NEW YOK – I mercati danno ragione a Moody’s ma non scaricano del tutto Trump. Venerdì l’agenzia newyorkese aveva dato uno schiaffo agli Stati Uniti togliendo la tripla A, il massimo, e gli effetti ieri si sono scaricati soprattutto su dollari e titoli del debito americano, mentre lo Borse hanno tutto sommato retto. Le critiche sull’eccesso di spesa dell’agenzia di rating mettono ancora di più sot…
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L’annuncio da parte di Moody’s Ratings sul downgrade del debito americano, passato da AAA – che avevano dal 1949 – a AA1, è arrivato venerdì, quando le borse avevano già chiuso. La notizia è poi esplosa su tutti i media ma il suo impatto si è visto solo ieri mattina, quando i mercati americani hanno aperto la settimana in ribasso: l’indice Dow Jones è sceso di 44,39 punti, ovvero dello 0,10%, l’S&P 500 di 16,44 punti, lo 0,28%, e il Nasdaq di 88,53 punti, lo 0,46%.
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In un periodo di conferme (DBRS, Fitch) e di promozioni (S&P) per l’Italia, è arrivato la scorsa settimana il clamoroso downgrade del rating degli Stati Uniti da parte dell’agenzia Moody’s, che ha privato il debito sovrano americano della tripla A. S&P lo aveva già fatto nel 2011, Fitch due anni fa. Dunque, i giudizi delle tre principali agenzie di rating oggi si sono di fatto allineati. Il giudizio di Moody’s sugli Usa è stato abbassato da Aaa a Aa1.
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Dopo aver minimizzato il crollo delle borse, sminuito la caduta del dollaro, fatto orecchie da mercante sul ribasso delle stime di crescita e sul rialzo di quelle sull'inflazione, ridimensionato l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, il segretario al Tesoro Scott Bessent è rimasto fedele al copione: "Moody's ci ha declassato, sì. E a chi importa?", ha de…
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In rosso i future dei principali indici azionari statunitensi a circa un’ora dall’avvio delle contrattazioni della prima seduta della settimana, dopo che l’agenzia di rating Moody’s ha deciso di declassare il rating sovrano degli Stati Uniti di un livello, portandolo da "Aaa" ad "Aa1". Nel dettaglio, il derivato sul Dow Jones cede lo 0,6%, mentre quello sull’S&P500 perde l’1%. Performance peggiore per il future sul Nasdaq100 (-1,4%).
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In casa Inter si pensa anche al futuro e la società sta valutando alcuni nomi da piazzare sul mercato. Occhio ai colpi di scena. Prima l’ultima di campionato con il Como e poi la sfida contro il PSG a Monaco di Baviera, una gara che – comunque vada probabilmente – rappresenterà la fine di un ciclo per quello che succede in casa Inter. Il club nerazzurro cambierà molto a fine anno, giocatori in scadenza e non solo, ci dovrebbe essere di fatto una vera e propria rivoluzione.
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