Negli ultimi 15 anni in Liguria sono scomparsi 4.179 piccoli negozi. Esercizi commerciali di vicinato costretti a chiudere. In quasi 3mila casi si trattato di realtà entro i 50 metri quadri, in oltre 1.200 casi si è trattato di realtà tra i 50 e 150 metri quadrati. A fronte di questo si registrano 40 aperture per quanto riguarda realtà di grandi dimensioni (tra i 1500 e i 50mila metri quadrati). Questa è la fotografia scattata dai dati Confesercenti
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– Meno punti vendita, ma di dimensioni maggiori. Tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi oltre 103mila negozi, ma la superficie commerciale complessiva è aumentata del +7,4%, grazie all’allargamento della dimensione media dei punti vendita, con un balzo del +23,8%. Il problema è anche territoriale. Diminuiscono botteghe e micro-negozi "Il fenomeno nazionale – osserva il direttore di Confesercenti Ravenna Cesena Graziano Gozi…
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In Italia ci sono 206 Comuni che non hanno più nemmeno un negozio. Nessun esercizio al dettaglio, nessuna insegna accesa: è il dato che emerge dall’Osservatorio reciprocità e commercio locale di Nomisma e che racconta una desertificazione silenziosa, fatta di serrande abbassate e servizi che spariscono. La provincia di Alessandria non è immune da questo fenomeno. Quelli senza Dai dati della Came…
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Primo piano Viaggio nei paesi senza botteghe: ecco come si vive senza la spesa sotto casa A Castelletto Molina, Capriglio, Cossombrato e Quaranti non ci sono attività commerciali: in altri 8 comuni astigiani ne sopravvive solo una. Il sociologo Enrico Ercole: “Questi negozi hanno una funzione sociale, dovrebbero diventare pubblici” Paolo Viarengo
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Il commercio di vicinato, anche nel nostro territorio, vive da tempo un momento di difficoltà, con attività anche storiche spesso destinate ad abbassare la serranda per sempre, prima del previsto. Un'emergenza che Ali Abruzzo propone di affrontare con i bandi sui centri commerciali naturali, nati in passato con l'obiettivo di sostenere i piccoli negozi. “La Regione Abruzzo - dice il presidente di…
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La desertificazione commerciale non è più una previsione astratta, ma un rischio concreto che potrebbe cambiare radicalmente il volto di Ravenna nei prossimi dieci anni. È l’allarme lanciato da Confcommercio, che mette in guardia sulle conseguenze economiche, sociali e urbane di un fenomeno già in atto e destinato ad aggravarsi senza interventi mirati. Secondo i dati di Confcommercio nazionale, negli ultimi dodici anni in Italia hanno…
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– Commercianti che non ce la fanno. E che decidono di dire basta, di chiudere la saracinesca per sempre. Sono tante le storie di questo genere. Insegne che hanno attraversato le epoche, che hanno servito generazioni di clienti ma che non riescono a stare al passo del grande commercio online, o delle tante tasse. E che quindi abbandonano, lasciando un senso di amarezza e di malinconia nella gente. Contribuendo spesso alla desertificazione dei nostri…
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PESCARA – “La Regione Abruzzo riproponga il bando sui centri commerciali naturali, in precedenza attivati e finanziati, aumentandone la dotazione. La progressiva scomparsa dei piccoli negozi e delle botteghe è un fenomeno che procede di pari passo con la desertificazione dei centri storici e lo spopolamento delle aree interne. Proprio per questo il bando sui centri commerciali naturali potrebbe rientrare un ventaglio di provvedimenti per favorire la…
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«La Regione Abruzzo riproponga il bando sui centri commerciali naturali, in precedenza attivati e finanziati, aumentandone la dotazione. La progressiva scomparsa dei piccoli negozi e delle botteghe è un fenomeno che procede di pari passo con la desertificazione dei centri storici e lo spopolamento delle aree interne. Proprio per questo il bando sui centri commerciali naturali potrebbe rientrare un ventaglio di provvedimenti per favorire la coesione territoriale e combattere…
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Vagnini (Confesercenti Rimini): “Il commercio fisico non sta scomparendo, si sta riorganizzando" Il commercio al dettaglio sta cambiando pelle: meno punti vendita, ma di dimensioni sempre più ampie. Tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi oltre 103mila negozi, mentre la superficie commerciale complessiva è cresciuta del +7,4%. A trainare il dato è l’aumento della dimensione media dei punti vendita, passata da 117 a 144,5 mq, con un incremento del…
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Tra il 2011 e il 2025 il commercio fisico italiano ha vissuto una trasformazione profonda e silenziosa. In quattordici anni sono scomparsi oltre 103mila negozi, ma la rete commerciale non si è semplicemente ristretta: si è riconfigurata, puntando su punti vendita più grandi e strutturati. Secondo un’analisi di Confesercenti, a fronte di un calo marcato degli esercizi, la superficie commerciale complessiva è cresciuta del 7,4%, grazie all’aumento della dimensione media, salita da 117 a 144,5 metri quadrati, con un incremento vicino al 24%.
