La Consulta ha "intercettato" la colossale ignoranza in diritto del senatore M5s Roberto Scarpinato, pizzicato dai suoi ex colleghi magistrati a concordare l'audizione in commissione Antimafia del suo amico Gioacchino Natoli, indagato a Caltanissetta per favoreggiamento di Cosa nostra. Qualcuno doveva pagare per le intercettazioni che lo hanno messo in imbarazzo, diffuse dentro l'organismo parlamentare in spregio alle sue legittime prerogative da senatore.
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Con apposito ricorso, un senatore della Repubblica promuoveva un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, nei confronti della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, istituita con legge 2 marzo 2023, n. 22, recante «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali anche straniere» (in seguito…
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Il paradosso del caso di Roberto Scarpinato è racchiuso nell’ordinanza della Corte costituzionale che ieri ha dichiarato inammissibile il suo ricorso contro la Commissione parlamentare antimafia, che ha depositato intercettazioni tra l’ex magistrato Gioacchino Natoli, indagato, e il senatore M5S, ex Pg di Palermo, non indagato, trasmesse dalla Procura di Caltanissetta anche se segrete e …
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Inammissibile, sbagliato nel destinatario, a dispetto delle competenze del ricorrente, il giudice parlamentare grillino Roberto Scarpinato, che contro ogni coerenza contesta l’utilizzo di intercettazioni telefoniche che lo metterebbero in difficoltà in Antimafia. La Corte costituzionale, con l’ordinanza numero 106, depositata oggi, ha dichiarato l’inammissibilità del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso dal…
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Il senatore pentastellato Roberto Scarpinato si era opposto all'uso delle sue intercettazioni da parte della Commissione antimafia e aveva chiesto alla Corte costituzionale di stabilire che quell'uso fosse illegittimo. La risposta è arrivata con l'ordinanza numero 106. Il ricorso è inammissibile. La Consulta lo smentisce senza mezzi termini: il senatore ha sbagliato bersaglio, indirizzando il conflitto contro la Commissione e non contro il Senato, l'unico organo che avrebbe potuto…
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Il ricorso aveva come oggetto l'utilizzo e la messa a disposizione ai membri della Commissione di alcune intercettazioni telefoniche e messaggi istantanei ai quali il senatore aveva preso parte, interloquendo con una persona sottoposta a indagini della Procura di Caltanissetta
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La Corte costituzionale, con l’ordinanza numero 106 depositata oggi, ha dichiarato l’inammissibilità del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso dal senatore Roberto Maria Ferdinando Scarpinato nei confronti della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie. Il ricorso aveva a oggetto l’utilizzazione e la messa a disposizione ai membri della medesima Commissione parlamentare di alcune intercettazioni telefoniche e messaggi…
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