Figure istituzionali hanno "sviato, depistato ritardato le investigazioni" PALERMO – Avrebbe finto di consegnare ad un poliziotto il guanto di uno dei killer di Piersanti Mattarella. Questa inziale bugia “generò una stasi investigativa a causa della quale il guanto venne definitivamente dimenticato”. “Figure istituzionali hanno sviato” L’episodio sarebbe uno degli elementi del depistaggio contestato all’ex poliziotto Filippo Piritore.
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L'indagine fu «gravemente inquinata e compromessa dall’opera di appartenenti alle istituzioni, all’evidente fine di impedire l’identificazione degli autori dell’omicidio del presidente Mattarella» dicono ora i magistrati. Per il procuratore antimafia Maurizio De Lucia e i sostituti Antonio Charchietti e Francesca Dessì, l’allora funzionario della Squadra mobile, allora guidata da Bruno…
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Nuova svolta a 45 anni dall’assassinio di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana ucciso il 6 gennaio 1980 a Palermo. La Procura ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex prefetto Filippo Piritore, accusato di aver depistato le indagini e di aver fatto sparire un reperto decisivo. Il guanto scomparso: la “prova regina” mai repertata Al centro dell’indagine un guanto in pelle scura trovato nella Fiat 127 usata dai killer.
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Emergono nuovi elementi nelle indagini sull'micidio di Piersanti Mattarella, ucciso il 6 gennaio 1980 a Palermo. La Direzione investigativa antimafia ha disposto la notifica della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Filippo Piritore, ex funzionario della Squadra Mobile e in seguito divenuto prefetto. Oggi Piritore è accusato di depistaggio in una delle pagine più oscure della storia repubblicana.
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È agli arresti domiciliari Filippo Piritore, negli anni '80 funzionario della Squadra Mobile di Palermo poi diventato anche prefetto di Genova dal 2010 e il 2011, ora indagato per depistaggio delle indagini sull'omicidio dell'ex presidente della Regione siciliana, Piersanti Mattarella. Piritore è indagato per il depistaggio delle indagini Sentito dai pubblici ministero sul guanto trovato il giorno del delitto a bordo della Fiat 127 utilizzata dai killer (mai…
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Una fotografia in bianco e nero ritrae un uomo ferito all’interno di un’auto e un altro che tenta di soccorrerlo. Lo scatto in questione risale al 6 gennaio del 1980 e quel ferito è Piersanti Mattarella, all'epoca presidente della Regione Siciliana. Al suo fianco il fratello Sergio cerca di estrarlo dalla berlina crivellata di colpi - otto per la precisione - sparati durante un agguato mafioso che avrebbe cambiato per sempre la storia della famiglia e anche quella del…
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In questa edizione: Svolta su omicidio di Piersanti Mattarella. Zelenaky ricevuto a Windsor da re Carlo. Femminicidio Ronchi, la furia in un video. Ultimo saluto a Pamela Genini, uccisa dall'ex. Choc Usa: scommesse clandestine sulla Nba. Calcio, delusione per Roma-Viktoria Plzen 1-2
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Le anomalie riscontrate dalla Procura di Palermo PALERMO – Era sul luogo del delitto per fare indagini. Ora il suo nome, il nome di Bruno Contrada, spunta nella nuova inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex poliziotto Filippo Piritore per depistaggio. Il mistero passa dal guanto del killer di Piersanti Mattarella, sparito nel nulla. Contrada, ex numero tre del Sisde, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, torna in ballo nella storia del guanto che uno degli…
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Filippo Piritore , 75 anni, di Agrigento, posto ai domiciliari con l’accusa di depistaggio nell’inchiesta per l’omicidio del presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, ha percorso tutta la sua carriera professionale nella polizia di Stato terminando come prefetto di Isernia prima di andare in pensione. E’ entrato nell’amministrazione dell’Interno a fine anni '70 lavorando nelle questure di Palermo e Ragusa
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