Martedì 7 aprile 2026 In collaborazione con il quotidiano l’Adige riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Vance ‘qui per aiutare Orban e dare un segnale ai burocrati Ue’. Link alla notizia
Leggi
Il primo ministro ungherese Victor Orban è «uno dei pochi veri statisti in Europa». Lo ha dichiarato il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, al termine di un bilaterale con Orban al Monastero Carmelitano di Budapest. «Il presidente vi vuole bene e anch'io», ha affermato Vance rivolgendosi a Orban, sottolineando il rapporto personale tra il presidente americano Donald Trump e il premier ungherese, ma anche l'importanza delle relazioni tra Stati Uniti e Ungheria
Leggi
Martedì 7 aprile 2026 In collaborazione con il quotidiano l’Adige riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Vance a Budapest da Orban, bilaterale e comizio a pochi giorni dal voto. Link alla notizia
Leggi
Martedì 7 aprile 2026 Pubblichiamo di seguito la notizia tratta da Bbc.com /// The US vice-president’s visit is the latest show of White House support for the Hungarian leader. Link alla notizia
Leggi
Next, la newsletter di Europa Today che ogni lunedì mattina vi racconta cosa succederà nella settimana europea In cima all'agenda I riflettori sull'Ungheria – Il conto alla rovescia per le elezioni in Ungheria è ormai arrivato al termine, con l'appuntamento elettorale in programma domenica 12 aprile, che determinerà se il primo ministro ungherese e leader del partito di destra Fidesz, Viktor Orbán, continuerà il suo "regno" ininterrotto da 16 anni o se sarà estromesso dalla volontà popolare a favore del suo diretto concorrente, Péter Magyar, leader…
Leggi
Il 12 aprile gli elettori ungheresi saranno chiamati alle urne per elezioni legislative che sono diventate un evento politico dal peso internazionale, al punto che il vicepresidente statunitense JD Vance ha deciso di abbandonare il suo paese in piena guerra in Iran per lanciarsi nell’arena elettorale ungherese. La posta in gioco è semplice: bisogna salvare il soldato Orbán, primo ministro ungherese dal 2010, minacciato nei sondaggi dal rivale Péter Magyar.
Leggi
Il modello Orban al vaglio delle urne Elezioni parlamentari in Ungheria, in gioco anche gli equilibri interni all’Unione europea In Ungheria, ultima settimana di campagna elettorale, poi domenica elezioni legislative che non pochi osservatori considerano determinanti per i destini dell’Europa. In gioco c’è il quinto mandato consecutivo per il premier Viktor Orban, spina nel fianco “illiberale” nell’Unione europea, simbolo e m...
Leggi
Roma, 7 apr. – Il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, è partito lunedì sera per l’Ungheria per portare il sostegno di Donald Trump al suo alleato, il primo ministro nazionalista Viktor Orban, a pochi giorni da elezioni politiche che si preannunciano molto combattute.“Discuteremo di una serie di questioni relative alle relazioni tra Stati Uniti e Ungheria. Ovviamente sono certo che si parlerà anche dell’Europa, dell’Ucraina e di tutto il resto”, ha dichiarato alla stampa prima di…
Leggi
"Salvate il soldato Orbán". Proprio parafrasando il titolo di un famoso film, si potrebbe scovare la ragione della visita prevista per il 7 e l'8 aprile del Vicepresidente Usa, JD Vance, e moglie in Ungheria. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Related Vance in visita in Ungheria per sostenere Orbán alle elezioni del 12 aprile Il braccio destro istituzionale di Donald Trump incontrerà il Primo Ministro Viktor Orbán martedì mattina, poi terrà un discorso al raduno "Hungarian-American Friendship Day" presso l'MTK…
Leggi
Il voto di domenica 12 aprile in Ungheria sarà forse il voto europeo dell’anno. Meno di dieci milioni di abitanti, appena l’1% del Pil europeo, eppure la scelta tra la conferma di Viktor Orbán o la sua sostituzione con il quarantenne Péter Magyar è diventata l’epicentro simbolico del confronto globale tra autocrazie e democrazie. L’Europa spera nel cambiamento mentre a tifare Orbán è un inaudito …
Leggi
La pubblicità personalizzata ci permette di sostenere il lavoro di tutto il nostro Gruppo, dai giornalisti ai tecnici, dai grafici agli amministrativi, per raccontarti ogni giorno le storie del nostro territorio. Per questo ti chiediamo di autorizzare l’uso di cookie per finalità non strettamente tecniche, come spiegato nella Cookie Policy. Dando il tuo consenso potrai accedere ai contenuti del sito secondo i limiti…
Leggi
Il 12 aprile l’Ungheria sceglie tra Orbán e Magyar. A Budapest arriva JD Vance, mentre scoppia il caso delle telefonate tra Szijjártó e Lavrov. Tra accuse di interferenze e sondaggi contrastanti, il voto può cambiare gli equilibri europei e gli aiuti a Kiev
Leggi
Diversi account sui social che sostengono il partito di destra al governo in Ungheria, Fidesz, hanno accusato la società di Mark Zuckerberg, Meta, di interferenze politiche in vista delle prossime elezioni nel Paese, sostenendo che il partito e il primo ministro Viktor Orbán vengano censurati. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Anche il responsabile della campagna di Fidesz, Balázs Orbán, ha sostenuto queste accuse.
