Nel XXI secolo il potere non si misura più soltanto in chilometri quadrati o arsenali militari, ma nella capacità di controllare le materie prime indispensabili alla tecnologia avanzata. “Geopolitica delle Terre Rare“, scritto da Paolo Gila e Maurizio Mazziero e pubblicato da Hoepli, affronta con rigore e chiarezza uno dei nodi centrali della competizione globale: il dominio su quei 17 elementi chimici senza i quali non esisterebbero transizione energetica…
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Approfondimenti:
Il nuovo libro di Francesco Vecchi dimostra come il green e il boom digitale siano insostenibili. Il peso della Terra (144 pagine, Piemme) di Francesco Vecchi è uno di quei libri che arrivano nel momento giusto, quando una narrazione dominante mostra tutte le sue crepe. In un’epoca che si racconta c...
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True Sergio Giraldo Ursula parla parla ma noi restiamo senza materie prime La Corte dei Conti Ue smonta la strategia verde sui minerali critici dell’Europa. Donald Trump investe 12 miliardi nelle riserve strategiche.L’atteso rapporto della Corte dei conti dell’Unione europea sulla strategia della Commissione per i materiali critici non delude le attese e rappresenta una sonora bocciatura dell’operato di Ursula von der Leyen.
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L’ambizione europea di guidare la transizione energetica del Continente rischia di scontrarsi con una realtà industriale fragile: la strategia per assicurarsi i minerali necessari per batterie e pale eoliche non è “solida come una roccia”. Tra dati obsoleti, dipendenze estere schiaccianti e una burocrazia che frena le miniere per decenni, il report dei giudici contabili europei lancia un allarme chiaro: l’obiettivo di produrre almeno il 42,5% della propria…
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La corsa dell'Unione europea alle materie prime critiche, indispensabili per la doppia transizione energetica e tecnologica, è in forte salita. Almeno 10 delle 26 materie prime classificate come critiche dall'Ue sono totalmente importate da Paesi terzi e Bruxelles "fatica ad assicurare l'approvvigionamento" di quelle di cui ha bisogno. In affanno anche la diversificazione dei fornitori e il riciclaggio.
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Le cosiddette “terre rare” sono sempre più al centro del dibattito economico/politico, poiché probabilmente sono destinate a plasmare l’economia del futuro. Questi elementi, di cui l’estrazione è un processo piuttosto complicato, sono indispensabili per la fabbricazione di chips, batterie e altre forme di tecnologie verde; quindi, esse costituiscono una vera e propria risorsa strategica per lo sviluppo economico per i Paesi più industrializzati.
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