Negli ultimi anni, il termine “cibi ultra-processati” (UPF) è diventato sinonimo di cattiva alimentazione. Studi scientifici hanno associato il loro consumo regolare a una serie di problemi di salute, dall’obesità alle malattie cardiovascolari, fino al diabete di tipo 2. Tuttavia, una recente analisi del Washington Post getta una luce nuova e più sfumata su questo tema: non tutti gli alimenti ultra-processati sono dannosi allo stesso modo.
Leggi
Altre informazioni:
Una delle revisioni scientifiche più recenti e complete dedicata ai possibili effetti sulla salute degli alimenti ultra processati (UPF acronimo di Ultra-Processed Foods) arriva in un momento in cui milioni di persone in tutto il mondo consumano sempre di più questi alimenti sottoposti a estesa trasformazione tecnologica. Il contributo energetico stimato degli UPF sul totale degli acquisti alimentari domestici o dell’assunzione giornaliera…
Leggi
Per decenni la malattia di Alzheimer è stata descritta come una patologia neurodegenerativa progressiva, irreversibile, legata all’accumulo di placche amiloidi, alla perdita sinaptica e alla morte neuronale. Una descrizione corretta sul piano biologico, ma che ha prodotto risultati terapeutici limitati…
Leggi
Il consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per fare piena luce sullo stato di attuazione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) e sull’implementazione del Piano Regionale Malattie Rare 2024–2026. «Le malattie rare rappresentano un insieme eterogeneo di patologie spesso croniche, progressive e ad…
Leggi