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Alimentari, negozi di giocattoli, ferramenta : sono quelli più a rischio di chiusura e che rischiano di incrementare la desertificazione delle città. I negozi sono sempre meno ma diventano più grandi . Confesercenti fa il conto: tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi oltre 103mila negozi , ma la superficie commerciale complessiva è aumentata del +7,4%, grazie all’allargamento della dimensione media dei punti vendita, passata da circa 117 a 144,5 metri quadrati, un balzo del +23,8%.
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I piccoli chiudono, quelli grandi si rimpiccioliscono. Alimentari, negozi di giocattoli, ferramenta sono le categorie a maggiore rischio chiusura. Un fenomeno che rischia di accelerare quella desertificazione commerciale delle città che le rende insicure e poco inclusive. Nei piccoli Comuni invece il rischio maggiore è rappresentato dallo spopolamento. L’allarme arriva ancora una volta da Confesercenti che ha analizzato la trasformazione del retail fisico dal 2011 al 2025…
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Meno punti vendita, ma di dimensioni maggiori. Il retail fisico si trasforma: tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi oltre 103mila negozi, ma la superficie commerciale complessiva è aumentata del +7,4%, grazie all'allargamento della dimensione media dei punti vendita, passata da circa 117 a 144,5 metri quadrati, un balzo del +23,8%. Un processo di ristrutturazione trainato dalla convergenza verso il formato medio: diminuiscono botteghe e micro-negozi e, allo stesso tempo, si…
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In Italia nel 2025 è calato il numero dei punti vendita, ma quelli esistenti hanno aumentato le proprie dimensioni. È così che si trasformano i negozi in Italia e non è un fenomeno dell'anno appena concluso. Tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi oltre 103.000 negozi, ma la superficie complessiva è aumentata del +7,4%. Questo vuol dire che i punti vendita che restano aperti lo fanno allargando la propria dimensione, che passa in media da 117 a 144,5 m².
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Meno negozi ma più grandi. Succede in tutta Italia tranne che in Puglia e Basilicata. Merita di essere analizzato con attenzione il nuovo report di Confesercenti dedicato all’evoluzione dei punti vendita dal 2011 al 2025. La base di partenza è tristemente nota: nel lasso di tempo considerato sono scomparsi 103mila negozi. Un’ecatombe frutto di mille fattori, dall’esplosione dell’online (che assorbe larga parte del tracollo «fisico») ai rincari generalizzati.
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Sparisce il piccolo alimentari sotto casa. I consumi premiano sempre di più i punti vendita di maggiori dimensioni. Secondo un'analisi di Confesercenti sono 103 mila le piccole botteghe che hanno chiuso i battenti tra il 2011 e il 2025. In 1.100 Comuni non c'è più un negozio di alimentari e in altri 500 non è presente nemmeno un minimarket. Il retail fisico cambia volto sotto l'offensiva dell'e-commerce e della Gdo.
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Secondo un’analisi di Confesercenti, il commercio fisico italiano sta attraversando un profondo cambiamento. I piccoli esercizi, soprattutto quelli sotto i 50 metri quadrati, scompaiono a ritmo sostenuto: oltre 72mila in meno, a cui si aggiungono altri 42.700 negozi tra 51 e 150 mq. Crescono invece i formati medi, tra 151 e 250 mq, mentre le maxi-superfici sopra i 5.000 mq sembrano in fase di assestamento, con poche nuove aperture e spazi medi più contenuti.
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