Il governo Meloni fornisce ulteriori spiegazioni sul caso Paragon rispetto a quelle ufficiale già date negli scorsi giorni. Lo fa tramite le risposte esibite dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alle due interrogazioni parlamentari riformulate sulla vicenda, presentate da Partito Democratico e Italia Viva alla Camera dei Deputati, in particolare sul ruolo della polizia penitenziari - l'unica forza, fino a questo momento - che non ha smentito l'uso del software…
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"Sappiamo che giornalisti e attivisti italiani sono stati spiati con lo spyware Graphite, utilizzato esclusivamente da organi dello Stato. È preciso dovere del governo fare chiarezza e dirci chi spiava queste persone e per quale motivo, risposta che oggi lo stesso governo si è rifiutato di dare alle interrogazioni in Parlamento, in cui peraltro si chiedeva se la Polizia penitenziaria avesse mai acquisito o utilizzato Paragon.
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Roma, 19 feb. "Alcune notizie sono certe. Almeno un giornalista è stato spiato con il sistema Paragon. Ed è altrettanto certo è in servizio solo ad autorità e apparati statali. Quindi quello che noi vogliamo è sapere chi è stato spiato, da chi è stato spiato e perché è stato spiato. Non è tollerabile segreto di Stato su un'informazione del genere. Di conseguenza abbiamo deciso di chiedere alla magistratura di sapere ciò che a nostro giudizio il Governo avrebbe già dovuto…
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Chi spiava chi? La domanda sullo spyware Graphite della società israeliana Paragon rimbalza dal Parlamento alla Federazione nazionale della stampa fino a Mediterranea saving humas, la società di Luca Casarini, attivista pro migranti bersaglio del software assieme a tre immigrati e due suoi colleghi e al direttore di Fanpage Francesco Cancellato. Su ordine di chi? Il governo non lo dice, tutto fa pensare che lo spyware - in uso probabilmente all’Aise e a un corpo di polizia - potrebbe essere stato innescato per le indagini sul…
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Lo spionaggio sul telefono di Luca Casarini sarebbe partito almeno un anno fa, a febbraio 2024. È quanto rivela l'analisi condotta da Mediterranea Saving Humans insieme a Citizen Lab, laboratorio interdisciplinare con sede a Toronto. "Abbiamo deciso di pubblicare attraverso dei report, tutte le informazioni che ci arriveranno dal team di esperti che sta conducendo l’indagine civile sui telefoni dei nostri attivisti, sui quali è stata rilevata l’attività…
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Caso Paragon, Cucchi (Avs): "Governo si rifiuta di rispondere, è silenzio di Stato" 18 febbraio 2025 "Il Governo si rifiuta di rispondere in Aula e non solo. Ancora una volta dimostra il proprio totale non rispetto dei cittadini, coloro che li hanno eletti. Il Governo si nasconde come sempre dietro un dito. Il segreto di Stato diventa silenzio di Stato" così la senatrice Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra.
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“Bisogna stare in guardia di fronte al fenomeno per cui la tecnologia nelle mani di pochi può produrre un danno per la democrazia. Alcuni spazi diventano meno liberi, la tecnologia viene usata per spiare i dissidenti. Denunciamo l’assenza di regole e controlli e chiediamo alle aziende e ai governi di rendere conto di quello che fanno. Caso Paragon? Il fatto che il governo non abbia ancora risposto…
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Il governo si rifiuta di rispondere durante il question time di domani alla Camera a due interrogazioni urgenti sull'uso di Paragon presentate da Iv e Pd. Lo hanno riferito in aula ad inizio di seduta Davide Faraone, capogruppo di Iv, e Federico Fornaro del Pd. In una lettera al presidente della Camera il governo si è appellato all'articolo 131 del regolamento di Montecitorio che permette al governo di rifiutarsi di rispondere alle interrogazioni.
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La nostra democrazia, ultimamente tanto vituperata oltreoceano, ha delle regole tutto sommato semplici, che traggono la loro legittimità da una sorta di patto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Si può essere, insomma, più o meno d’accordo con le posizioni espresse dalla maggioranza, si può avere più o meno simpatia per chi ci governa, ma la fiducia nelle istituzioni è una cosa seria, è alla base del funzionamento della democrazia.
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«Fare chiarezza sul caso dei giornalisti e attivisti spiati, anche in Italia, attraverso lo spyware Graphite della società Paragon Solutions». Con queste parole la Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Ordine nazionale dei giornalisti hanno deciso di depositare una denuncia contro ignoti alla Procura di Roma. L’iniziativa sarà spiegata il 19 febbraio, nel corso di una conferenza stampa fissata alle 11 nella sede del sindacato.
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La Federazione nazionale della stampa italiana e l’Ordine nazionale dei giornalisti hanno presentato denuncia contro ignoti alla Procura di Roma per “fare chiarezza sul caso dei giornalisti e attivisti spiati, anche in Italia, attraverso lo spyware Graphite della società Paragon Solutions”. Il riferimento è al direttore di Fanpage Francesco Cancellato, a Luca Casarini della Ong …
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Dopo Palermo e Napoli, in campo dopo le denunce di Luca Casarini e Francesco Cancellato, anche la procura di Roma potrebbe occuparsi del caso Paragon. Lo chiedono Federazione nazionale della Stampa italiana e Ordine nazionale dei giornalisti con la denuncia contro ignoti presentata per chiedere chiarezza sulla campagna spyware che ha preso di mira giornalisti e attivisti. Il caso “solleva forti interrogativi sulla gestione della vicenda da parte del…
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