«Il salvataggio della speleologa Ottavia Piana è il risultato di un grande lavoro di squadra che ha coinvolto tutto il sistema sanitario regionale, l’Agenzia di Emergenza Urgenza (AREU), il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell’operazione». Lo ha il direttore regionale di AREU, Massimo Lombardo, commentando il salvataggio della speleologa rimasta per 75 ore in una grotta a Fonteno (BG).
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E adesso chi paga per il salvataggio di Ottavia Piana ? La domanda non è elegante ma comunque lecita. Tranquilli – soprattutto chi ha scatenato “shitstorming” contro la giovane non pagano tutto i cittadini attraverso Stato ma l’assicurazione. Poi ci sono costi per Stato e Regioni come in ogni intervento di salvataggio magari per recuperare un escursionista caduto in un dirupo. Ottavia Piana fuori dalla grotta di Bueno…
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Erano le 2.59 quando la barella con Ottavia Piana, la speleologa rimasta bloccata dallo scorso sabato nell'Abisso Bueno Fonteno, è uscita dalla grotta. ''È stato un intervento lungo e complesso, durato 75 ore di operazioni ininterrotte. Abbiamo avuto più di 159 operatori coinvolti, provenienti da 13 regioni differenti, e fortunatamente siamo riusciti ad anticipare un po' le tempistiche di uscita", racconta Federico Catania, uno dei soccorritori del Corpo Nazionale Soccorso…
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Nutrita con gel energetici e accompagnata da un anestesista. Così dalla sua barella Ottavia Piana procede la lenta risalita dall'Abisso di Bueno Fonteno insieme a una ventina di soccorritori presenti nella grotta. L'equipe, in costante contatto con un centinaio di operatori nel campo base esterno, procede un passo alla volta, un metro alla volta. Ora la speleologa 32enne ha superato la metà della via di fuga dall'inferno ed è sempre più vicina all'uscita, alla salvezza.
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