Gaza City non sembra più una città. Era la più popolata della Striscia, i sopravvissuti tornano dal sud ma non la riconoscono. Non trovano le proprie abitazioni, si perdono tra quartieri dove sono nati, una volta familiari, ora sfigurati
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I bombardamenti israeliani su Gaza hanno lasciato vaste aree della Striscia in rovina, comprese alcune parti della città di Gaza, obiettivo principale dell'offensiva israeliana prima del cessate il fuoco. Le riprese effettuate da un drone mostrano la distruzione massiccia del quartiere Tal al-Hawa della città. Case e altre strutture sono state rase al suolo, le strade sono state spianate dai bulldozer e in tutta l'area si vedono cumuli di macerie.
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Gaza – MEMO. Il direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i Servizi ai Progetti (UNOPS), Jorge Moreira da Silva, ha dichiarato che saranno necessari 52 miliardi di dollari per iniziare la ricostruzione della Striscia di Gaza una volta raggiunto il cessate il fuoco. In un comunicato stampa di mercoledì, il funzionario ONU ha spiegato che l’80% delle infrastrutture di Gaza è stato completamente distrutto.
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Sono immagini impressionanti quelle mostrate da un drone in volo sopra la città di Gaza nelle prime ore del cessate il fuoco accordato tra Isrele e Hamas. Gran parte della città viene ritratta completamente devastata, con interi palazzi rasi al suolo e cumuli di macerie ai bordi delle carreggiate. Migliaia le persone che si sono riversate in strada dopo il varco aperto dalle truppe, per fare ritorno a casa o quel che resta al Nord.
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Le riprese mostrano la distruzione massiccia di buona parte della città. Case e altre strutture sono state rase al suolo, le strade sono state spianate dai bulldozer e in tutta l'area si vedono cumuli di macerie I bombardamenti israeliani su Gaza hanno raso al suolo intere aree della Striscia, comprese alcune parti della città di Gaza, obiettivo principale dell'offensiva israeliana prima del cessate il fuoco.
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Il fronte anti-israeliano e antisionista, il fronte pacifista, i guerriglieri da Flotilla tutti sono di colpo ammutoliti. I più ostinati mormorano che, sì, per ora le armi tacciono, ma la pace è tutt’altra cosa. Per di più, se firmata da un criminale di guerra e promossa dal suo mentore. Avendo per mesi e mesi costruito la narrazione sulla volontà sterminatrice e genocida di Netanyahu, assecondato da Trump, i media italiani e i loro intellettuali da talk-show, che hanno fatto i portavoce di…
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Per la prima volta dopo dua anni di bombardamenti incessanti, a Gaza le urla di dolore diminiuiscono per lasciare spazio a silenzi carichi di attesa. Il conflitto tra Israele e Hamas ha lasciato il posto a una tregua negoziata — una pausa fragile, ma fondamentale, resa possibile grazie alla mediazione degli Stati Uniti e al supporto diplomatico di diversi Paesi arabi. Migliaia di palestinesi tornano a Gaza City dopo…
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Giornalista e regista (il suo documentario A Hidden War ha vinto quest’anno l’Emmy for Video Journalism), Shrouq Aila vive nella Striscia di Gaza dove continua a testimoniare il massacro del popolo palestinese. Era da poco sposata con Roshdi, con cui aveva fondato l’agenzia Ain Media, e con molta difficoltà, perché a Gaza anche trovare un chiodo è difficile, avevano appena arredato la loro casa dove, da pochi mesi, era nata la loro figlia Dania, quando alle undici del mattino del 22 ottobre 2023 una bomba distrugge il palazzo e uccide Roshdi.
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Nessuno la chiamerà apertamente «miniera d’oro immobiliare», come ha fatto il ministro ultranazionalista israeliano Bezalel Smotrich. Ma la ricostruzione di Gaza, corollario agli accordi di pace tra Israele e Hamas, con i suoi miliardi di dollari di lavori e quasi 200 mila edifici da rifare, si annuncia esattamente così: il più grande cantiere del Medio Oriente. Sarebbero bastate già le cifre dell’Irdna (Interim Rapid Damage and Needs Assessment), la valutazione…
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Almeno 436.000 case distrutte o danneggiate, il 92% del totale. Almeno, perché il dato, dell’Ufficio per gli Affari Umanitari dell’Onu, risale a 6 mesi fa, e non comprende quelle abbattute nell’ultimo, intensissimo, attacco a Gaza City. Significa, secondo le Nazioni Unite, che nella Striscia di Gaza ci sono più di 61 milioni di tonnellate di macerie – 50 volte quelle prodotte dal crollo delle Torri Gemelle – parte delle quali contaminate da amianto e metalli pesanti
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Un tempo piena di vita, Gaza è oggi ridotta in macerie dopo quasi due anni di guerra. Secondo l’OCHA (United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs), il 92% delle abitazioni e il 70% delle infrastrutture sono state distrutte o danneggiate. Anche l’agricoltura è al collasso: l’83% dei terreni coltivabili e dei pozzi è inutilizzabile. L’offensiva israeliana, iniziata dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ha causato oltre 60.000 morti palestinesi
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Un tempo ricche di strade affollate e quartieri, le città di Gaza sono ora rase al suolo e ricoperte di macerie. Riprese aereo hanno messo a confronto il panorama della Striscia prima e dopo la guerra con Israele La guerra nella Striscia di Gaza ha sfigurato il territorio palestinese, come mostrano le immagini di oggi a confronto con quelle girate prima del 7 ottobre. Interi quartieri spazzati via, edifici trasformati in cumuli di polvere e macerie.
