Quando cominciano le dimissioni dall'interno, la posizione del presidente può diventare precaria. Soprattutto se provengono dalla sua stessa fazione, in questo caso il mondo Maga che ha sostenuto Donald Trump a spada tratta negli ultimi anni. Joe Kent, da oggi ex direttore del Centro antiterrorismo nazionale, non è infatti un rappresentante dello Stato profondo né un repubblicano tradizionale stanco del presidente populista.
Leggi
“Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in corso in Iran. È chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della potente lobby Usa”. Si dimette così Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center, una delle figure più rappresentative del mondo Maga nell’amministrazione. Le sue parole, in una lettera …
Leggi
Un veterano con una lunga carriera nelle Forze Speciali prima e nella Cia poi. Ma soprattutto un sostenitore del movimento Maga della prima ora. Joe Kent, il capo dell'anti-terrorismo americano che si è dimesso in disaccordo con la guerra in Iran, è stata finora una figura molto popolare fra i sostenitori di Donald Trump per la sua esperienza nell'esercito (11 missioni di combattimento come Berretto Verde) e la sua storia personale…
Leggi
«L’eroe, un soldato, un Berretto Verde un agente della Cia», è diventato «un debole». Donald Trump ribalta il giudizio su Joe Kent, direttore del Centro nazionale del Controterrorismo reo di essersi dimesso. Non sono le dimissioni la pietra dello scandalo. Kent ha lasciato il suo incarico alla National Intelligence, l’agenzia che coordina le attività di spionaggio antiterrorismo e controterrorism…
Leggi
Il 17 marzo 2026, Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center (NCTC), ha annunciato le sue dimissioni con effetto immediato. Ex soldato delle forze speciali e figura vicina a Donald Trump, Kent ha motivato la decisione con un duro atto d'accusa: non può "in buona coscienza" sostenere la guerra in Iran, iniziata il 28 febbraio dagli Stati Uniti e Israele. Secondo Kent, l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per gli USA e il conflitto è stato scatenato dalle pressioni di Israele e…
Leggi
“Dopo molte riflessioni, ho deciso di presentare le mie dimissioni dalla posizione di direttore del Centro nazionale antiterrorismo, con decorrenza immediata. Non posso per motivi di coscienza sostenere la guerra in corso in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”, così sui social Joe Kent, direttore del Centro nazionale antiterrorismo…
Leggi
Il direttore del National Counterterrorism Center lascia l’incarico accusando l’amministrazione Trump di essere entrata nel conflitto senza una minaccia imminente e sotto pressioni politiche legate al sostegno a Israele
Leggi
Joe Kent, il capo del Centro per l'antiterrorismo americano, si dimette. “Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”, afferma Kent in una nota pubblicata sul suo account su X. Si tratta della prima significativa uscita dall'amministrazione Trump a seguito…
Leggi
Città del Vaticano Nella guerra che Stati Uniti e Israele stanno conducendo contro l’Iran si sta sviluppando una tensione, prima sottesa ma di ora in ora sempre più evidente, tra Washington e i gli altri Paesi della Nato, in particolare quelli europei. Alle richieste del presidente degli Usa, Donald Trump, di contribuire alle operazioni per aprire le vie di comunicazione nello Stretto di Hormuz — controllato militarmente da Teheran — l’Europa ha risposto sfilandosi.
Leggi
