È giusto riconoscere ufficialmente lo Stato della Palestina, come di recente ha annunciato il presidente francese Macron, o è meglio muoversi più diplomaticamente, come nel caso dell’Italia, appoggiando la mozione “due popoli, due Stati” ma con una tempistica più prudente? Il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin si è portato ancora più avanti e, in una conversazione con i giornalisti a margine di un evento del Giubileo degli Influencer, ha ricordato che la Santa Sede l’ha «già…
Leggi
Riconoscere lo Stato di Palestina “è la soluzione”. E’ stato netto il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin rispondendo ai giornalisti che a margine di un evento a Roma gli hanno domandato se considerasse prematuro il riconoscimento, come affermato dalla premier Giorgia Meloni, secondo cui farlo “adesso sarebbe controproducente”: “Ma perché prematuro? Secondo noi la soluzione passa attraverso il dialogo diretto tra le parti in vista della costituzione di due realtà…
Leggi
Amos Gitai ama indossare diversi cappelli: architetto di formazione, regista di professione, fra i più famosi del mondo. Intellettuale cosmopolita e protagonista attivo della vita culturale del suo Paese di origine, Israele. Francese per scelta, israeliano per identità: ma di un’identità molto diversa da quella che oggi esprime la leadership politica del Paese, da sempre aperta al confronto con l…
Leggi
Il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, prende posizione sul tema del riconoscimento dello Stato di Palestina e si scaglia contro chi, come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ritiene “prematura” la mossa. “Ma perché prematuro? Per noi è la soluzione”, ha detto il porporato, ribadendo la linea della Santa Sede in favore della nascita di due Stati autonomi. articlepreview…
Leggi
Appunti da una cittadina (non allineata) Di Maddalena Celano Siamo nel terzo decennio del XXI secolo e viaggiare non è più solo una questione di passaporti e visti. È una questione di allineamento ideologico. Non serve avere precedenti penali, non serve violare leggi o regole di frontiera. Basta aver visitato i Paesi sbagliati o aver espresso opinioni ritenute “sensibili”, per ritrovarsi improvvisamente esclusi dalla mobilità internazionale.
Leggi
