Per fronteggiare la crisi energetica, in caso di emergenza si potrà continuare ad attingere al fossile più inquinante fino al 2038, dunque, 13 anni oltre la scadenza fissata dal Piano nazionale energia e clima, prevista a dicembre 2025. Lo slittamento è entrato nel decreto bollette con emendamenti presentati da Lega e Azione. Il provvedimento introduce anche una stretta sul telemarketing e misure a sostegno dei trasporti meno inquinanti.
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E' una sciagura l'emendamento della Lega, riformulato dal governo, che allunga al 2038 il termine per l'uscita dell'Italia dalla produzione di energia dal carbone". Lo afferma la capogruppo di Avs nella commissione Attività produttive della Camera Francesca Ghirra in merito al decreto che scade il prossimo 21 aprile, ora in prima lettura alla Camera. "Il via libera è stato dato in commissione Attività produttive, con ridicole spiegazioni dei proponenti: così si garantisce sicurezza energetica, dicono.
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Non è ancora un atto formale e ufficiale ma di certo l’emendamento della Lega (la prima firma è del capogruppo Riccardo Molinari), poi riformulato dal governo e approvato nell’ambito dell’iter del Dl Energia, rende più concreta la possibilità tecnica di rivedere il Pniec, il Piano nazionale integrato per l’energia ed il clima, in particolare nella parte in cui prevedeva l’uscita dal carbone alla fine del 2025.
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"Sul decreto Bollette stiamo giusto alla propaganda, perché sostanzialmente le risorse messe sono già state bruciate in pochi giorni dalla guerra in Iran. Si fa un po' di propaganda perché si dice che torniamo alle centrali a carbone, che peraltro sono ferme da anni e che se dovessero ripartire", lo farebbero "tra molto tempo, facendo fare un passo indietro dal punto di vista ambientale. Quindi siamo veramente alle chiacchiere e peraltro in questo caso anche alle chiacchiere…
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Un emendamento della Lega al decreto Bollette fa slittare il phase-out del combustibile fossile più inquinante e pericoloso per la salute umana. Il ministro Foti: «Dobbiamo utilizzare tutte le fonti di energia» Di fronte al rischio di una nuova crisi energetica, l’Italia ci ripensa sull’addio al carbone. Un emendamento della Lega al decreto Bollette, approvato nel corso dell’esame alla…
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L’uscita dell’Italia dal carbone viene ufficialmente rimandata al 2038. Lo prevede un emendamento della Lega al decreto Bollette, approvato nel corso dell’esame alla Camera e che qualcuno ha già ribattezzato ‘salva carbone’. E d’altronde la scadenza prevista, quella del 2025, era già saltata. La situazione geopolitica ha fatto il resto, rendendo possibili passaggi istituzionali che, fino a poco tempo fa, sarebbero stati considerati inaccettabili, così come la sola idea di…
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DL Energia: stangata IRAP per le imprese del settore e nuovi bonus bollette ISEE Un intervento strutturale per arginare la volatilità dei prezzi energetici e sostenere il tessuto produttivo nazionale. La X Commissione della Camera ha dato il via libera al disegno di legge di conversione del Decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, un provvedimento fortemente voluto dalla Premier Giorgia Meloni e dai ministri Pichetto Fratin e Giorgetti.
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L'uscita dell'Italia dal carbone viene rimandata al 2038, dall'attuale scadenza prevista nel 2025. Lo prevede un emendamento della Lega al decreto Bollette approvato nel corso dell'esame alla Camera. "La Lega esprime grande soddisfazione per l'approvazione in Commissione Attività Produttive dell'emendamento a prima firma del capogruppo Molinari, riformulato dal governo, sottoscritto da tutti i suoi componenti al Dl Bollette.
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Nuova vita per le centrali a carbone italiane. Per far fronte alla crisi energetica, in caso di emergenza si potrà continuare ad attingere al fossile più inquinante fino al 2038, 13 anni oltre la scadenza fissata dal Piano nazionale energia e clima, che prevedeva lo stop entro dicembre 2025. Il rinvio è entrato nel decreto bollette con emendamenti presentati da Lega e Azione. Il provvedimento introduce anche una stretta sul telemarketing e misure a sostegno dei trasporti meno inquinanti.
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Altro che riserva fredda. Le centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi torneranno probabilmente a funzionare regolarmente assicurando la produzione di circa 4 gigawatt di energia e sino al 2038. In Commissione Attività Produttive, nel corso del dibattito sul cosiddetto “Decreto Bollette”, è stato infatti approvato un emendamento presentato dal capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, Riccardo Molinari, che proroga al 2038 la data di chiusura delle centrali a carbone che era stata invece fissata al 31 dicembre 2025.
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Confagricoltura Cuneo e Piemonte esprimono una prima valutazione positiva per l’approvazione, in X Commissione alla Camera, dell’emendamento al “Decreto Bollette” che introduce correttivi al meccanismo dei prezzi minimi garantiti per gli impianti a biogas e biomasse. Il provvedimento rappresenta un segnale importante per la continuità produttiva delle imprese agroenergetiche…
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L’emendamento al DL Bollette presentato dai partiti di Governo alla Camera rappresenta un primo segnale positivo per il settore delle bioenergie, ma lascia ancora aperti alcuni nodi, soprattutto per gli impianti di dimensioni più ridotte. È quanto evidenzia Coldiretti Cuneo, commentando le modifiche inserite nel decreto legge volto alla riduzione degli oneri generali di sistema. Il provvedimento si inserisce nel quadro più ampio delle misure adottate dal Governo per contenere il costo dell’energia per…
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