ROMA – Dopo il referendum, come chiedeva, sono arrivate le dimissioni di Santanchè, oltre a quelle di Delmastro e Bartolozzi. È soddisfatto presidente Conte? «Quelli di Meloni sono spregiudicati calcoli elettoralistici: Santanchè, fino al giorno prima, l’hanno lasciata al suo posto nonostante fosse da tempo pluri-indagata. La verità è che, dalla Sicilia al Piemonte, FdI sta dimostrando di avere u…
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Approfondimenti:
ROMA – La controffensiva di Giuseppe Conte, che subito dopo il referendum ha accettato la sfida delle primarie lanciata da Elly Schlein, comincia ad agitare il corpaccione del Pd. Le condizioni poste dal leader 5S sulla consultazione interna alla coalizione per scegliere il candidato premier — dovrà essere aperta a tutto il popolo del centrosinistra, non solo agli iscritti, e in formato ibrido, o…
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Chiacchiere di redazione (senza omissis).Chiamiamo Franceschini. No: con Franceschini abbiamo provato, ha il cell staccato, sarà nella sua officina. Allora sentiamo Bettini. No: Bettini ci ha già dato due interviste in due giorni. La Schlein? Uguale: ha fatto proprio due conferenze stampa in 48 ore. E Conte? Tempo perso. Conte pensa di vincere le primarie, lo sanno tutti, ma non lo ammetterà mai. Troviamo un retroscena…
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Lunedì scorso, ebbri di exit poll e proiezioni, uno dei potenziali leader del potenziale campo largo, Giuseppe Conte, ha di colpo trovato appetitose le primarie di coalizione e l’altra potenziale leader, Elly Schlein, un languorino ha cominciato ad averlo pure lei. Sentono il profumo, soprattutto Conte, il furbetto più squadernato di quest’ultimo paio di lustri. Anche se…
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“Primarie aperte a tutti o solo agli iscritti? Se le facciamo è per intercettare la voglia di partecipazione dei giovani, per dare loro uno spazio ulteriore per esprimersi, quindi non andiamo certo a fare le primarie con apparati di partito, chiuse, con regole stringenti. Dovrà essere un bagno di partecipazione incredibile“. Così Giuseppe Conte ospite di Luca Sommi ad Accordi&Disaccordi, il talk di approfondimento in onda ogni sabato sul Nove.
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Prima scena: in mattinata Giuseppe Conte entra a braccetto con Riccardo Magi alla convention di Più Europa a Roma. Un’immagine che colpisce, visto che Magi è stato sempre un deciso fautore degli aiuti militari all’Ucraina. Ma quando arriva Elly Schlein – inizialmente prevista in collegamento – l’avvocato è già andato via. Seconda scena: Conte arriva …
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La straordinaria vittoria del “No” al referendum del 22 e 23 marzo ha fatto esultare i leader del centrosinistra. Dal PD al Movimento 5 Stelle, passando per AVS, nelle ore successive al voto il messaggio è stato uno solo: il governo è in difficoltà, il vento sta cambiando, la strada verso le prossime elezioni politiche sarebbe ormai segnata. Sarebbe però un errore – forse il più grande errore possibile – credere che la vittoria del referendum possa automaticamente trasformarsi in una vittoria…
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Nell'oasi politica torna il miraggio della crisi di un governo che in crisi non è. Dopo il flop referendario (viva le libere elezioni), è sembrato tutto buio e poi il terremoto. Le dimissioni sono arrivate, da quelle di Andrea Delmastro, il paladino antimafia contro il 41bis che - ve lo dice uno che non crede alle coincidenze - stranamente è finito invischiato in una storiaccia romana guardacaso in odore proprio di mafia (beati gli sciocchi e i creduloni), fino a quelle di Daniela Santanchè, la pitonessa che da ormai due anni risponde di accuse legate…
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Non solo battuta da Conte, ma anche da Silvia Salis. Ecco perché Elly Schlein trema di fronte alla decisione sulle Primarie di coalizione da fare per il voto alle Politiche del prossimo anni. Lei vorrebbe farle, perché con le Primarie si era preso il partito. Oggi sul "Domani" un
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Il leader del Movimento 5 Stelle ha il 36,1% delle preferenze secondo un sondaggio condotto post referendum Tra Giuseppe Conte, Silvia Salis, Elly Schlein e Nicola Fratoianni o Angelo Bonelli (questi ultimi due in alternativa, ndr) alle primarie del centrosinistra, chi voterebbe? A questa domanda il 36,1% degli elettori del centrosinistra interpellati da un sondaggio dell’istituto Izi pubblicato dal quotidiano Domani ha risposto: Giuseppe Conte.