Leggi
In vista delle elezioni parlamentari ungheresi del 12 aprile, il Primo Ministro Viktor Orba'n intensifica gli attacchi politici contro l'Ucraina. I manifesti elettorali commissionati dal governo raffigurano il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky con la didascalia: "Non lasciamo che Zelensky abbia l'ultima parola". Altri cartelloni pubblicitari ritraggono anche il principale rivale di Orba'n, Peter Magyar, e la…
Leggi
Tutta la stampa europea è, da settimane, attenta a quel che potrebbe accadere tra pochi giorni un Ungheria, cioè la possibile, a vedere i sondaggi, caduta di Viktor Orbán. E non solo la stampa. L’amministrazione statunitense di Donald Trump spedirà, il 7 aprile, addirittura il vice presidente J. D. Vance a sostenere l’autocrate magiaro, mentre giorni…
Leggi
Lunedì 6 aprile 2026 Pubblichiamo di seguito la notizia tratta da Bbc.com /// Since 2010, Orbán has transformed Hungary into what the European Parliament has denounced as a “hybrid regime of electoral autocracy”. Link alla notizia
Leggi
Mai come ora il lungo regno di Viktor Orbán è sembrato vicino ai titoli di coda. A una settimana dal voto il premier è dato sconfitto da tutti i sondaggi, distanziato da Péter Magyar, un avversario che fino a poco tempo fa apparteneva alla sua stessa famiglia politica. Un transfuga uscito da Fidesz sbattendo la porta e denunciando la deriva autoritaria in corso in Ungheria. Quarantenne, conservatore, laureato in legge e avvocato di professione, da giovanissimo assisteva pro bono i manifestanti arrestati…
Leggi
Caricamento player In Ungheria il principale partito di opposizione, Tisza, e il suo leader Péter Magyar sono avanti in tutti i sondaggi per le elezioni parlamentari del prossimo 12 aprile: è possibile che per la prima volta dal 2010 il paese avrà un primo ministro diverso da Viktor Orbán. Vincere però potrebbe non bastare a cambiare il paese. Per Magyar governare l’Ungheria sarebbe complicatissimo a causa del modo in cui Orbán e il suo partito Fidesz, di estrema destra, hanno riformato gli organi dello Stato negli ultimi 15…
Leggi
True Francesca Ronchin Ungheria al voto e riecco le «manovre russe» Viktor Orbán (Ansa) Con le elezioni alle porte, rispunta la tesi della manina di Mosca per aiutare Viktor Orbán. Insinuazioni rilanciate senza prove, diffuse da organi anti Fidesz e finanziati dall’Ue. L’esperto Thomas Fazi: «Sondaggi sfavorevoli al leader per delegittimarne un’eventuale vittoria».Spie russe, agenti disturbatori. Una poderosa macchina di interferenza nel voto in Ungheria.
Leggi
Il 16 giugno 1989, sulla piazza degli Eroi di Budapest, Viktor Orbán tenne un gran discorso da liberale qual era. La Cortina di Ferro si stava sgretolando, ma il regime fantoccio dei sovietici alternava aperture e repressione. Alla commemorazione di Imre Nagy, primo ministro della rivoluzione del 1956 stroncata da Mosca, molti avevano ancora paura a parlar chiaro. Lui no. L’autrice di Tainted democracy (democrazia corrotta), Zsuzsanna Szelény, allora sua sodale e oggi sua avversaria, ricorda che quel ragazzo coraggioso diede semplicemente ai russi il…
Leggi
In vista di elezioni dall’esito incerto, quelle più delicate per il primo ministro Viktor Orbán, dal suo ritorno al potere, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance sarà a Budapest la settimana prossima, come annunciato da Washington. Una visita prevista per le giornate di martedì e mercoledì, l’ultima della campagna elettorale, per colloqui con il premier. La due giorni prevista sarà anche l’occasione, secondo quanto appreso, per passare in rassegna i punti della partnership fra i due paesi.
