“Il voto bipartisan espresso in Commissione Esteri della Camera sul sostegno alle proteste in Iran rappresenta un segnale politico importante e condivisibile, che rafforza l’impegno dell’Italia a favore dei diritti umani, delle libertà civili e della democrazia”. Lo dice Enzo Maraio, segretario nazionale di ‘Avanti Psi’. “Allo stesso tempo, riteniamo un’occasione mancata – spiega – la bocciatura della risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle, che chiedeva di ‘scongiurare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale’.
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Dopo una serrata trattativa, la Commissione Affari Esteri del Senato ha varato una risoluzione che, condannando la repressione violenta delle proteste in Iran, impegna il Governo ad attuare ogni iniziativa diplomatica per fermare la carneficina in atto ripristinando il rispetto dei diritti umani e il pieno accesso a Internet e ai servizi di comunicazione. Unico partito che si è astenuto sull’atto è il Movimento 5 stelle perché aveva “chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari…
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Pd, M5S e Avs ritrovano una mezza unità sull’Iran. In attesa di scendere in piazza insieme a fianco di Amnesty International e «Donna, vita libertà» (oggi in Campidoglio a Roma), ieri i tre partiti di centrosinistra si sono avvicinati anche alla Camera, dopo che giovedì in Senato la mozione bipartisan di condanna alla violenza del governo di Teheran non era stata votata dai 5s, che avevano scelto l’astensione.
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Al Senato il Movimento 5 Stelle si sfila dal campolargo e sceglie l’astensione sulla risoluzione che condanna il regime degli ayatollah. Una mossa che ha fatto saltare i nervi al Partito Democratico, dove si parla apertamente di “tradimento” e di strappo politico difficilmente ricucibile. Nel momento in cui l’opposizione avrebbe dovuto mostrare compattezza su un tema di diritti e libertà fondamentali, la decisione dei pentastellati è apparsa a molti incomprensibile, se non opportunistica.
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Roma, 15 gen. – Prove di dialogo Pd-M5s-Avs, tra mozioni e la piazza di domani sull’Iran. Anche se in Parlamento l’operazione è riuscita solo a metà tra astensioni, equilibrismi e defezioni. Come sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sull’Ucraina.Quanto all’Iran, dopo il voto bipartisan in Senato di ieri, che ha visto l’astensione del Movimento sulla risoluzione proposta dai dem a sostegno delle proteste contro il regime dell’ayatollah Khomeyni, i Cinque Stelle hanno deciso…
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Come un copione già scritto, anche oggi la politica estera continua ad agitare il centrosinistra. Da una parte l'Ucraina con le opposizioni che si presentano con risoluzioni distinte sulle comunicazioni del ministro Guido Crosetto. E poi l'Iran. In commissione Esteri alla Camera, come già ieri al Senato, i 5 Stelle si sono distinti dalla risoluzione unitaria di tutto il Parlamento presentando un loro testo (che è stato bocciato).
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A quanto si apprende da fonti della comunità pentastellata, il Movimento 5 Stelle sta per depositare una risoluzione che verrà discussa in commissione Esteri della Camera a prima firma del leader Giuseppe Conte, ma sottoscritta anche da Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi-Sinistra. Tra gli impegni del documento quello di "scongiurare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale, promuovendo tutte le necessarie iniziative diplomatiche e di…
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La sinistra ancora una volta non riesce a dire una parola in comune neanche sull’Iran e sulla feroce repressione della rivolta ordinata dagli ayatollah. In questa occasione in Parlamento si è approvata una mozione bipartisan votata da tutti ma non dal M5S. I pentastellati hanno spiegato di aver chiesto di inserire nel documento una netta condanna preventiva anche di una eventuale azione militare straniera (quindi americana) contro il regime terroristico di Teheran
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La politica estera è una brutta bestia. La si può sottovalutare quando si sta all’opposizione, ma se si è al governo ha le sue regole ferree. Ne sa qualcosa la Lega che se fosse coerente con molte posizioni pubbliche dei suoi esponenti dovrebbe votare contro sugli aiuti militari, per quanto verniciati come difensivi, all’Ucraina. Ma non ci sono, per fortuna, solo le alleanze e i legami internazionali del Paese, ci sono anche i valori di libertà, i diritti umanitari.
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L'astensione del Movimento 5 Stelle dalla firma della mozione contro la sanguinosa repressione delle manifestazioni da parte del governo iraniano, che ha incontrato il favore di tutti gli altri partiti italiani, ha fatto storcere il naso anche agli alleati del cosiddetto "campo largo". Primo tra tutti, Piero Fassino del Partito democratico, che già si era espresso con durezza contro la propria segretaria Elly Schlein per il suo silenzio su quanto sta…
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«Sosteniamo le proteste, non la guerra per il petrolio». Con questa motivazione il M5S si è astenuto, unico tra tutti i partiti in Parlamento, sulla risoluzione approvata dalla commissione Esteri del Senato che condanna la repressione messa in atto dal regime iraniano per cercare di arginare la ribellione che ormai da quasi tre settimane incendia le strade di Teheran e delle principali città del Paese.
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Le sinistre scivolate dei Cinque Stelle su Iran e non solo La commissione Esteri del Senato ha votato una risoluzione unitaria, con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e opposizione, di sostegno alle proteste del popolo iraniano. Unici astenuti i rappresentanti del M5S. La nota di Sacchi. Maggioranza e opposizioni unite su uno snodo cruciale, drammatico di politica estera, a sostegno della protesta del popolo iraniano, contro il regime teocratico degli Ayatollah che sta ferocemente reprimendo la…
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Giuseppe Conte, che è persona squisita, al telefono si scusa per non aver avvertito il giorno prima che i grillini si sarebbero astenuti al Senato in Commissione sul documento bipartisan di solidarietà ai manifestanti di Teheran. L'ex premier ha voglia di parlare. Sa bene che quel gesto potrebbe essere interpretato come una sorta di benevolenza nei confronti del regime degli Ayatollah. Insomma, è l'ennesimo esempio di intransigenza ideologica - in questo caso per non…
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Mentre la maggioranza prova a trovare la quadra sull’Ucraina – con più di qualche defezione attesa oggi tra le file leghiste – il centrosinistra si spacca sull’Iran. Il cortocircuito va in scena in commissione Esteri al Senato. Dove si vota la mozione per condannare la repressione delle proteste nel sangue da parte del regime degli ayatollah. E impegnare governo e Unione europea ad adottare «ogni iniziativa diplomatica utile» a far desistere il regime di Teheran dall’uso…
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Un tempo la politica estera era naturalmente il terreno d’incontro tra maggioranza e opposizione. Se si pensa che Berlinguer dichiarò nel 1976 di sentirsi più sicuro sotto l’ombrello Nato (e non, sottinteso, sotto quello di Mosca), il che, per il maggior partito comunista d’Occidente, rappresentava una notevole svolta, si stenta a credere che oggi il centrosinistra, lo stesso che ambisce a sfidare alle prossime elezioni governo e maggioranza in carica, sull’Ucraina arrivi a presentare in Parlamento fino a cinque mozioni diverse.
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