BTC perde circa il 52% dall'ATH e scende sotto i 60.000 USDT. Si attivano scenari ribassisti profondi. Attenzione ai supporti chiave di lungo periodo. Continua ininterrotta la pressione di vendita su Bitcoin in questi primi sei giorni di giugno, con il prezzo che ha registrato il nuovo minimo annuale a 59.130 USDT e sta segnando la quarta settimana consecutiva in rosso. Attualmente quota 61.000 USDT e la candela weekly di BTC si attesta a un -17,50%, un ribasso che…
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Secondo Iliya Kalchev di Nexo, la correzione del Bitcoin nel 2026 riflette una convergenza di pressioni che colpiscono simultaneamente i suoi principali motori di domanda, in un contesto geopolitico sfavorevole all’assunzione di rischi. Il Bitcoin reagisce a questo ambiente più rapidamente e visibilmente rispetto alla maggior parte degli altri asset. Con il conflitto in Medio Oriente, le banche centrali sono più propense ad aumentare i tassi d’interesse per controllare l’inflazione, frenando sia i mercati azionari che le criptovalute.
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Bitcoin (BTC) sta testando il suo livello di supporto a lungo termine più importante, e una rottura netta potrebbe trasformare l’attuale svendita in un crollo molto più profondo. Bitcoin mette alla prova la sua SMA a 200 settimane, la “linea del panico” Bitcoin è sceso verso la zona di $62.000, perdendo oltre il 15% in una singola candela settimanale e arrivando direttamente sulla sua media mobile semplice a 200 settimane (blu) vicino a $61.800.
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Bitcoin ($) ha subito una brusca ondata ribassista ed è sceso fino a quota 61.250 dollari. Il trend di breve termine rimane quindi negativo, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si trovano in posizione short. Il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi può tuttavia impedire un ulteriore cedimento (che potrebbe spingere i prezzi verso l’importante soglia psicologica dei 60.000$) e favorire una fase laterale di consolidamento.
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Bitcoin crolla verso i 61.000 dollari: il supporto dei 60.000 sarà sufficiente? Bitcoin è precipitato oggi fino a circa 61.000 dollari prima di tentare una stabilizzazione nell'area compresa tra 63.000 e 64.000 dollari, in un contesto di progressivo indebolimento del momentum sull'intero mercato delle criptovalute. Osservando l'RSI giornaliero, sceso a 19, il mercato mostra già segnali di forte ipervenduto e di esaurimento della pressione d'acquisto.
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Il prezzo di Bitcoin è sceso al suo livello più basso dall'inizio del conflitto con l'Iran, a causa delle rinnovate tensioni in Medio Oriente che hanno pesato sul sentiment generale del mercato. La criptovaluta è scesa di oltre il -5%, scendendo sotto i 62.000 dollari nelle prime contrattazioni di stamattina, il suo livello più basso dal 6 febbraio. Le perdite si aggiungono a una settimana difficile che ha visto il token perdere circa il -16% del suo valore, un crollo iniziato dopo che…
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Bitcoin ($) ha subito una brusca ondata ribassista ed è sceso fino a quota 65.350 dollari. Il trend di breve termine rimane quindi negativo, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si trovano in posizione short. Solo il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un ulteriore cedimento (che avrà un primo target in area 63.600-63.300$) e favorire una fase laterale di consolidamento.
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Dietro la facciata dei mercati delle criptovalute, fatta di tweet virali, grafici che oscillano all’impazzata e promesse di guadagni facili, si nasconde un ecosistema ingegneristico di precisione matematica che lavora senza sosta, ventiquattro ore su ventiquattro. La maggior parte degli osservatori superficiali è convinta che i prezzi si muovano solo per una banale dinamica di attrazione tra chi vuole comprare e chi vuole vendere in un dato momento.
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