IL REPORTAGE Il voto spaventa Orban: “Congiura contro di me” Oggi il voto, comizio finale del premier: «Senza di noi Paese trascinato in guerra». Poi evoca manipolazioni dell’Europa. Il rivale: «Torneremo una democrazia» dalla nostra inviata Monica Perosino
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Approfondimenti:
Giorgia Meloni, Marine Le Pen, il leader spagnolo di Vox Santiago Abascal o la tedesca Alice Weidel di Afd, dall’interno della Ue, Netanyahu o l’argentino Milei per gli extra-europei, in un video pubblicato a gennaio vari esponenti dell’internazionale reazionaria sono scesi in campo per sostenere Viktor Orbán. Negli ultimi giorni di campagna, il vice-presidente Usa, J.D. Vance, è andato a Budapest a sostenerlo e accusare la Ue di «ingerenza», sfidando il senso del ridicolo.
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«Una volta ho chiesto ad Arnold Schwarzenegger quante flessioni facesse di solito, e lui mi ha risposto che le contava solo quando sentiva dolore. La campagna elettorale è proprio così», ha aggiunto. «Se avremo 3 milioni di voti, nemmeno le porte dell'inferno potranno prevalere su di noi nei prossimi quattro anni», ha detto Orban chiedendo a ognuno di «portare con sé qualcun altro alle urne» e chiamando a raccolta i giovani.
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Viktor Orbán col vicepresidente J. D. Vance giunto a Budapest la settimana scorsa per sostenere la campagna elettorale del premier: «Usa e ungheresi amanti della libertà devono unirsi e salvare la civiltà occidentale». Péter Magyar, leader del partito Tisza sulle elezioni: «Il voto sarà un referendum sul posto dell’Ungheria nel mondo». Insomma ci siamo, domenica 12 aprile alle 6.00 si aprono le urne in tutto il paese per le elezioni più delicate dal ritorno di Orbán al potere, sedici anni or sono.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Domenica oltre 8,1 milioni di cittadini saranno chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento. È una consultazione che potrebbe interrompere i sedici anni di governo di Viktor Orbán, leader di Fidesz, al potere ininterrottamente dal 2010, e aprire la strada all’opposizione guidata da Péter Magyar, ex figura dell’establishment oggi alla guida del partito Tisza
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Unione europea prossima potenza in un mondo popolato da prepotenti o periferia della nuova globalizzazione con tutti i pericoli che ne conseguono, compresi quelli riguardanti la sicurezza nazionale, mai così in bilico dalla fine della Guerra fredda? Da una parte Péter Magyar, ex sostenitore del presente corso, ex diplomatico deluso, che ha scoperchiato la corruzione del potere e intende riportare Budapest nell’alveo continentale.
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Elezioni in Ungheria, come incideranno i risultati su Italia e Ue? Da Orban a Magyar, tutto sul voto
Elezioni, ultimo atto. L'Ungheria entra nelle ore decisive prima della chiamata alle urne - aperte domani dalle 6 alle 19 - che sancirà il vincitore del duello tra Victor Orban e Peter Magyar. Il gran finale del premier - al potere da 16 anni - è previsto in serata a Budapest, in piazza della Santissima Trinità, nel cuore della capitale. I suoi ultimi messaggi sui social sono un appello diretto agli ungheresi a scegliere nuovamente «sicurezza…
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Il voto in Ungheria non ha il suono della chiamata alle urne, ma quello sordo di una resa dei conti. Alla vigilia delle elezioni parlamentari Viktor Orbán sceglie il registro più estremo della sua lunga stagione politica: accusa l'opposizione di aver «cospirato con servizi segreti stranieri», denuncia brogli «completamente inventati» e prefigura un clima di violenza e delegittimazione prima ancora che le urne si chiudano.
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Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell'autore e non rappresentano in alcun modo la posizione editoriale di Euronews. Articolo d'opinione PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Può sembrare paradossale nei circoli dei piani alti di Bruxelles, ma una vittoria di Viktor Orbán sarebbe piuttosto una buona notizia per l'Europa. Poche elezioni in Paesi europei suscitano così tanti commenti al di fuori dei loro confini come quelle ungheresi.
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DALLA NOSTRA INVIATA BUDAPEST Alla vigilia del voto che potrebbe spodestarlo, Viktor Orbán trema. Per uno che ha costruito le sue campagne elettorali sulla paura — in passato dei migranti, più di recente della guerra — sembra quasi un contrappasso. Orbán trema e si innervosisce: ieri ha accusato l’opposizione di «complottare con servizi di intelligence stranieri» per manipolare il voto e impadronirsi del potere, quasi volesse prepararsi la strada per possibili…
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Il premier ha recuperato terreno, ma risulta sempre in svantaggio di 9 punti percentuali. Ma il 25% dei votanti si dice ancora indeciso. L'Europa concentrata sul voto: potrebbe mettere fine a 15 anni di governo del capo dei nazional-populisti
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Ecco chi è l'ex fedelissimo del premier che ho fondato Tisza e ora può smontare il sistema di potere di Fidesz A 24 ore dalle elezioni ungheresi del 12 aprile, il sistema politico costruito da Viktor Orbán in più di quindici anni sembra mostrare crepe per la prima volta. Nonostante le visite di JD Vance e il sostegno statunitense al primo ministro Orbán, alcuni sondaggi indicano uno svantaggio di circa il 10% per il premier uscente.
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Min lettura Il tuo browser non supporta l’audio. L’attesa è finita. Mancano poche ore a quelle che molto probabilmente sono le elezioni più importanti del 2026. Il voto ungherese del 12 aprile è uno snodo che indipendentemente dal risultato avrà ripercussioni decisive sul futuro dell’Europa, della guerra in Ucraina e più a largo raggio avrà delle conseguenze e a Washington. L’Ungheria ci arriva dopo una campagna elettorale sfibrante, costellata da scandali, accuse e colpi di scena.
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RETROSCENA Budapest, rivoluzione rock Oltre 150 mila giovani al concerto per chiudere l’era Orban: «Domani voteremo per la libertà». Dalle nuove generazioni può arrivare la spallata decisiva: «Sappiamo di appartenere all’Europa» Monica Perosino
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SULISAP (UNGHERIA) – Alle otto e mezza di mattina tira ancora un vento freddo. Nel parcheggio della piazza del Comune di Sülysáp centinaia di persone sono già riunite intorno a un pick up con un panchetto sul retro. Hanno capito che Peter Magyar parlerà da lì, sventolano bandiere ungheresi mentre i volontari con le pettorine bianche distribuiscono cartelli con lo slogan “Ora o mai più”. La coreog…
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