(di Filippo Del Monte ) Nel 2015 la Russia di Putin intervenne direttamente nella guerra civile siriana, sostenendo Assad. L'anno successivo, Damasco concesse ai russi l'utilizzo gratuito per 49 anni del porto di Tartus, lungo la costa meridionale siriana. Tartus è il secondo porto della Siria dopo Laodicea, e disporre di una base navale lì per Mosca aveva significato porre un tassello fondamentale per la sua brosok na Jug (corsa verso sud), cioè il raggiungimento dei "mari caldi", che è stata sempre il traguardo strategico irraggiungibile…
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Il presidente del Comitato di Difesa della Duma di Stato russa, Andrey Kartapolov, ha recentemente dichiarato con fermezza che qualsiasi attacco alle basi militari russe in Siria riceverà una risposta immediata e decisa. Durante un’intervista con l’agenzia di stampa Interfax, Kartapolov ha ribadito che le forze armate russe sono pronte a difendere le proprie posizioni con determinazione, sottolineando l’importanza di tutelare gli interessi e la sicurezza nazionale della Russia in quella regione.
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Le navi russe non sono più in Siria: hanno, tutte, lasciato la base navale russa di Tartus per dirigersi in acque internazionali, a una distanza tra i 9 e i 13 chilometri dalla costa siriana. Sarà anche vero, come Mosca sta cercando di dire nei canali tv di stato, che le “forze rivoluzionarie” siriane (la tv di stato russa in queste ore non li chiama più…
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L'agenzia di intelligence militare ucraina sostiene che la Russia si sta ritirando dalle sue basi siriane. Mosca ha smentito PUBBLICITÀ Il destino delle basi aeree e navali russe in territorio siriano è in bilico dopo la drammatica cacciata del presidente Bashar al-Assad, alleato del Cremlino. La Russia possiede due basi militari in Siria: la base navale di Tartus, sulla costa mediterranea, e la base aerea di Khmeimim, vicino alla città portuale di Latakia
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Di Stefano Maciocchi Il collasso repentino del regime di Bashar al-Assad non è merito dell’aiuto militare e logistico della Turchia. Putin, che ha sempre sostenuto militarmente il vecchio regime, spazzando via l’Isis dalla Siria in pochi giorni, stavolta ha abbandonato Bashar al-Assad, spianando la strada al capo dei “ribelli” Al Jolani. Il leader di HTS ha rassicurato (a parole) Putin sul mantenimento delle sue basi militari in Siria ma agli occhi del mondo…
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Era il maggior alleato di Mosca in Medio Oriente dai tempi dell'Unione Sovietica e ora la proiezione geopolitica di Putin nella regione si è ridotta notevolmente. Secondo molti osservatori, anche interni alla Russia, è stata la guerra in Ucraina a indebolire la presenza in Siria
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La stampa internazionale (quella italiana, nell'occasione, pare un poco più avveduta) abbonda in queste ore di articoli sull'umiliazione subita dalla Russia di Vladimir Putin in Siria con la cacciata di Bashar al-Assad. È una versione che ci può stare. Dal 2015 la Russia si è molto impegnata per sostenere Assad e il suo regime, soprattutto in ottica anti-americana. Aver impedito,
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Dalla crisi siriana potrebbe nascere un nuovo assetto geopolitico del Mediterraneo, con lo spostamento delle attenzioni russe dalla Siria alla Libia: uno scenario molto insidioso per l’Italia. Dopo la fine del regime di Bashar al Assad, il Cremlino sa che il destino della sua fortezza siriana è avvolto da nubi cupe. Il nuovo uomo forte di Damasco Ahmed al Shaara, più noto con il nome di battaglia…
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L'ex generale dell'Fsb Evgenij Savostyanov: l'ha cacciato dal Caucaso del Sud, gli ha chiuso il Bosforo, lo ha fatto aspettare ai loro incontri «Per Vladimir Putin, la Siria è il simbolo della sua autoaffermazione come leader globale. Ma per la Russia, la Siria di Assad era un inutile fardello che richiede un enorme dispendio di forze militari, politiche ed economiche, senza dare nulla in cambio». A dirlo, in un’intervista al Corriere della Sera, l’ex generale dell’Fsb Evgenij Savostyanov.
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La decisione di concedere asilo politico a Bashar al-Assad è stata presa direttamente dal presidente russo Vladimir Putin , come ha confermato Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino. Tuttavia, un incontro tra Putin e il deposto presidente siriano non è in programma, secondo quanto riferito da Ria Novosti. Peskov ha dichiarato: «Non esiste un incontro del genere nel programma ufficiale del presidente.
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Red – Fonti russe affermano che al momento i militari presenti nella base aerea di Khmeimim e nel porto di Tartus, concessi all’Unione Sovietica nel 1971, non hanno lasciato i loro posto e restano in stato di allarme e pronti al combattimento. E’ stato anche smentito l’allontanamento di cinque navi dal poro d Tartus, anche perché i rappresentanti del “nuovo governo” a guida Hts, organizzazione jihadista e considerata dagli Usa terroristica, hanno assicurato che le basi…
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A legare le due crisi in uno scenario di instabilità, che è comunque oramai globale, non è solo il ruolo di Mosca. Il tycoon intanto è sicuro: "Zelensky vuole la pace, Putin ha perso" Donald Trump tra Siria e guerra in Ucraina. La rapidissima evoluzione degli eventi in Siria conferma la possibilità di una svolta nella guerra tra Russia e Ucraina già in discussione da diverse settimane. A legare le due crisi in uno scenario di instabilità che è comunque oramai globale, non…
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