Dopo due decenni, il Bel Paese torna sul gradino più alto del podio in un circuito di Formula 1. A farci sognare è Kimi Antonelli, pilota diciannovenne in capo alla Mercedes, che a Shanghai conquista il suo primo GP ed entra nella storia come il più giovane driver della storia dei circuiti. Ambassador di IWC, l’enfant prodige delle corse fa parte della meglio gioventù del paddock insieme a Gabriel Bortoleto (2004), Isack Hadjar (2004), Arvid Lindblad (2007) e Oliver Bearman (2005).
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Lunghi rettilinei veloci e curve secche. Un circuito di circa 1.550 metri per il kart, paddock da 18-20.000 metri quadrati progettato perché la guida, la riflessione, la lucidità contino molto più dell’azzardo: se in partenza sbagli l’ingresso, poi ci fai i conti appena due curve dopo. E la posta in gioco è altissima. Il podio non aspetta, ma la velocità non è tutto. Battezzato il “kartodromo dei campioni” non a caso, dove vincere vuol dire responsabilità, concentrazione.
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Melbourne. Kimi Antonelli, decisamente affamato, da appuntamento in un ristorante italiano diventato un punto di riferimento per la cucina emiliana. Al tavolo di fianco c’è Franco Colapinto con alcuni amici argentini. Si parla di motorsport, delle aspettative per un Mondiale che si appresta ad iniziare, di una macchina che fa sperare e sognare. Kimi non è solo un pilota di talento, ma un ragazzo cresciuto nel mondo delle corse fin da quando è nato…
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"È una grande soddisfazione, merito a lui e alla Mercedes, è stato un grande lavoro di squadra". Così, Veronica Pomaro, madre di Kimi Antonelli, parlando con i cronisti subito dopo l'arrivo del figlio, vincitore ieri del Gp di Cina in Formula 1, all'aeroporto di Bologna. "Io in realtà ero stata abbastanza tranquilla, poi quando l'ho visto piangere mi sono messa a piangere anche io, ma penso sia normale", ha raccontato ai cronisti.
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— La vittoria conquistata da Andrea Kimi Antonelli in Cina ha cambiato improvvisamente la prospettiva del Mondiale e, soprattutto, il modo in cui il paddock guarda oggi al giovane talento italiano della Mercedes. Non soltanto per il successo arrivato con autorità, ma perché il fine settimana di Shanghai ha mostrato un pilota già maturo nella gestione della gara, nella freddezza e nella capacità di assorbire la pressione.
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Andrea Kimi Antonelli (nato a Bologna il 25 agosto 2006) ha vinto il suo primo Gran premio in Cina ha girato su una F1 prima ancora di prendere la patente per guidare in strada e prima ancora di fare l'esame di maturità. A 12 anni entrò a far parte del junior team Mercedes, sempre sotto l'ala protettiva di Toto Wollf che lui considera quasi un secondo padre: «Toto è uno di famiglia c'è un…
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