Nel nuovo report “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente emerge che ora respiriamo meglio, ma non abbastanza. L’ultima fotografia scattata dallo studio svela un’Italia in lieve miglioramento sul fronte dell’inquinamento atmosferico, con un dato incoraggiante: nel 2025 sono scesi a 13 i capoluoghi che hanno superato i limiti giornalieri di Pm10, quasi la metà rispetto all’anno precedente. Un segnale positivo, ma che non basta ancora per essere in linea con i parametri europei…
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La Pianura padana è una delle aree europee più critiche per la qualità dell’aria. E in Piemonte è Alessandria il capoluogo di provincia a passarsela peggio, subito dopo Torino. Lo racconta Legambiente nell’edizione 2026 del suo report «Mal’Aria di città» su luci e ombre dell’inquinamento atmosferico nelle principali città italiane. Conseguenze sulla salute Le conseguenze sulla salute sono chiare…
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A fornire i dati elaborati da Legambiente per la redazione del report «Mal’Aria di città» è l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, con le sue stazioni distribuite sul territorio che forniscono informazioni validate e aggiornate quotidianamente. È in virtù di questa conoscenza del territorio, e non solo dal punto di vista della qualità dell’aria, che il direttore generale di …
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È ancora da conquistare. A dirlo è il report Mal’Aria di Città 2026 di Legambiente, che analizza le concentrazioni di PM10, PM2.5 e biossido di azoto nei capoluoghi italiani e stima l’andamento nei prossimi anni. La regione si colloca nella seconda metà della classifica nazionale per concentrazioni di PM10: lontana dalle criticità croniche della Pianura Padana, ma con alcune città che dovranno accelerare nella riduzione degli inquinanti per rientrare nei nuovi…
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L’Italia è il Paese europeo con il più alto numero assoluto di morti attribuibili all’inquinamento atmosferico da polveri sottili PM2,5. Con 43.083 decessi stimati, il nostro Paese distanzia nettamente tutti gli altri Stati europei. Il secondo in classifica, la Polonia, si ferma a circa 25 mila morti, mentre la Germania segue con poco più di 21 mila. Un divario enorme, certificato dal rapporto Harm to human health from air pollution in Europe: burden of disease status, 2025…
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Roma è tra le prime dieci città italiane più inquinate a causa del traffico. Anche Latina presenta livelli di smog ancora lontani dai nuovi standard europei che entreranno in vigore nel 2030. Tra le province del Lazio, inoltre, Frosinone si conferma tra le peggiori in Italia per concentrazione di polveri sottili. È quanto emerge dal rapporto Mal’Aria di Città di Legambiente, che fotografa la qualità dell’aria nei centri urbani italiani.
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Allo smog sembriamo esserci rassegnati. Chi vive in pianura Padana sa bene di abitare in una delle regioni europee con i più alti livelli di inquinamento atmosferico, per un mix decisamente sfortunato di conformazione geografica, industrie, allevamenti intensivi e traffico. Ma, a guardare bene i dati, si scopre che le cose – seppur molto lentamente – stanno cambiando. Anche quest’anno, il 9 febbraio…
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Migliora la qualità dell'aria nelle città italiane 12 febbraio 2026 Migliora la qualità dell'aria in Italia e si riduce l'inquinamento nelle città, l'avvicinamento della scadenza della tassa europea sul carbonio per la quale non sarà più possibile importare legalmente prodotti ad alto impatto ambientale, l'arrivo delle tecnologie anti-degrado contro il rischio di perdere il 90% del suolo del Pianeta al 2050.
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La fotografia cambia quando si guarda ai traguardi fissati per il 2030 (l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite), molto più stringenti: 20 microgrammi per il PM10, 10 per il PM2.5 e 20 per l’NO2. Con questi parametri, la maggior parte delle città emiliano-romagnole dovrebbe ridurre ancora sensibilmente le emissioni. Modena, ad esempio, dovrebbe tagliare quasi un terzo del PM10 (-29%) e oltre il 40% del PM2.5 (-43%).
