Rispettare il tetto dei tre mandati per i presidenti di Regione significa accettare l’idea che Luca Zaia non guidi più il Veneto. È principalmente per questo che il dibattito politico è cresciuto su se stesso giorno dopo giorno, per le conseguenze sul governo di una terra che da quattordici anni ha lo stesso leader (nel 2025, anno delle nuove elezioni, i mandati di Zaia saranno diventati comunque tre ma il primo non si conta perché la legge è stata approvata dopo).
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Un no al terzo mandato che pesa come un macigno, tanto da provocare «forte disappunto» nell’area politica del governatore Stefano Bonaccini riunita sotto l’insegna di Energia Popolare. Chi ha parlato giovedì sera con il presidente dell’Emilia-Romagna assicura che lui stesso si riconosce in quel sentimento espresso ieri dai membri della sua corrente, che hanno parlato di «accordi venuti meno» e di…
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"Penso che alla fine il Pd dirà sì al terzo mandato". La pensava così martedì il sindaco Matteo Ricci, presidente di Ali, Autonomie locali italiane e membro della direzione Pd, intervenendo alla trasmissione di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora. Ma a togliere la speranza di un terzo mandato per i sindaci di città sopra i 15mila abitanti è stata, 12 ore dopo, la Lega: infatti mercoledì, prima del voto di ieri in Commissione Senato, Matteo Salvini ha ritirato l’emendamento al decreto…
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La maggioranza si divide, il Pd si sganghera come un modellino mal assemblato. Gli effetti del voto della commissione Affari costituzionali del Senato sul terzo mandato per sindaci e governatori avvelenano infatti il centrosinistra unito molto più del centrodestra diviso. La premier Giorgia Meloni ricorda che il terzo mandato "non era inserito nel programma" di governo e rassicura: "Non è una materia che crea problemi alla maggioranza".
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Era nell'aria, e così è stato: la maggioranza si è spaccata sull'emendamento della Lega al dl elezioni sul terzo mandato per i presidenti di Regione. L'emendamento targato Carroccio è stato respinto. In commissione Affari costituzionali, dove il provvedimento era all'esame, si sono espressi contro la proposta di modifica leghista, Fratelli d'Italia e Forza Italia sostenuti da Pd, M5s, Avs. Insomma, per dirla come nel calcio: Giorgia Meloni ha fatto squadra con Elly Schlein, Giuseppe Conte e…
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Si è chiusa con la maggioranza spaccata e il Pd in subbuglio la partita in commissione affari del Senato sul Terzo mandato che ieri ha scontentato sia i sindaci, costretti a vedere sfumare il sogno di un ter, sia i presidenti di Regione. I parlamentari di Fratelli d'Italia e Forza Italia votano contro l'emendamento al decreto elettorale con cui la Lega ha tentato di aprire la strada alla ricandidatura di Luca Zaia in Veneto.
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ROMA — Se un pezzo di Pd sbuffa in queste ore come un cuociriso, è perché si va molto oltre il merito della questione, il terzo mandato. Per dire: nemmeno tutto il fronte che un anno fa aveva sostenuto Stefano Bonaccini al congresso è graniticamente a favore della misura cara a Salvini. Il punto è un altro. Anzi sono due. Il primo è quasi personale. I big della minoranza dem, a cominciare da Bona…
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Altro che «unità preservata», come provano a sottolineare dal gruppo Pd al Senato. Il voto contrario sul terzo mandato per i presidenti di Regione rischia di essere il detonatore che fa saltare il patto in salsa emiliano-romagnola su cui si è retta fin qui la segreteria di Elly Schlein. Stefano Bonaccini ufficialmente non dice una parola, ma dalla sua area politica, Energia popolare, fanno filtra…
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L'emendamento della Lega al dl elezioni sul terzo mandato per i governatori delle Regioni è stato respinto. In commissione Affari costituzionali del Senato, dove il provvedimento è all'esame, si sono espressi contro la proposta di modifica leghista Fratelli d'Italia e Forza Italia, sostenuti dal Pd e dal M5s oltre che da Avs. A sostegno della Lega ha invece votato Italia viva, mentre Azione non ha partecipato al…
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