Stipendi statali. La Corte Costituzionale boccia il tetto fisso di 240mila euro applicato ai dirigenti e ai manager pubblici dal 2014. Il limite massimo torna così ad essere parametrato al trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione, che viene indicato dalla sentenza a 311.658,23, cioè all'ultimo aggiornamento fatto nel passato. L'effetto pratico è l'aumento della retribuzione per un migliaio di dirigenti pubblici di prima fascia, di…
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Approfondimenti:
E' illegittimo il tetto retributivo per i dipendenti pubblici a 240mila euro annui. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, che pur ribadendo che la previsione di un "tetto retributivo" per i pubblici dipendenti non contrasta di per se con la Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 13, comma 1, del
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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il limite fisso di 240.000 euro lordi imposto agli stipendi dei dipendenti pubblici. Secondo i giudici, questo tetto non può essere deciso in modo rigido, ma deve essere calcolato in base allo stipendio del primo presidente della Corte di cassazione, come avveniva prima del 2014. Il tetto retributivo era stato introdotto nel 2011 per conte…
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Il nuovo riferimento torna a essere quello previsto fino al 2014 dal “Salva Italia” di Mario Monti: il trattamento economico onnicomprensivo spettante al primo presidente della Corte di cassazione Salta il tetto alla retribuzione per i dipendenti pubblici a 240mila euro, introdotto dal governo Renzi. Si torna all'indicazione prevista dal decreto Salva Italia, governo Monti, che faceva riferimento come limite a quanto spetta al primo presidente della Corte di Cassazione.
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È illegittimo il tetto agli stipendi pubblici introdotti nel 2014 dal Governo Renzi, che limita gli stipendi pubblici a 255mila euro all’anno. Torna in campo il vecchio aggancio al trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione: 311.658,23 euro nell’ultimo decreto sul tema, che però risale appunto al 2014 e andrà rinfrescato. È questo l’effetto della sentenza 135/2025 della Corte costituzionale, che investe da vicino le buste paga dei dirigenti pubblici…
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La Consulta ha dichiarato illegittima la norma che fissa nel limite di 240mila euro il tetto retributivo lordo per i pubblici dipendenti. Dunque, al momento il parametro viene nuovamente allineato al trattamento economico spettante al primo presidente della Corte di Cassazione. La Consulta ribadisce comunque che la previsione di un tetto retributivo per i pubblici dipendenti non contrasta di per sé con la Costituzione
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Salta il tetto fisso da 240 mila euro agli stipendi di magistrati e dipendenti pubblici. La Corte Costituzionale (con la sentenza n. 135 del 2025) ha dichiarato illegittimo il limite massimo retributivo fissato dal dl 66 del 2014 (articolo 13.1) nel limite di 240 mila euro lordi e non «nel trattamento economico onnicomprensivo spettante al primo presidente della Corte di cassazione», si legge nella nota della Consulta.
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(Adnkronos) – Salta il tetto alla retribuzione per i dipendenti pubblici a 240mila euro, introdotto dal governo Renzi. Si torna all'indicazione prevista dal decreto Salva Italia, governo Monti, che faceva riferimento come limite a quanto spetta al primo presidente della Corte di Cassazione. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 135 del 2025, pur ribadendo che la previsione di un “tetto retributivo” per i pubblici dipendenti non…
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