«Non ho un lavoro. Non ho nulla. Nessuno crederà in me». La paura di Giuseppe Pietralito era racchiusa tutta lì, in poche parole confidate ai suoi avvocati. Temeva quello che c’è oltre le sbarre. Il futuro senza un riscatto, senza una prospettiva, senza un’opportunità. La libertà? Ai suoi occhi, reclusi nel carcere di Rebibbia dall’agosto 2022, pareva una dannazione. Così ieri si è ammazzato in cella, nel reparto G12
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Ancora un suicidio in carcere. Un detenuto si è tolto la vita nel penitenziario romano di Rebibbia. A renderlo noto è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. A morire tra le sbarre un uomo italiano, di circa trent'anni. Lo hanno trovato impiccato nella sua cella del reparto G12 e i soccorsi sono stati inutili. Il sindacalista parla di "carneficina" e snocciola i numeri: "Si tratta del 59esimo suicidio di un detenuto dall'inizio dell'anno, cui…
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Un altro suicidio in carcere, l’ennesimo. Un detenuto si suicidato nel carcere di Rebibbia. Una strage di cui quasi non si riesce a tenere il conto perché per alcuni i morti da inizio anno sono stati 61, per altri 59. A togliersi la vita, un 30enne italiano, che si è impiccato nella sua cella del reparto G12 della Casa Circondariale di Roma Rebibbia. “Si tratta di una carneficina che ha evidenti…
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"Trent'anni circa, italiano, è stato trovato impiccato stamattina nella sua cella del reparto G12 della casa circondariale di Roma Rebibbia, a nulla sono valsi i soccorsi". Lo rende noto Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, spiegando che "si tratta del 59esimo suicidio di un detenuto dall'inizio dell'anno, cui bisogna aggiungere i 6 appartenenti alla Polizia penitenziaria che si sono tolti la vita.
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Carceri: a Roma Rebibbia il 59esimo suicidio, la strage continua Roma, 26 Lug. – “Trent’anni circa, italiano, è stato rinvenuto impiccato stamattina nella sua cella del reparto G12 della Casa Circondariale di Roma Rebibbia, a nulla sono valsi i soccorsi. Si tratta del 59esimo suicidio di un detenuto dall’inizio dell’anno, cui bisogna aggiungere i 6 appartenenti alla Polizia Penitenziaria che si sono tolti la vita.
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Di Stefano Brogioni FIRENZE Sovraffollamento, lavori rimasti a metà, leggi che non aiutano l’alleggerimento della pressione sui penitenziari, anzi, hanno contribuito ad aumentarla. Perché il carcere di Sollicciano è in queste condizioni? E come se ne esce? La risposta non ce l’ha in tasca nessuno, ma nell’incontro, organizzato ieri mattina dal consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, presieduto da Sergio Paparo, si è assistito a una riflessione alta e qualificata della magistratura…
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Amnistie e indulti per alleggerire il sovraffollamento delle carceri. Ma anche investimenti economici per garantire personale qualificato e strumenti tecnologici a supporto di pene alternative, per dare respiro al sistema penitenziario in crisi. È l’appello lanciato al governo e al parlamento da avvocati e magistrati fiorentini, che riflettendo sulla drammatica situazione nelle carceri ribadiscon…
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TERAMO. I numeri a fare la cronaca con tragedie diverse a raccontare l’emergenza suicidi nel carcere di Teramo come in quello di Napoli Poggioreale. Perché è nell’ultimo rapporto nazionale di Antigone, l’associazione che si occupa di monitorare lo stato delle carceri in Italia, che il caso Castrogno esce dai confini regionali con tutte le sue criticità: è il penitenziario italiano, insieme all’istituto partenopeo di Poggioreale e a quelli di Pavia e Verona, con il più alto numero di suicidi dall’inizio…
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Il carcere di Castrogno è primo in Italia per suicidi. Da gennaio a giugno, secondo l’ultimo rapporto dell’associazione Antigone, tre detenuti si sono tolti la vita nella struttura teramana L’emergenza suicidi nelle carceri italiane continua a destare preoccupazione, con il penitenziario di Castrogno a Teramo e quello di Poggioreale a Napoli in prima linea. Secondo l’ultimo rapporto dell’associazione Antigone, che monitora lo stato delle carceri in Italia, questi istituti, insieme a quelli di Pavia e…
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Dirigenze degli Uffici Giudiziari a raccolta negli spazi dell’Auditorium Adone Zoli, presso il Tribunale di Firenze, nell’incontro promosso dall’Ordine degli Avvocati di Firenze. Si consolida nel Palazzo di Giustizia la riflessione comune sul tema “suicidi in carcere”, anche a fronte della cronaca recente, con l’ennesimo suicidio di un ragazzo di appena vent’anni nel carcere di Sollicciano. L’obiettivo: far sentire la propria voce contro un sistema carcerario non più tollerabile…
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Cinquantotto suicidi dall'inizio dell'anno, l'ultimo domenica scorsa nel carcere di Bologna. Si è ammazzato un uomo di 47 anni in attesa di giudizio, quindi innocente. Del resto, è innocente un terzo dei detenuti italiani, eppure sta dentro. La conseguenza è che il sovraffollamento delle celle sfiora il 140%, il più alto in Europa. Avvocati e garanti dei detenuti si dannano inutilmente l'anima contro l'abuso della carcerazione preventiva.
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Le carceri, i suicidi e le persone 24 LUG Riproduzione riservata Altri articoli in Lettere al direttore di Pietro Pellegrini- Gentile Direttore,nel 2024, al 16 luglio 2024, sono 58 i suicidi avvenuti in carcere e 6 tra gli agenti della polizia penitenziaria. Come noto il suicidio è un evento “sentinella” cioè un evento avverso particolarmente grave in quanto comporta la morte della persona ed è, almeno potenzialmente, evitabile.
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Suicidi poliziotti penitenziari: c’è’ demotivazione generale nella Polizia Penitenziaria Cinque suicidi in sei mesi rappresentano l’altra faccia dell’emergenza. I sindacati: “I turni e il lavoro sono troppo stressanti, la gente crolla”. Chi si spara nel chiuso della sua macchina. Chi si getta dal parcheggio multipiano di un centro commerciale. Chi si impicca a un albero in campagna. Sono tanti i drammi che si contano nel corpo della polizia penitenziaria.
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Appena entrati o ad un passo dall’uscita dal carcere. Statisticamente sono questi due i momenti, crudamente fotografati dall’Associazione Antigone, in cui i detenuti italiani tendono a togliersi la vita. Analizzando i quasi 100 «eventi critici» verificatisi all’interno degli istituti penitenziari italiani tra il 2023 e i primi 6 mesi del 2024 , emerge infatti come molte siano le persone che hanno deciso di togliersi la vita in carcere ancora in attesa di giudizio.
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«La solidarietà non basta più, è necessario che ognuno faccia la sua parte e si assuma le sue responsabilità». Il direttivo e l’osservatorio “diritti umani” della Camera penale, chiamano tutti alle proprie responsabilità dopo il suicidio alla Dozza di Lul Zim Musta, il detenuto albanese con problemi di salute mentale che domenica mattina si è tolto la vita impiccandosi in cella. Un richiamo fort…
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