GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. 260 detenuti a fronte di una capienza di 145 posti, materassi per terra, un caldo torrido, cimici e difficoltà a interfacciarsi con i magistrati di sorveglianza passati da 3 a 1. Questo il mix che ha fatto deflagrare ieri sera la situazione nel carcere di Trieste dove intorno alle 19 è scattata una protesta, dopo un diverbio sul tema dei colloqui, che è durata fino a poco dopo le 23.
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Un detenuto del carcere di Trieste è stato trovato morto oggi nella sua cella. Da un primo esame superficiale, secondo quanto si è appreso, e come ha confermato il Garante dei diritti dei detenuti per il Fvg, Paolo Pittaro, l'uomo sarebbe morto per una overdose di metadone. Ieri nel corso della rivolta, i detenuti hanno saccheggiato e danneggiato l'infermeria e dunque si ritiene che la vittima possa aver preso e poi assunto metadone.
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E' di otto feriti il bilancio della rivolta dei detenuti ieri sera nel carcere Ernesto Mari. Di questi, due sono ricoverati nel reparto Medicina d'urgenza, tre sono ancora in Pronto soccorso e tre sono già stati dimessi. Nessuno è in pericolo di vita. Alla rivolta hanno partecipato oltre cento detenuti dei 260 che sono chiusi nel carcere. La struttura potrebbe invece ospitare fino a un massimo di 150 persone.
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E' rientrata l'emergenza al carcere Ernesto Mari di Trieste. Lo ha reso noto con un comunicato l'Asugi (Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina) precisando che i detenuti hanno accettato una mediazione.
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TRIESTE Un detenuto del carcere di Trieste è stato trovato morto oggi nella sua cella. Da un primo esame superficiale, secondo quanto si è appreso, e come ha confermato il Garante dei diritti dei detenuti per il Fvg, Paolo Pittaro, l'uomo sarebbe morto per una overdose di metadone. Ieri nel corso della rivolta, i detenuti hanno saccheggiato e danneggiato l'infermeria e dunque si ritiene che la vittima possa aver preso e poi assunto metadone.
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– Firenze, Viterbo e ora Trieste. Ancora una rivolta nelle carceri italiane: l’ultima nel capoluogo friulano culminata con 5 persone (probabilmente detenuti) portate via in ambulanza. Lo riporta il quotidiano locale Il . Un gruppo di carcerati oggi si è asserragliato dentro l’istituto penitenziario Ernesto Mari, incendiando arredi e lenzuola. Le forze dell’ordine hanno lanciato gas lacrimogeni. Almeno un detenuto è rimasto intossicato.
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Nella protesta dei detenuti nel carcere di Trieste sarebbero state portate via in ambulanza almeno cinque persone, probabilmente tutti detenuti, come riporta il sito del quotidiano Il . In realtà, più che di una protesta si tratta di una vera rivolta, con un gruppo di detenuti asserragliato, e forze dell'ordine in tenuta anti-sommossa che avrebbero lanciato gas lacrimogeni. Delle 5 persone qualcuna sarebbe rimasta intossicata proprio dai lacrimogeni e da arredi e lenzuola dati alle fiamme.
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I detenuti del carcere Ernesto Mari di Trieste hanno protestato oggi contestando le difficili condizioni nel penitenziario a causa del caldo e del sovraffollamento. Secondo quanto si è appreso, alcuni detenuti hanno appiccato il fuoco ad arredi, senza comunque causare gravi danni. Le fiamme sono state spente in pochi minuti dal personale del carcere. Roma, rivolte e aggressioni nel carcere di Regina Coeli.
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Dure contestazioni al carcere Mari di Trieste dove oggi (giovedì 11 luglio, ndr) i detenuti hanno dato alle fiamme gli arredi delle celle per protestare contro il sovraffollamento e il troppo caldo, denunciando le scadenti condizioni del penitenziario. A causa delle fiamme, visibili dall'esterno del carcere, e delle urla dei carcerati, le forze dell'ordine hanno deciso di chiudere al traffico via del Coroneo, dove si trova l'ingresso principale, e le strade…
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Lacrimogeni nel carcere di Trieste, cosa si vede dall'esterno Un altro video sulla rivolta in carcere a Trieste mostra dall'esterno della casa circondariale un fumo bianco: è quelli dei gas lacrimogeni, usati evidentemente dai reparti antisommossa per cercare di sedare la protesta. Qui gli aggiornamenti 01:03
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Clima bollente, in tutti i sensi, nel carcere di Trieste, dove nel tardo pomeriggio è iniziata una rivolta con incendi e urla. I detenuti hanno deciso di inscenare la rivolta per protestare contro il sovraffollamento e per le condizioni di detenzione, in particolare per le alte temperature che si sono registrate in questi ultimi giorni. Tutte le strade attorno alla casa circondariale, che si trova nel centro della città, sono state chiuse per motivi di sicurezza e…
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Fiamme dalle finestre del carcere di Trieste 00:06 Link https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2024/07/11/video/fiamme_dalle_finestre_del_carcere_di_trieste-14468330/ Copiato negli appunti https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2024/07/11/video/fiamme_dalle_finestre_del_carcere_di_trieste-14468330/ Embed Copiato negli appunti
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TRIESTE Una rivolta è scoppiata all’interno del carcere Coroneo di Trieste intorno alle 19.30 di oggi, giovedì 11 luglio. Sono da poco passate le 19 quando all’esterno della struttura, sita in via Coroneo, si sono cominciate a sentire le urla dei detenuti, che hanno cominciato a lanciare oggetti per strada e a esporre tessuti in fiamme fuori dalle finestre. Sul posto si sono precipitati Polizia di Stato, Carabinieri, Esercito e Vigili del fuoco.
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TRIESTE. Le persone detenute al carcere del Coroneo si presentano ai colloqui con parenti e legali mostrando i morsi delle cimici sulle braccia. Alcuni di loro si sono visti costretti a dormire su materassi buttati a terra, nelle celle sovraffollate, dove nelle giornate afose non si respira. Senza contare che nelle stanze destinate all’isolamento, con servizi igienici a vista, scontano la pena i…
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PESCARA. Attimi di tensione ieri pomeriggio nel carcere di San Donato. Attorno alle 16.30 è scattato l’allarme, dato dagli agenti e dal direttore della struttura penitenziaria, per la protesta scatenata da un gruppetto di cinque o sei detenuti che lamentavano in modo preoccupante i problemi che affliggono la casa circondariale: sovraffollamento, caldo insopportabile e difficoltà nell’ottenimento dei colloqui.
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