Papa Francesco: “Quanti vogliono la guerra si convertano a progetti di dialogo e di pace” “Quanti vogliono la guerra si convertano a progetti di dialogo e di pace”. Ennesimo appello di Papa Francesco mentre in Ucraina e Medio Oriente si continua a combattere sul campo. Intanto a Gaza è stato rilasciato il direttore dell’ospedale Al Shifa. Servizio di Rita Salerno Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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L’appello per la pace al termine dell’Angelus: «Imploriamo il Sacro Cuore di Gesù di toccare i cuori di quanti vogliono la guerra». Il ricordo di Ucraina, Palestina, Israele e Myanmar «In questo ultimo giorno di giugno, imploriamo il Sacro Cuore di Gesù di toccare i cuori di quanti vogliono la guerra, perché si convertano a progetti di dialogo e di pace». Sono le parole pronunciate ieri, 30 giugno, da Papa Francesco al termine della preghiera dell’Angelus, in piazza San Pietro
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Il Papa ha invitato i fedeli a non dimenticare Ucraina, Terra Santa, Myanmar e i Paesi colpiti dalle violenze Nell’Angelus di stamani, ultimo giorno di giugno, mese tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, Papa Francesco invoca l’intercessione di Cristo perché muova a conversione quanti alimentano la spirale dei conflitti – traendone “ricavi e vantaggi” – e impieghino invece le proprie energie, risorse e responsabilità in iniziative volte a costruire un futuro di pace, giusta e…
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Città del Vaticano Il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali, approfondisce con i media vaticani i temi del discorso che Papa Francesco ha rivolto alla Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali (Roaco) ieri, 27 giugno, in Vaticano, a conclusione della plenaria dell'organismo di cui il porporato è presidente. Cosa ha apprezzato di più del discorso che il Papa ha rivolto alla Roaco? Tutto.
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“In questo ultimo giorno di giugno, imploriamo il Sacro Cuore di Gesù di toccare i cuori di quanti vogliono la guerra, perché si convertano a progetti di dialogo e di pace”. Questa è stata la preghiera di Papa Francesco all’appuntamento mariano delle 12 con i fedeli di piazza San Pietro. “Fratelli e sorelle, non…
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L’ultima domenica di giugno siamo chiamati a riflettere sulla nostra fede. Papa Francesco: quanto sei disposto a fidarti del Signore? Il miracolo segue la fede non il contrario. Sono esaudito perché credo, non credo perché sono esaudito. Ecco la verità da credere. Il Santo Padre porta la riflessione di oggi su un punto cruciale della nostra fede. Quando siamo disposti ad affidarci nelle difficoltà? Le figure del Vangelo odierno ci insegnano molto.
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"Non dimentichiamo la martoriata Ucraina, la Palestina, Israele, il Myanmar, e tanti altri posti dove si soffre tanto a causa della guerra" ha detto Bergoglio in Piazza San Pietro "In questo ultimo giorno di giugno imploriamo il Sacro Cuore di Gesù di toccare il cuore di quanti vogliono la guerra, perché si convertano a progetti di dialogo e di pace". Lo ha detto papa Francesco durante l'Angelus. "Non dimentichiamo la martoriata Ucraina, la Palestina, Israele, il Myanmar, e…
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Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano Nell’ultimo Angelus dell’ultimo giorno di giugno, mese tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, Papa Francesco invoca l’intercessione di Cristo perché muova a conversione quanti alimentano la spirale dei conflitti – traendone, come ha detto di recente alla Roaco, “ricavi e vantaggi” – e impieghino invece le proprie energie, risorse e responsabilità in iniziative volte a costruire un futuro di pace, giusta e duratura, per i…
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Città del Vaticano Sono gli episodi biblici che hanno a che fare con il senso del tatto come canale di guarigione e di resurrezione, presentati dalla liturgia di oggi, 30 giugno, a ispirare il Papa, nell'ultimo Angelus domenicale del mese, per la sua catechesi dalla finestra del Palazzo Apostolico. Le protagoniste, che vengono riabilitate alle relazioni, sono due donne: l'emorroissa incontrata per strada da Gesù, che gli sfiora il lembo del mantello in modo da essere incrociata dal suo sguardo, e…
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Gesù guarisce “attraverso il contatto fisico” e il toccare è importante perché le protagoniste del racconto evangelico “sono considerate impure e quindi con loro non può esserci un contatto fisico. E invece Gesù si lascia toccare e non ha paura di toccare. Prima ancora della guarigione fisica, Egli mette in crisi una concezione religiosa sbagliata, secondo cui Dio separa i puri da una parte e gli impuri dall’altra”.
