«Io penso che se Trump fosse stato il presidente degli Stati Uniti, difficilmente ci sarebbe stata la guerra in Ucraina». Flavio Briatore, 74 anni, imprenditore di grande successo, tornato da poco in Formula 1 come consulente del team Alpine (Renault), è sicuramente l'italiano più vicino a Donald Trump. Flavio, cosa ha pensato quando ha saputo dell'attentato? «Ho subito pensato ai fratelli Kennedy.
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Non era difficile, anzi non era proprio possibile sbagliarsi sulle reazioni comuniste dei comunisti dopo l’attentato a Trump, trattandosi di materiale umano scadente, prevedibile nelle sue vertiginose bassezze, patologicamente nostalgico del terrorismo vile, che gode ma non abbastanza se non ci scappa il morto. “Me lo fai tu il pezzo, Max?”. “Sì, te lo faccio io”. Nel prevederle sono andato sul sicuro, e mi son riso degli inesorabili commenti dei comunisti, che son gente di merd particolarmente…
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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden dovrebbe rimuovere dall'incarico Kimberly Cheatle, attuale capo del Secret Service, l'agenzia che si occupa della protezione dei presidenti degli Stati e delle loro famiglie. Lo chiede l'analista della Cnn per la sicurezza nazionale Juliette Kayyem dopo l'attentato a Donald Trump. «Avevano essenzialmente un solo lavoro e hanno fallito», ha detto Kayyem. «…
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Qualunque cosa si possa pensare di Donald Trump, è innegabile che l’uomo abbia un talento non comune nell’intercettare e nel maneggiare l’immaginario. Poche scene condensano lo Zeitgeist, lo spirito di questo presente, come quella in cui lui con un rivolo di sangue che gli attraversa metà del volto alza il pugno chiuso e grida alla folla “fight! fight!”. Si tratta di una visione oggettivamente potentissima, anche al di là se vogliamo delle conseguenze che potrà avere e che avrà sulla campagna…
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Città del Vaticano Ci sono molti punti ancora da chiarire in merito all'attentato che ha coinvolto Donald Trump ieri, 14 luglio, in Pennsylvania. Si cerca di capire il movente dell’attentatore e come sia stato possibile per Matthew Cook - questo il nome del ventenne che ha sparato contro Trump prima di venire ucciso - di poter arrivare al comizio imbracciando un fucile senza venire bloccato dai controlli.
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Bruxelles – “La violenza politica non ha posto in una democrazia”. Le parole con cui Ursula von der Leyen ha condannato l’attentato a Donald Trump sono il leit-motiv che si ritrova in tutti i commenti dei leader europei. Dopo il tentato omicidio del primo ministro slovacco, Robert Fico, e diversi casi di aggressioni a candidati alle elezioni europee in Germania e in Francia, l’Europa non si sente più immune alla spirale di violenza politica che ha toccato…
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Donald Trump è stato colpito da un proiettile mentre parlava a un comizio in Pennsylvania. Lo ha confermato il procuratore di Butler, precisando che l'attentatore è stato ucciso dalla polizia e c'è almeno un'altra vittima. Subito dopo essere stato colpito e mentre il Secret Service lo stava portando via dal palco, Trump ha chiesto ai suoi agenti di fargli prendere "le sue scarpe". Sconvolto e con la camicia aperta, il tycoon è stato poi trascinato all'interno di un suv.
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Donald Trump è a Milwaukee per la convention repubblicana che giovedì lo nominerà ufficialmente candidato per la Casa Bianca. Scendendo dall'aereo ha alzato il pugno, proprio come ha fatto subito dopo l'attentato di ieri durante il comizio di Butler. Biden ha telefonato al tycoon e, secondo quanto riferito da Fox News, Trump l'ha definita una "buona conversazione". 'Dio mi ha salvato, non mi arrenderò mai.
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L'attentato a Trump è finto? Una delle teorie che girano in queste ore è che gli spari contro l'ex presidente americano siano "l'ennesima balla made in Usa". In rete viene fatta una sorta di lista di tutti gli avvenimenti nella storia americana, che anche dopo anni, lasciano dietro di se alcuni dettagli misteriosi. Attentato a Trump “finto”, dall’unico attentatore…
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