Nei prossimi mesi nel Mar Cinese Meridionale potrebbero aumentare le scintille tra la Cina e gli Stati Uniti, ma anche tra Pechino e i Paesi presenti nella regione. Tutta colpa, per così dire, della crisi israeliana che ha generato un terremoto nell’intero Medio Oriente toccando, di fatto, anche Arabia Saudita e Iran. Ovvero: i principali fornitori di petrolio del Dragone. Da questo punto di vista, se la guerra tra Israele e Hamas dovesse estendersi a tutte le aree limitrofe…
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La guerra Israele-Hamas è l'imprevisto che può davvero mettere nei guai le banche centrali, in primis Fed e Bce. Dopo aver cercato per mesi di recuperare terreno sull'inflazione, i banchieri centrali cominciavano a credere di aver finalmente fissato i tassi di interesse al livello giusto per tenere sotto controllo i prezzi senza soffocare completamente l'economia. La complessa situazione del Medio Oriente sta invece introducendo una nuova serie di rischi reali.
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Il conflitto tra Israele e Hamas sta già colpendo le forniture di gas, in particolare in Israele e potrebbe iniziare ad avere impatti più ampi gravando sulle esportazioni La guerra tra Israele e Hamas porta con sé anche rischi per i mercati energetici di petrolio e gas nell’ipotesi di un conflitto di lungo periodo e di un allargamento ad altri attori regionali. Sotto i riflettori, in particolare, vi sono le forniture di gas data l’importanza della regione del Mediterraneo orientale e il…
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Parla Antonio Pace, senior partner del fondo norvegese Hitec Vision, specializzato in energia: la crisi in Medio Oriente può generare reazioni a catena sui mercati tra petrolio e inflazione L’Italia? Può essere una vittima collaterale. Serve una soluzione geopolitica al conflitto che coinvolga Israele e gli altri Paesi arabi dell’area
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Caro direttore, il terribile bombardamento sull’ospedale di Gaza, la cui vera responsabilità è ancora poco chiara, e la pioggia di missili che continua su Tel Aviv sono solo le ultime conferme di quanto alto sia il prezzo in termini di vite umane causato dal criminale attacco di Hamas. E quanto la situazione sia destabilizzante non solo per quell’area. È dal fallimento degli accordi di Oslo del ’93 e di Oslo 2 del’95 che il tema “due popoli, due Stati” è stato sempre più marginale nell’agenda…
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Seguiamo i soldi e i commerci, per cercare di capire come l’attacco di Hamas contro Israele sia solo un pezzo del puzzle. Certo i terroristi odiano gli ebrei. E godono di un certo «consenso religioso». Ma davvero qualcuno può credere che queste azioni criminali non abbiano una «ragione» politica oltre all’annosa questione palestinese? Ecco perché val la pena seguire i soldi. Fino ad oggi si è detto che dietro all’attacco ci sono gli interessi iraniani.
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Altri focolai Una questione storica troppo controversa che parte da molto più lontano del 1947/48 e che ha sempre surriscaldato gli animi del Maghreb e del Mashreq. Ma quello che vediamo oggi non era mai accaduto prima, non come lo stiamo osservando. Un po’ perché la tecnologia ha reso gli armamenti più potenti e precisi, un po’ perché tanta rabbia e tanto odio non erano vomitati da decenni e decenni.