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«Saluto tutti gli abitanti di Roma, ma proprio tutti, e soprattutto per le famiglie che fanno più fatica, gli anziani più soli, i malati, i carcerati e chi è in difficoltà». Dalla finestra del suo studio Papa Francesco non manca di rivolgere un pensiero ai romani per la festa dei santi patroni. Poi dall'alto osserva l'Infiorata, la manifestazione organizzata dal Comune di Genzano, che ha pavimentato parte di via della…
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Francesco riceve i partecipanti alla plenaria della Roaco ed elenca i territori dilaniati da conflitti e violenze per i quali chiede una soluzione immediata: Ucraina, Siria, Libano, Caucaso, Tigray e la Terra Santa che "si sta spopolando di cristiani". "La violenza non porterà mai la pace", ammonisce il Pontefice, "con la guerra avventura insensata e inconcludente, tutti saranno sconfitti perché la guerra è già una sconfitta".
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Isabella Piro – Città del Vaticano La logica del “sostegno cristiano” deve essere quella della “porta stretta” che conduce alla vita: lo ha ricordato il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali e presidente della Roaco (Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali), presiedendo ieri mattina, martedì 25 giugno, la celebrazione eucaristica inaugurale della 97ª assemblea plenaria dell’organismo che coordina le agenzie caritative cattoliche nell’oriente cristiano.
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Città del Vaticano, 27 giu. – “Penso al tragico dramma della martoriata Ucraina, per la quale prego e non mi stanco di invitare a pregare: si aprano spiragli di pace per quella cara popolazione, vengano liberati i prigionieri di guerra e rimpatriati i bambini”. Questo il nuovo appello di pace di Papa Francesco. Ricevendo in udienza in Vaticano i partecipanti alla 97.ma Assemblea della “Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali (R.
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Il Papa saluta i fedeli raccolti in piazza San Pietro per l'Angelus di domenica 23 giugno - VATICAN MEDIA Divisione Foto È sempre la pace che non c'è il primo pensiero del Papa. Anche ieri, domenica 23 giugno, alla fine della preghiera dell'Angelus, Francesco ha chiesto di continuare «a pregare per la pace, specialmente in Ucraina, Palestina, Israele». E ha invocato la luce dello Spirito Santo sulle menti dei governanti.
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Ancora un apprllo al dialogo del Santo Padre che, per la pace nei contesti di guerra, chiede di seguire la strada del dialogo “Continuiamo a pregare per la pace, specialmente in Ucraina, Palestina, Israele”. È un appello costante quello di Papa Francesco, fermamente convinto che la soluzione ai conflitti si celi dietro il dialogo piuttosto che nella graniticità delle proprie posizioni. “Guardo la bandiera di Israele.
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ROMA (ITALPRESS) – Papa Francesco nel consueto messaggio dell’Angelus a Piazza San Pietro, ha ancora una volta invitato i fedeli presenti a pregare per la pace. “Preghiamo per la pace, specialmente per la martoriata Ucraina, che soffre tanto. Per la Palestina, Israele, Gaza, il nord del Congo” ha detto il Santo Padre. “Lo Spirito Santo illumini le menti dei governanti e infonda in loro saggezza e senso di responsabilità per evitare ogni azione o parola che alimenti lo scontro e puntare invece…
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Di Marlene Madalena Pozzan Foschiera Recentemente, l’Ucraina, con armi americane, ha attaccato la società civile, causando numerose morti e feriti. Questo conflitto ha generato insoddisfazione in tutta Europa, causando diverse perdite e svantaggi. La guerra e le sanzioni contro la Russia hanno causato un impatto significativo sulle economie europee. I prezzi dell’energia sono aumentati, l’inflazione è cresciuta e le catene di approvvigionamento sono state interrotte, influenzando negativamente le economie del continente.
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