Leggi
Berlino – E’ confermato: il vicepresidente americano JD Vance sarà a Budapest martedì e mercoledì prossimo per incontrare Viktor Orbán e sostenere l’autocrate magiaro nel tentativo sempre più arduo di battere il suo rivale Peter Magyar alle elezioni del 12 aprile. Negli ultimi sondaggi il leader di Tisza è avanti a Orbán di dieci punti. Ma per il portavoce del premier ungherese Zoltán Kovács, l’…
Leggi
Il vicepresidente americano JD Vance volerà a Budapest il 7 e l’8 aprile, cinque giorni prima delle elezioni che potrebbero chiudere l’era Orbán o almeno incrinarne per la prima volta in 16 anni il mito dell’invincibilità. Il 12 aprile gli ungheresi andranno alle urne per un turno elettorale che non deciderà solo il futuro dell’Ungheria, ma anche quello dell’Unione europea e degli assetti geopoli…
Leggi
La chiama «resistenza politica», perché «chi ama la libertà ha il dovere di agire». Armato di scala e pennelli, l’avvocato e professore di storia Peter Heindl «ritocca» o «corregge» i manifesti con cui il governo ungherese fa propaganda, come fosse un partito, in vista del voto del 12 aprile. La sua lunga battaglia, che gli è costata molti procedimenti giudiziari, si sta intensificando in questa campagna elettorale dominata dalla sfida tra Viktor Orbán, l’inventore della «democrazia illiberale» da sedici anni primo ministro, e il leader…
Leggi
Manca una settimana alle elezioni ungheresi. E già si sente la fretta dei progressisti europei, quella velocità particolare con cui si prepara a festeggiare una sconfitta di Orbán come se fosse una restaurazione della democrazia. Conviene aspettare. Non perché l’esito sia incerto—i sondaggi seri danno il Tisza di Péter Magyar fra il quaranta e il cinquanta per cento, Fidesz sotto il quaranta—ma perché quello che si appresta a vincere è un’altra cosa rispetto a quella che la sinistra europea sta già celebrando.
Leggi
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una sorta di smarrimento della democrazia. Laddove ancora esiste – e non sono poi molti i Paesi al mondo in cui è pienamente vitale – ha spesso premiato candidati divisivi, quando non apertamente illiberali. Che hanno creato gravi problemi al proprio paese e nei rapporti internazionali. Il caso di Victor Orban in Ungheria è emblematico, anche perché ha…
Leggi
Fra i tanti guai che si abbattono in queste ore su palazzo Chigi – dimissioni forzose di ministri, decreto fiscale, pasticci sulle basi usa, dichiarazioni sempre più imbarazzanti di Trump, da ultimo guai amorosi ma forse anche politici per il titolare del Viminale – c’è n’è un altro che si intravede all’orizzonte. Giorgia Meloni il prossimo 9 aprile parlerà alle Camere, convinta di saper raddrizzare la sorte declinante.
Leggi
A pochi giorni dalle elezioni del 12 aprile, in Ungheria cresce il timore che il voto possa trasformarsi in uno scontro politico anche dopo la chiusura delle urne. Non solo per l’incertezza del risultato dopo anni di egemonia incontrastata di Viktor Orbán, ma per le condizioni stesse in cui si vota. La descrizione migliore è quella data da Jaime Dettmer e Max Griera, che su Politico parlano delle «elezioni più decisive dalla caduta del comunismo, ma…
Leggi
Cruciale appuntamento per gli elettori al voto delle elezioni politiche il 12 aprile “Russi, tornate a casa”. A Budapest risuonano gli slogan della Rivoluzione del 1956. Da tutta Europa - ma anche da fuori - si guarda al voto del 12 aprile. Un appuntamento con le urne cruciale per gli equilibri europei, a partire dal destino del conflitto in Ucraina e dal posizionamento nei confronti di Mosca. Nel centro congressi affacciato sul Danubio, il Duna Rendezvenyhaz, le forze…
Leggi
«Russians, go home!». Lo slogan che ha attraversato la storia ungherese - trovando voce nelle barricate del 1956 contro l’Armata rossa e poi nelle piazze della transizione post-sovietica - è tornato a riecheggiare a Budapest, a dieci giorni dal voto considerato uno spartiacque per l’Europa intera. Nel centro congressi di Duna Rendezvenyhaz, sulle sponde del Danubio, il fronte pro-Ue che sfida Viktor Orban si è riunito sotto l’egida…
Leggi