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I dati sulla ricostruzione a Gaza e un’intervista al generale Bellacicco sul tema degli ordigni inesplosi sotto le macerie: “Una devastazione mai vista, un'operazione quella di Israele fuori scala, in un contesto piccolo con 40 milioni di macerie e 7500 ordigni inesplosi, sarà difficile operare. Ma poi i morti sotto le macerie, i 69 mila morti, Sarajevo ne contava 11 mila, dare degna sepoltura, perché non si può mica risolvere con le fosse comuni.
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(Adnkronos) – Il cessate il fuoco a Gaza, ammesso che il piano per una pace stabile con Israele possa andare avanti, apre il tema della ricostruzione. Accanto alle soluzioni politiche per governare la Striscia, tutte da verificare, ci sono le stime possibili sui danni prodotti da due anni esatti di guerra e sulle risorse necessarie per ripristinare case, infrastrutture, e una vita sociale ed economica interamente spazzate via.
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Il cessate il fuoco a Gaza, ammesso che il piano per una pace stabile con Israele possa andare avanti, apre il tema della ricostruzione. Accanto alle soluzioni politiche per governare la Striscia, tutte da verificare, ci sono le stime possibili sui danni prodotti da due anni esatti di guerra e sulle risorse necessarie per ripristinare case, infrastrutture, e una vita sociale ed economica interamente spazzate via.
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Mentre si conclude la prima fase dei negoziati tra Israele e Hamas, spuntano già le prime stime degli oneri per la ricostruzione di Gaza.Secondo una stima della Banca Mondiale saranno necessari 53 miliardi di dollari per ricostruire Gaza e la Cisgiordania: 30 miliardi per riparare le infrastrutture fisiche e 19 miliardi per far fronte alle perdite economiche e sociali. Una cifra pari a tre volte il Pil della Palestina.
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La devastazione infrastrutturale ha proporzioni inedite. La più recente stima del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) indica che la distruzione o il danneggiamento di circa 250 mila edifici ha prodotto un volume di circa 61 milioni di tonnellate di macerie, diciassette volte la somma di tutti i detriti prodotti dai precedenti bombardamenti a Gaza dal 2008. Secondo le fonti più accreditate, rimuovere e processare questa massa enorme richiederà decenni, anche al netto degli…
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Dopo l’accordo per la prima fase del processo di pace, si inizia a parlare anche di ricostruzione. Secondo le Nazioni Unite, ci sono 53 milioni di tonnellate di macerie da rimuovere, e il livello di devastazione è imponente: il 94% degli ospedali e il 90% degli appartamenti sono stati distrutti. Ecco tutti i numeri della situazione a Gaza
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A Gaza il prima ormai non ha più niente a che vedere col dopo. Il confronto mostra chiaramente da dove si dovrà ripartire. Ma stimare i costi di una distruzione che l'Onu ha definito sistematica è ancora difficile. Il 90% delle scuole della Striscia sono state danneggiate o distrutte, dice Save The Children. Percentuali simili per abitazioni private e negozi. Di 36 ospedali solo 14 funzionano in parte.
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Nel giorno in cui è stato firmato un accordo di cessate il fuoco, primo passo verso un’auspicata tregua più ampia, la Striscia di Gaza respira un sollievo fragile. Le città ridotte a cumuli di detriti, le famiglie accampate in tende improvvisate, gli ospedali semidistrutti raccontano un dramma destinato a imprimersi nella memoria per generazioni. «L’umore della popolazione è sospeso - racconta Lo…
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Un altro colpo per le donne afghane, oggi trattate peggio di quanto lo fossero prima dell’11 settembre. Dopo l’attacco alle Torri Gemelle, l’articolo 5 della NATO aprì la strada all’intervento. Gli alleati seguirono gli Stati Uniti nella caccia ai terroristi fino a Kabul. I talebani furono cacciati, le rovine lasciarono spazio alla speranza. Vent’anni di libertà, mai conosciuta prima, per un’intera generazione.
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La Striscia di Gaza non esiste praticamente più: è quello che si vede nelle immagini che circolano online. Un confronto che mette in luce gli effetti dei bombardamenti israeliani e il dramma della popolazione palestinese.
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Il nuovo film di Wicked: le sorprese del secondo capitolo Il mondo del cinema si prepara a una nuova emozionante avventura con l’arrivo del secondo capitolo dell’adattamento cinematografico del celebre musical Wicked. Jon M. Chu, il regista, ha recentemente spiegato le sue motivazioni per includere brani inediti nel film, promettendo di arricchire l’esperienza di coloro che già amano la storia raccontata a Broadway.
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Cristiano Abbruzzese · Pubblicato il 11 Ottobre 2025 · Aggiornato il 11 Ottobre 2025 Rrahmani, accordo vicino col Napoli RRAHMANI RINNOVO NAPOLI – Il Napoli è pronto ad annunciare il rinnovo di Amir Rrahmani. Il difensore kosovaro prolungherà il contratto fino al 2028, con un’opzione per un’ulteriore stagione. Una mossa che conferma la centralità del giocatore nel progetto azzurro e la fiducia che la società ripone nella sua leadership difensiva.
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