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Il 2025 segna un miglioramento per la qualità dell’aria nelle città italiane, ma non abbastanza da garantire il rispetto dei nuovi standard europei. Secondo il rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti giornalieri di PM10 si sono dimezzati rispetto al 2024. Tuttavia, se fossero già in vigore i parametri UE del 2030, il 53% risulterebbe fuori norma per le polveri sottili
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Il report "Mal'Aria di Città" 2026 redatto da Legambiente sui dati Arpa degli ultimi 15 anni colloca Barletta tra le città in linea con i parametri normativi attuali, ma con due valori a rischio in vista dei nuovi limiti europei che entreranno in vigore nel 2030. Gli attuali risultati relativi al biossido di azoto sarebbero approvati anche dalla futura normativa UE, mentre quelli del PM10 e del PM2,5 dovranno far…
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Qual è la qualità dell'aria che respiriamo in Italia? Se lo chiede ogni anno Legambiente, stilando il rapporto Mal'Aria di città 2026. Secondo il report di quest'anno, in cima alla classifica delle città maggiormente inquinate abbiamo Palermo, seguita da Milano, Napoli e Ragusa. I dati del 2025 sono comunque rassicuranti, con il rapporto di Legambiente che mostra un miglioramento generale della qualità dell'aria italiana.
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L’inquinamento atmosferico è diminuito costantemente in tutta Europa negli ultimi decenni, ma rimane il principale rischio ambientale per la salute delle persone a livello continentale, causando malattie, peggiorando la qualità della vita e portando a morti premature evitabili. L’Unione europea ha stabilito, nel corso dei decenni, standard di qualità dell’aria per ridurre i rischi posti dall’inquinamento atmosferico.
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Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame. Sono 13 le città italiane che nel 2025 hanno superato i limiti giornalieri di polveri sottili PM10 nell’aria, fissati a quota 50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all’anno: a rivelarlo è la nuova edizione del rapporto Mal’Aria di città 2026 di Legambiente
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Minuti per la lettura Qualità dell’aria in Basilicata, il rapporto “Mal’Aria” di Legambiente fotografa la situazione. Potenza chiamata a ridurre del 17% le polveri sottili ma il 2025 italiano è positivo “Solo” 13 città fuori oltre i limiti giornalieri di polveri sottili. E, tra queste, nessuna situata in territorio lucano, con la sola Potenza a prendersi la raccomandazione, da parte di Legambiente, di ridurre di un ulteriore 17% il quantitativo di PM2.5 per allinearsi i parametri richiesti dall’Unione europea.
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( Andrea Biraghi) Nel 2025 Crema ha superato per 44 giorni il limite giornaliero di Pm10, fissato a 50 microgrammi per metro cubo. Un dato in lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, quando gli sforamenti erano stati 52, ma che resta comunque ben oltre il tetto massimo consentito di 35 giorni l’anno. I numeri emergono dal report Mal’Aria 2026 di Legambiente e raccontano una situazione solo apparentemente in miglioramento.
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Nel panorama urbano italiano l’inquinamento atmosferico mostra segnali di miglioramento, ma resta lontano da una svolta decisiva. Nel 2025 i capoluoghi che hanno oltrepassato il tetto consentito di PM10 (50 microgrammi per metro cubo per non più di 35 giorni annui) scendono a 13. È un netto passo avanti rispetto ai 25 centri del 2024. Anche il confronto con gli anni precedenti evidenzia un andamento altalenante, con 18 città fuori norma nel 2023 e ben 29 nel 2022.
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Smog da dimezzare, a Vicenza, se si vorrà essere in regola con i limiti previsti dall’Ue per il 2030. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Mal’aria di città” di Legambiente. Sebbene nel capoluogo berico si registri qualche miglioramento, in merito alla qualità dell’aria, i valori registrati dalle centraline Arpav sono ancora lontani da quelli che entreranno in vigore tra quattro anni. C’è ancora strada da fare, insomma.
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