La Borsa di Tokyo ha vissuto una giornata di contrattazioni favorevole, trainata dall’attenuarsi delle preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente e dalle sue ripercussioni sui prezzi dell’energia. Questo contesto ha alimentato un clima di fiducia tra gli investitori. Ad aggiungere slancio agli acquisti sono stati i dati economici giapponesi relativi al prodotto interno lordo del quarto trimestre del 2025.
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Roma, 10 mar. – Rimbalzo dei listini asiatici quest’oggi dopo il tracollo di ieri provocato dal forte rialzo del prezzo del petrolio. Tokyo guadagna il 2,72%, mentre Shanghai si mostra in progresso dello 0,57% e Hong Kong in rialzo del 2,12%. Brilla Seoul che ieri aveva chiuso perdendo quasi il 6%. Il Kospi guadagna il 5,48%.
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Chiusura del 9 marzo Brillante rialzo per l'indice nipponico, che lievita in modo prepotente archiviando la sessione con un guadagno del 3,56%. Lo status tecnico del Nikkei 225 mostra segnali di peggioramento con area di supporto fissata a 52.776,7, mentre al rialzo l'area di resistenza è individuata a 56.095,7. Per la prossima seduta potremmo assistere ad un nuovo spunto ribassista con target stimato verosimilmente a 51.045,3.
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I principali listini asiatici sono crollati lunedì mentre un’impennata dei prezzi del petrolio, alimentata dall’escalation del conflitto in Medio Oriente che coinvolge Usa, Israele e Iran, ha scosso gli investitori e alimentato i timori di rinnovate pressioni inflazionistiche. A Tokyo , forte calo del Nikkei 225 (-5,58%); sulla stessa linea, si muove al ribasso Shenzhen, che perde lo 0,70%. Giù il mercato di Hong Kong (-1,63%); in forte ribasso Seul (-6,23%).
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Dopo quarantotto ore tinte di rosso in cui i listini europei hanno bruciato più di 850 miliardi di euro, la Borse del Vecchio Continente ieri hanno provato a rialzare la testa. Ma mentre l'Europa conta i danni e cerca il rimbalzo, la geopolitica presenta il conto altrove. Nel Golfo, il deserto finanziario resta arido con la chiusura prolungata da Abu Dhabi, un segnale politico di estrema cautela, mentre Dubai, dopo tre giorni di chiusura straordinaria, brucia il 4,7%.
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Oggi Tokyo guadagna oltre il 3% e Seul balza su dell'11%. Il prezzo del petrolio è segnalato in aumento quasi del 2%. La Cina, intanto, ha fissato il suo obiettivo di crescita tra il 4,5 e il 5% per il 2026 In base a quanto emerso, dunque, i listini asiatici hanno di fatto confermato il rimbalzo dopo lo scivolone di ieri con Seul che sale di quasi il 10% (+9,98%), dopo aver lasciato nelle scorse ore sul terreno il 13% ed essere salita del 26% dall'inizio del 2026.
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La giornata di mercoledì 4 marzo 2026 resterà impressa negli annali della Borsa di Seul come un momento di estrema volatilità sistemica. In risposta a un'ondata di vendite senza precedenti, l'operatore del mercato sudcoreano è stato costretto ad attivare i cosiddetti circuit breakers (interruttori di circuito) sia sull'indice principale KOSPI che sul KOSDAQ, il listino ad alta densità tecnologica. Il KOSPI ha registrato perdite repentine superiori all'8%, con punte intraday che hanno sfiorato il…
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Le Borse asiatiche restano nella tempesta mentre aumentano timori per gli effetti della guerra in Medio Oriente. Per il terzo giorno consecutivo gli indici azionari hanno subito forti cali, con l'Msci Asia Pacific che lascia sul terreno il 4,5%. Crolla Seul (-12%). Tonfo per Tokyo (-3,6%). Sul fronte valutario lo yen si indebolisce sul dollaro, a 157,30, ed è stabile sull'euro a 182,70. Pesanti Hong Kong (-2,6%), Shanghai (-1,08%), Shenzhen…
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In borsa reazione tipica da guerra. Le azioni più punite quelle legate alle compagnie aree, con il traffico quasi completamente bloccato. Il lunedì di riapertura dei mercati dopo l’attacco congiunto USA/Israele all’Iran non poteva che causare dei grandi sconquassi sui principali titoli e sulle principali borse globali. Fino ad adesso hanno scambiato soltanto le principali borse asiatiche, con guadagni e perdite distribuiti per comparto e per area…
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