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Non ha fatto (ancora) scacco matto, l’ex premier e leader M5s Giuseppe Conte, ma ha provato la mossa fulminea a urne referendarie chiuse: ora primarie siano, è stato il suo cappello sulla vittoria del No e sui piani a lungo termine della segretaria dem Elly Schlein – che ha dovuto rispondere “sono pronta”. Sono loro, dunque, i contendenti oggi più che mai osservati e “pesati” sul piano del potenziale consenso, anche se, sulla scena, da tempo sono presenti anche altri…
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È un classico del centrosinistra: prima della leadership, bisogna parlare dei programmi. Lo ripetono tutti i leader di quell’area da anni, per non dare l’impressione di essere come il centrodestra dove il «mito del capo» è assai in voga. E anche questa volta non fa eccezione. Dice Elly Schlein, ospite di Piazza Pulita, su La7: «Oggi le primarie non sono la nostra priorità. Se ci amo in un dibattito politicista tra di noi tradiamo le aspettative di chi ha votato No».
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La vittoria al referendum, il futuro del centrosinistra e il caso Santanchè. Ospite di "Piazzapulita" su La7, la segretaria del Pd Elly Schlein ha analizzato la situazione del Paese a pochi giorni dal voto sulla riforma della giustizia, soffermandosi sul trionfo della sua coalizione e su cosa succederà nei prossimi mesi. Le primarie «Troppo presto per parlare di primarie». Oppure, «rischiamo di non avere il tempo…
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Roma, 26 mar. – Le forze progressiste arriveranno a mettere insieme “un unico grande programma per l’alternativa ma non dobbiamo farlo da soli, tra noi” o rinchiusi “nelle stanze chiuse del gruppo dirigente. Io sentirò i colleghi delle forze progressiste ma anche i comitati civici. Dobbiamo metterci umilmente all’ascolto delle persone”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, a Piazza Pulita.Schlein ha ribadito la sua posizione.
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Lunedì sera Elly Schlein è stata ripresa mentre correva felice verso piazza del Popolo, dove si era radunata una folla per festeggiare la vittoria del No al referendum. L’immagine di una leader che è sempre chiamata a correre, a vincere le competizioni non da favorita ma da imprevista. Anche sul referendum è andata così. Fino a poche settimane fa tutto sembrava segnato: i Sì avrebbero vinto, il risultato negativo avrebbe confermato le consolidate certezze dell’opinionista medio, non si vince con Schlein, e…
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True Carlo Tarallo La sinistra ha il problema di rottamare Elly Elly Schlein (Ansa) Il segretario dem era il candidato premier ideale in caso di elezioni politiche con Giorgia Meloni forte. Ma il risultato del referendum ha acceso tra le minoranze una fiammella di speranza per un ribaltone a Palazzo Chigi. E gli sfidanti alle primarie si moltiplicano.La vittoria del No al referendum porta in dono a Elly Schlein una gioia e un problema.
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(da sinistra) Giuseppe Conte ed Elly Schlein nel corso della presentazione del libro "Perché guariremo, dai giorni più duri a una nuova idea di salute" di Roberto Speranza a Montecitorio, Roma, 30 gennaio 2024.ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI (da sinistra) Giuseppe Conte ed Elly Schlein nel corso della presentazione del libro "Perché guariremo, dai giorni più duri a una nuova idea di salute" di Roberto Speranza a Montecitorio, Roma, 30 gennaio 2024.
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Prima le frasi di rito a cui nessun leader del centrosinistra, reduce dalla vittoria del No, si sottrae. Nemmeno Elly Schlein: «Primarie? La priorità è come tenere un filo e non disperdere la mobilitazione degli elettori del referendum». La frase successiva è da copione anche quella: «L’importante è lavorare sui programmi e sui problemi della gente». Poi, però, la segretaria del Partito democratico, ospite della stampa estera in quel palazzo di via del Plebiscito dove Silvio…
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