Intervenuto ai microfoni di Radio Deejay, Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha parlato così del futuro ct della Nazionale e non solo: apester_widget id="69cd44b5f53ce0c1df818caa" "E' bello illudersi e dire le cazzate: ma quando leggo Guardiola e Conte ct. Ragazzi, la federazione non ha i soldi per pagare uno così importante: Conte costa 20 milioni all'anno, Guardiola molto di più.
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L’Anazionale. Se vogliamo capire cosa è successo e cosa succede ormai da tanti anni all’Italia degli Azzurri, partiamo dal ridefinire il nome. Il nome più consono è Anazionale, non nel senso romanesco né con grevi allusioni anali, ma Anazionale con l’alfa privativo davanti, per indicare qualcosa che manca, come si dice apolitico chi non ha una posizione politica, anonimo o afono chi è senza un nome o senza voce.
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Il tema è d’attualità perché l’assenza dell’Italia dal Mondiale per la terza volta consecutiva non è più uno shock: è una conferma. Non è una pagina nera isolata, ma l’ennesimo capitolo di una crisi strutturale che il calcio italiano si ostina a raccontare come episodica. È più comodo parlare di cicli, di generazioni meno talentuose, di sfortuna. La verità è più semplice e più scomoda: il talento in Italia non manca, viene respinto.
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Che il calcio italiano fosse malato lo sapevano tutti, compreso chi oggi si scopre indignato. Il fallimento di Zenica non nasce il 31 marzo, nasce da un decennio di scelte sbagliate, vivai trascurati, club indebitati, una Serie A che produce spettacolo per procura e una Nazionale che da tre cicli consecutivi non riesce a qualificarsi per un Mondiale. Le responsabilità della Figc e dei suoi vertici sono evidenti, documentate, e Gravina giovedì ne ha tratto le conseguenze dimettendosi con quella compostezza che un mese prima…
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Inesorabilmente è arrivato il tempo di commenti, analisi, processi sul calcio italiano. A dire il vero è da anni che raccontiamo cosa non va e qual è la strada da perseguire. A Zeneca il calcio italiano ha ricevuto il colpo di grazia, ora possiamo decretarne la definitiva morte. Addossare colpe solamente al CT Gattuso è ingeneroso, non va neanche adoperato come capro espiatorio che si accolla le colpe e le responsabilità di un intero movimento.
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Leggendo della condanna per traffico di droga di un capo ultras, ennesima traccia della convivenza strutturale di criminalità (anche politica) e tifo organizzato nelle curve di molti stadi, viene da chiedersi se anche questa assuefazione al peggio non faccia parte del dibattito in corso sul declino sportivo del calcio nel nostro Paese. Detto — va sempre detto — che non tutte le curve e non tutti…
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Il futuro del calcio italiano passa da una rifondazione profonda, strutturale, quasi radicale. Ne è convinto Fabio Giorgetti, che in un intervento dai toni netti e senza compromessi traccia una linea chiara: serve un cambiamento vero, non solo di facciata. Secondo Giorgetti, dopo i ripetuti fallimenti della Nazionale è inevitabile pensare a un vero e proprio “piano Marshall” per il sistema calcio: «Dopo tre fallimenti in questa maniera, ci vuole davvero un piano Marshall».
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Chiunque verrà avrà il suo bel da fare. Dopo tre Mondiali mancati e una stagione decisamente deludente per le italiane in Europa, tutti parlano di un calcio da rifondare. C’è di certo una forte urgenza di cambiare, ma non può essere un intervento d’effetto ma con poca sostanza, occorre agire in profondità, con una riforma strutturale che probabilmente non potrà avere effetti immediati, ma che garantirebbe un futuro più dignitoso al nostro pallone.
