La settimana che si è conclusa ieri sera sui mercati finanziari internazionali è stata particolarmente vivace e a suo modo “storica”. A fare più impressione è che la volatilità dei metalli preziosi e industriali è risultata più elevata di quella delle “criptovalute”, che ancora oggi vengono considerate anche tra i grandi investitori istituzionali come particolarmente rischiose proprio per il sali e scendi repentino dei loro prezzi.
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Approfondimenti:
Dopo una lunga fase di rialzi culminata in nuovi record, il mercato dei metalli preziosi ha imboccato una brusca strada in discesa. L’oro, che nei giorni scorsi si era spinto verso area 5.600 dollari l’oncia, è arrivato a scendere sotto la soglia dei 5.000 dollari per poi riportarsi di poco al di sopra, attestandosi intorno a 5.002 dollari. Il movimento resta comunque significativo: rispetto ai massimi recenti, il…
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ROMA Oro e argento vanno a picco dopo la nomina di Kevin Warsh a presidente della Fed. I metalli - ricercati come bene rifugio nei momenti di grande incertezza - hanno interrotto bruscamente il rally degli ultimi giorni e, con il dollaro che riguadagna terreno sui mercati valutari, sono scesi abbondantemente sotto i massimi. Il prezzo spot dell'oro, che ieri viaggiava verso i 5.600 dollari, ha perso il 7,3% scendendo a 4.983 dollari l'oncia.
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Un segnale storico che arriva dall’alto, infatti è incredibile come proprio chi stampa moneta stia aumentando in modo deciso l’esposizione sull’ . Meno titoli di Stato, più oro, il messaggio delle banche centrali. Cari amici di Investing, l’immagine mostra la quota di oro (linea gialla) e di Treasuries USA (linea blu) detenuta dalle banche centrali come percentuale delle riserve internazionali. Per la prima volta dal 1996, l’oro supera i titoli di Stato.
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Nuovi massimi storici per l’oro, il metallo ha superato i 5.500 dollari l’oncia. “È visto come un bene anti-inflazione – dice all’Adnkronos Matteo Campi, Head of Multiasset and Alternative di Arca Fondi Sgr -. Non ha una correlazione negativa con i mercati, è una moneta come le altre”. Quando le valute vengono inflazionate per l’eccessiva creazione di moneta, il metallo prezioso rimane stabile: “L’'offerta annua estratta dalle miniere è minima rispetto al totale esistente – evidenzia - e…
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Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un movimento significativo sui beni rifugio per eccellenza: oro e franco svizzero. Chi ha seguito le nostre analisi recenti sa che ci troviamo ora con portafogli in forte guadagno, dato che entrambi gli asset hanno registrato rialzi imponenti. Di fronte a queste performance, la domanda sorge spontanea: cosa fare adesso? Si continua a comprare o si incassa? La mia risposta è la prima: continuiamo a comprare, ma dobbiamo farlo con intelligenza.
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L’oro ha fatto lo “stuntman”, non il gatto morto: il flash crash di ieri e di stamattina è una sbandata violenta dentro un rally epocale, non il classico rimbalzo destinato a schiantarsi di nuovo. In meno di 48 ore il metallo giallo è passato dall’ennesimo massimo storico, oltre 5.580–5.600 dollari l’oncia, a un tonfo intraday verso area 5.100, con scivolate fino a circa -6% nella fase più nervosa.
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