Borrell: "Rispettare lavoro Corte penale internazionale su Netanyahu" 27 maggio 2024 "Negli ultimi giorni sono successe molte cose, in particolare, la Corte penale internazionale che ha inviato mandati di arresto contro Netanyahu, Gallant e tre leader di Hamas. Si tratta di una decisione importante da parte del pubblico ministero. E voglio dire che dobbiamo rispettare il lavoro della Corte penale internazionale.
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Solo pochi giorni fa il procuratore capo della Corte Penale Internazionale Karim Khan ha chiesto alla Camera preliminare del Tribunale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ministro della difesa Yoav Gallant e per i capi di Hamas. I capi di accusa che il procuratore della Corte dell’Aja ha formulato per Yahya Sinwar, Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri (comandante in capo dell’ala militare di Hamas, le Brigate Al-Qassam), e Ismail…
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Anche il Diritto internazionale è ormai vittima delle guerre. Il conflitto che si è aperto attorno alla Corte Penale Internazionale — dopo che il suo procuratore, Karim Khan, ha chiesto l’arresto del premier e del ministro della Difesa israeliani Netanyahu e Gallant oltre che di alcuni leader di Hamas — è l’ultimo caso. Ma la tensione è generale. Le regole che cercano di dare una base giuridica ai rapporti tra le Nazioni possono sembrare lontane ma evitano che il mondo si trasformi in un’arena di bullismi e di aggressioni.
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Desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento al Procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, per la decisione di chiedere alla Corte preliminare del Tribunale di emettere mandati di arresto, oltre che per capi di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Mohammed Diab Ibrahim al-Masri, anche per Benjamin Netanyahu e per il ministro della Difesa del Governo israeliano, Yoav Gallant.
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La richiesta di arresto al vaglio della Pre Trial Chamber della Corte penale internazionale formulata nei confronti dei leader di Hamas, gruppo terrorista, e di Israele, Stato riconosciuto tra le nazioni democratiche, pone rilevanti questioni giuridiche e di politica internazionale su cui la comunità internazionale sarà chiamata a compiere scelte fondamentali per riaffermare principi fondamentali del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale penale
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Di Maddalena Celano Il 15 maggio 2024, il Segretario di Stato degli Stati Uniti ha inviato al Congresso un altro dei suoi rapporti arbitrari, qualificando alcune nazioni senza alcun mandato o riconoscimento internazionale. Questa volta, sono stati elencati quattro paesi che presumibilmente “non coopererebbero pienamente con gli sforzi per la lotta al terrorismo degli Stati Uniti nel 2023”. Tra questi, sorprendentemente, non appare Cuba.
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