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La crisi del calcio italiano è ormai profonda e sistemica e viene descritta dalla stampa tedesca con toni particolarmente severi: una "grande tristezza" che fotografa il declino di una delle storiche potenze del calcio mondiale. Secondo Die Welt, il movimento calcistico italiano è "scosso nelle sue fondamenta", dopo la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. Un fallimento che, sottolinea il quotidiano, segna un punto di non ritorno per un sistema che un tempo…
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Devo ammetterlo, sono contento di non avere responsabilità in questo momento storico del nostro calcio. Perché trovare una soluzione all’impoverimento tecnico della Nazionale e della serie A non è facile. Italiani inavvicinabili Possiamo sottolineare i problemi, scavare, ma risolverli non è impresa agevole. Ce ne sono alcuni evidenti: il campionato è peggiorato tecnicamente. E uno dei limiti ruo…
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Minuti per la lettura Il direttore sportivo del Soriano punta il dito contro tutti, a partire dai dirigenti: «Fanno il passo più lungo della gamba, senza programmazione». E poi: «Ci sono troppi stranieri, anche fra i Dilettanti» Il calcio italiano è in crisi, ma non da ora, anche se Mimmo Varrà lo aveva anticipato tanti anni addietro. L’esperto direttore sportivo del Soriano, con alle spalle 50 anni di attività fra calciatore, tecnico e direttore sportivo, in tempi non sospetti aveva anticipato verso…
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La crisi del calcio italiano non può più essere interpretata come una semplice fase negativa o un passaggio ciclico. I dati delineano con chiarezza una fragilità strutturale che coinvolge l’intero sistema, dalla formazione dei giovani fino al rendimento della Nazionale, passando per un campionato che fatica a reggere il confronto europeo. In Serie A appena il 9% dei minuti complessivi è giocato da calciatori italiani cresciuti nei vivai dei club, il…
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Proposta per il rilancio della Nazionale: “Il calcio riparta dai territori, aiuti allo sport locale”
Non c’è italiano che non si sia accodato alle critiche sulla Nazionale di calcio e l’evidente crisi del comparto. Ma c’è anche chi vuole proporre una soluzione per rifondare il movimento. Partendo dalle radici: il territorio. Di qui l’appello che l’assessore comunale allo Sport di Mondovì, Alessandro Terreno, condividerà con i colleghi delle città principali del Cuneese, per poi inviarlo a minist…
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Un movimento da riformare. Sì, ma come? Il disastro in Bosnia scopre un buco nero che da anni inghiotte tutto: il calcio italiano è malato, ristagna in vecchie consuetudini ormai incompatibili con la modernità alla quale si sono adeguate le altre federazioni. L’Italia resta indietro: nella capacità di essere competitiva a livello internazionale, sul piano sportivo e su quello delle infrastrutture, vetuste e decadenti.
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Non chiamatela più Serie Cadetta. Mentre la Serie A si trasforma in una passerella per multinazionali e tifosi-turisti, la Serie B reclama il trono del sentimento popolare e si erge a paracadute identitario di un calcio italiano che sembra aver perso il terreno sotto i piedi. È qui che la passione del tifoso resiste all’engagement del cliente, dove il club resta comunità prima che global brand. Oggi il futuro della Nazionale e del tifo non passa dai…
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Fabio Cannavo, giornalista di Radio Marte, ha parlato nel corso di Siamo Tutti Allenatori. Crisi calcio italiano, il commento da Radio Marte “Calcio italiano? C’è chi se la prende con Bastoni, chi con Retegui. C’è qualcuno che dice ci siano troppi stranieri in campo in A, altre persone dicono che il livello della Serie A è basso. Altri puntano il dito su Gravina, come se qualcun’altro potesse farci risalire la china.
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La delusione è stata così forte da affollare immediatamente i pensieri su come, e con chi, provare ad uscire da questo lungo tunnel che dura da tre Mondiali. E hanno fatto impressione le parole del presidente Gravina a proposito di un sistema da ridisegnare. La domanda a questo punto sarebbe stata una sola: ma se avessimo vinto ai rigori, saremmo passati a piè pari alle celebrazioni, agli abbracci, alle lacrime di commozione, dimenticandoci di "ridisegnare" il sistema? E perché non è…
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Per la terza volta consecutiva l’Italia è fuori dai Mondiali. Non è più solo una semplice delusione sportiva, un episodio occasionale. Se ce ne fosse ancora bisogno, piuttosto il segnale evidente di un sistema che da tempo fatica a reggersi. E allora si riparte dai soliti interrogativi e diagnosi: vivai, giovani che non giocano, metodologie, ma anche scuola, strutture, la cultura sportiva. Temi c…
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Caro direttore, propongo un giorno di astensione per sabato prossimo dagli stadi italiani di tutti gli sportivi, dalla Terza categoria alla Serie A, per far comprendere l'enorme danno d'immagine ed economico provocato dalla esclusione dal Mondiale della Nazionale, trattata come la Cenerentola del calcio italiano. Enzo Fuso Lendinara (Ro) La risposta del direttore del Gazzettino Roberto Papetti Caro…
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Cronaca di una morte (del calcio italiano s’intende) annunciata. C’è un’immagine prima di Bosnia-Italia che credo non abbia colpito solo il sottoscritto: il sorriso alla Clint Eastwood della leggenda del calcio bosniaco, il bomber 41enne Edin Džeko. In quel sorriso sotto i baffetti da sparviero slavo, c’era tutta la convinzione di un piccolo Paese, con meno abitanti di Roma, 3 milioni, che stava per dare una lezione, l’ennesima, al nemico fragile italiano…
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Caro Aldo,da qualche tempo (troppo) la Nazionale italiana di calcio non vive una bella stagione. Colpa degli ultimi allenatori? Colpa dei giocatori di cui la gente comune ricorda a malapena i nomi? Alex Prato L’eliminazione per la terza volta consecutiva dai Mondiali di calcio è una vergogna nazionale. Almeno lei e io abbiamo vissuto le notti magiche dei Mondiali di un tempo, i ragazzi di oggi nulla.
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