PARMA. L’unico complice che ha avuto Chiara Petrolini è stato il suo cellulare. È stato per due anni e mezzo il solo confidente di un segreto che ora tutti conoscono: due gravidanze, due parti, due neonati morti, due corpi sepolti in giardino. Le ha dato risposte ai dubbi che può avere una qualsiasi 22enne. È stato un consigliere nel portare a termine i crimini che le vengono imputati: l'omicidio…
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Un paese piccolissimo, un pugno di giovani che si frequentano un giorno sì e l'altro pure, le amiche inseparabili di Chiara, la ragazza apparentemente perfetta che invece sembra uscita da una favola oscura dei fratelli Grimm
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Traversetolo, neonati uccisi. Misura cautelare per la madre indagata “Chiara aveva già deciso che il bambino non sarebbe sopravvissuto al parto, e tutto il percorso della gravidanza appare disseminato di indizi che conducono a questa terribile realtà”. Lo scrive il procuratore di Parma Alfonso D’Avino, nel comunicato sull’arresto di Chiara Petrolini, accusata di duplice omicidio e occultamento di cadavere di neonato.
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