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L'assalto a sorpresa di Hamas lanciato contro Israele il 7 ottobre è avvenuto quasi esattamente 50 anni dopo l'inizio della guerra dello Yom Kippur, quando Israele fu attaccato da Egitto e Siria. Le radici di questo conflitto sono profonde e risalgono almeno alla creazione dello Stato di Israele nel 1948. La storia dimostra chiaramente che non esistono soluzioni facili o vittorie rapide (né dal punto di vista militare né da quello politico) per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese
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A cura di Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Alessandro Fugnoli I mercati si devono confrontare in questi giorni con due problemi nuovi, la tensione in Medio Oriente e il rialzo dei tassi a lungo termine, Non sono ovviamente problemi di poco conto, ma vanno considerati alla luce del miglioramento (o, come minimo, del mancato deterioramento) che continua sull’altro fronte, quello dei problemi che ci hanno preoccupato nell’ ultimo anno, ovvero crescita, Cina e inflazione
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Mentre la situazione a Gaza continua a deteriorarsi per gli incessanti bombardamenti e la mancanza di acqua, cibo, medicinali, energia avvicina sempre più i palestinesi là intrappolati a una catastrofe umanitaria inaudita, i governi arabi cercano affannosamente una strategia che eviti tanto l’allargamento del conflitto, quanto un’esplosione di rabbia interna ai loro Paesi. Le terribili immagini che arrivano da Gaza, la morte di così tante donne e bambini nel bombardamento dell’ospedale Al-Ahli – poco…
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La guerra in corso tra Israele e Hamas ha riportato nuovamente il mondo a dividersi. Dopo il ritorno della “nuova Guerra fredda” a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022 che ha spinto l’Occidente a schierarsi nettamente dalla parte di Kiev, il divampare del conflitto in Medio Oriente ha portato i Paesi occidentali, tra cui l’Italia, a inviare un chiaro messaggio di sostegno a Israele.
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Secondo Robeco, società di gestione del risparmio olandese, i mercati non stanno prezzando il rischio di un’escalation della guerra in Israele. E l’Iran è pericoloso. Che cosa comprare oggi per tutelare gli investimenti da un’estensione del conflitto
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Guerra e investimenti Neuberger Berman: come costruire il portafoglio alla luce del conflitto Hamas-Israele Secondo Erik Knutzen, Chief Investment Officer - Multi-Asset Class di NB, "gli investitori dovrebbero tenere in considerazione non tanto gli eventi del Medio Oriente, "quanto piuttosto le tendenze globali più radicate" che la guerra riflette di Davide Lentini 19 Ottobre 2023 14:34 Il conflitto Hamas-Israele fino ad ora ha inciso relativamente sui…
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Di Gianluca Mercuri Israele, Stati Uniti, Egitto, Giordania, Arabia Saudita e Iran: la posizione degli Stati più interessati dal conflitto tra Tel Aviv e Hamas La polveriera mediorentale. Quante volte abbiamo letto questa definizione. Un cliché, che come molti cliché anche in geopolitica mostra a un certo punto i suoi fondamenti. Il Medio Oriente, con la guerra innescata dall’eccidio di 1.300 israeliani compiuto da Hamas il 7 ottobre, rischia seriamente di esplodere.
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Non è più un rischio ma una certezza: gli sviluppi della crisi in Medio oriente sono del tutto fuori controllo. E così le loro conseguenze nel mondo intero. Saltano vertici, si spezzano alleanze politiche, le piazze mediorientali ribollono, i lupi islamisti tornano a colpire in Occidente, la diplomazia è messa all’angolo a suon di bombe. Tutto resta appeso al filo dell’imprevisto. Così come imprevista è stata, nel suo orribile svolgimento, l’aggressione che ha segnato l’inizio della guerra, per gli aggrediti e perfino per gli…
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La normalizzazione tra Israele e i paesi arabi ha esacerbato i piani di Hamas. Le popolazioni arabe urlano in piazza, i governi sono silenti. Negli ultimi anni è montato un senso di frustrazione nei confronti della Lega Araba che ha lentamente abbandonato la questione dell’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele. I dialoghi per la normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele e il riavvicinamento con Iran e Siria ha dato più forza ad Hamas sul territorio.
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Per le imprese, l’invasione russa dell’Ucraina seguita alla pandemia aveva cambiato molti dei modi di fare business. Ora, l’aggressione di Hamas a Israele probabilmente cambia il mondo. Quella che per quattro decenni è stata la guida delle scelte di produzione e degli investimenti, la globalizzazione, sta lasciando il posto alla frammentazione. Dei commerci: nessuno parla nemmeno più di scambi multilaterali, dove tutti guadagnano, ma quando si è fortunati si fanno accordi…
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I mercati finanziari non “credono” alla possibilità che il conflitto si estenda ma l’inflazione potrebbe calare più lentamente ROMA – Quali saranno gli effetti dell’instabilità geopolitica sulle economie più fragili come quella italiana? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Carretta, Professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università di Tor Vergata di Roma e Presidente di Nedcommunity.
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