Circa il 10% dei soggetti con disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI) arruolati nello studio europeo AI-MIND è progredito verso una forma di demenza nell’arco di 24 mesi, mentre circa il 20% ha mostrato un declino cognitivo consistente rispetto al tempo 0, pur permanendo ancora in una condizione di MCI.
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Lo studio europeo Ai-Mind sui disturbi cognitivi lievi evidenzia che una parte dei pazienti evolve verso la demenza entro due anni. In Italia sono coinvolte circa 950 mila persone. Rischio più elevato nei Paesi del Nord Europa, legato anche a fattori genetici e biologici
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Perdere colpi. Dimenticare e ripetere, o viceversa. L’Mci è una condizione in cui la persona soffre perdite di memoria, problemi di concentrazione, di ragionamento, in maggior misura rispetto a quanto avviene nel normale invecchiamento. Non è la stessa cosa della demenza: alcune persone possono sviluppare la demenza, altre tornare al normale funzionamento cognitivo o rimanere stabili. Presentati a Roma i risultati del progetto europeo Ai-Mind.
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Preferisci ascoltare il riassunto audio? Ascolta su Spreaker. Segui il canale WhatsApp di Mypersonaltrainer per rimanere aggiornato su tutte le novità. Disturbo cognitivo lieve: che cos’è e perché preoccupa Il disturbo cognitivo lieve (MCI) è uno stadio intermedio tra l’invecchiamento normale del cervello e le demenze. Non comporta di per sé perdita di autonomia, però segnala un rischio aumentato. Secondo le evidenze citate, solo una parte dei soggetti (tra 30% e 50%) progredisce…
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Oltre 950mila italiani e circa 10 milioni di europei vivono con disturbo cognitivo lieve, una condizione che rappresenta una fase intermedia tra l’invecchiamento cerebrale normale e le demenze. Per alcuni soggetti, la funzione cognitiva resta stabile o addirittura migliora, ma fino a metà dei casi può evolvere verso la demenza entro pochi anni. “Il disturbo cognitivo lieve non implica di per sé una perdita di autonomia significativa, ma rappresenta un rischio aumentato di…
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Come sapere se nel nostro destino c’è una storia di demenza? Circa il 10% delle persone con disturbo cognitivo lieve arruolati nello studio europeo AI-MIND ha sviluppato una forma di demenza nell’arco di 24 mesi, mentre il 20% ha mostrato un declino cognitivo consistente, pur permanendo in una forma di disturbo cognitivo lieve. A fare la differenza sono (anche) alcuni geni, più diffusi nel Nord Europa
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INDICE Condividi Tweet Disturbo cognitivo lieve, 10% evolve in demenza in due anni Roma, 15 dic. - "Circa il 10% dei soggetti con disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, Mci) arruolati nello studio europeo AI-Mind è progredito verso una forma di demenza nell'arco di 24 mesi, mentre circa il 20% ha mostrato un declino cognitivo consistente rispetto al tempo 0, pur permanendo ancora in una condizione di Mci".
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Il nerologo Paolo Maria Rossini (IRCCS San Raffaele: il rischio è più alto nel Nord Europa Circa il 10% dei soggetti con disturbo cognitivo lieve (MCI) arruolati nello studio europeo AI-MIND è progredito verso una forma di demenza nell’arco di 24 mesi, mentre un ulteriore 20% ha mostrato un declino cognitivo significativo pur rimanendo nella condizione di MCI. I risultati emergono dall’analisi di su 1.022 persone seguite in quattro centri…
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I dati sono stati presentati a Roma in occasione dell’XI Assemblea Generale del progetto europeo Artificial Intelligence MIND (AI-MIND) organizzata da IRCCS San Raffaele Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore, IRCCS Fondazione Policlinico A. Gemelli e dalla start-up/spin-off accademico Neuroconnect. Prof. Rossini (IRCCS San Raffaele): “Il disturbo cognitivo lieve configura un rischio nettamente aumentato di sviluppare demenza
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