuntamento giubilare dedicato alle persone detenute. Papa Leone, invitando tutti a guardare alla speranza e alla dignità di ogni persona – anche di chi è in carcere – ha rilanciato il messaggio che, un anno fa, papa Francesco ci aveva consegnato aprendo la Porta Santa nel carcere di Rebibbia. Raccogliendo e rilanciando il desiderio espresso da papa Francesco, il Santo Padre ha inoltre invitato molti Paesi a considerare forme di amnistia o di condono della pena, come strumenti per…
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Recidiva zero, prospettive e linee guida del Cnel per il 2026 di Alessandro Pendenza “Il 2026 può rappresentare un anno importante, … in questo senso il prossimo referendum sulla separazione delle carriere può offrire una buona occasione per mettere al centro dell’agenda politica il tema della giustizia nella sua globalità”. Così il presidente del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro – Cnel, Renato Brunetta, nell’intervento a sua firma pubblicato oggi dal quotidiano Avvenire
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«Ciò che veramente desta allarme e che fa chiudere con un grave disavanzo il bilancio del 2025 è il fatto che ci si avviti attorno ad un dibattito dal quale non vengono fatte derivare misure immediate, concrete, non soltanto per la decongestione degli istituti penitenziari, ma per il miglioramento delle condizioni pratiche». A parlare è Mario Serio, componente dell’Ufficio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
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Sono 63.868 le persone nelle 189 carceri italiane per adulti. Erano 61.861 alla fine dell’anno scorso, l'equivalente di 180 ingressi in più al mese. È perché si commettono più reati? Sembrerebbe proprio di no È sempre triste effettuare il bilancio carcerario di fine anno. Questa volta però è più triste che mai. Il carcere è diventato quello che la cultura dell’attuale governo ha voluto che fosse: un grande contenitori di corpi, che ha del tutto abdicato a farsi…
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Carceri, Ciambriello: "La costituzione è rimasta chiusa nelle celle" Triste bilancio di fine anno: sovraffollamento, suicisi e carenza di personale Il garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, portavoce anche della conferenza nazionale dei garanti delle persone private della libertà personale traccia attraverso i numeri di fine novembre un allarmante bilancio di fine anno, che mette in crisi il sistema penitenziario.
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