“Noi abbiamo un rapporto con la Brigata Ebraica, non con la comunità. Il dottor Meghnagi purtroppo ha un astio nei confronti dell'Anpi che risale a molto tempo fa, dire le cose che ha detto francamente è vergognoso: dice che l'Anpi alimenta l'antisemitismo. Voglio ricordare che noi venerdì partiamo con 300 ragazzi delle scuole per visitare i campi di sterminio. Noi sull'antisemitismo non prendiamo le lezioni da quel signore lì”.
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Approfondimenti:
ROMA – Per illuminare quello che accade nella comunità ebraica italiana, dopo i fatti del 25 aprile, non c’è Diogene migliore della scrittrice e giornalista Lia Levi, 94 anni, scampata all’Olocausto, fondatrice e direttrice per trent’anni del mensile di cultura ed informazione ebraica, Shalom. Che idea si è fatta di questo ragazzo che ha sparato al corteo del 25 Aprile? «Quello che è successo è u…
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In contesti polarizzati, la verifica dei fatti non è un dettaglio. È l’unica cosa che impedisce alle narrazioni di sostituirsi alla realtà (e alla premier di approfittarne) “Siete saponette mancate”. È questa la frase che ha acceso lo scontro politico e mediatico del 25 Aprile, trasformando una celebrazione della Liberazione in un nuovo fronte di polemica tra parte della comunità ebraica organizzata e i…
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I principali quotidiani italiani hanno adottato lo stesso schema: titolo d’apertura di prima pagina (“Sono stato io a sparare il 25 aprile”), notizia sviluppata nelle quattro pagine successive. Non sarà un po’ troppo? È vero che, con analoga passione, nei giorni scorsi buona parte della stampa quotidiana nazionale ha ritenuto degna della prima pagin…
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Ormai l'antisemitismo è una bomba atomica: tutto può succedere, proprio tutto, se non si decide da parte delle istituzioni a prenderlo in mano e agire in fretta, in modo che nessuno si senta autorizzato a gestirlo in proprio. Il ragazzo che ha sparato aveva intenzioni aggressive e confuse, l'inchiesta sonderà la sua psiche, una pistola ad aria compressa e un motorino col numero di targa che serve a identificarlo in fretta lasciano lo spazio solo per dire che la violenza del gesto è contro ogni morale e ogni legge, di lui non…
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Il gesto del ragazzotto che a Roma ha sparato – con una pistola ad aria compressa, ma mirando alla faccia – contro due “antifascisti qualunque”, riconoscibili dal fazzoletto dell’Anpi al collo, rompe un primo tabù fasullo ma diffuso: si può essere ebrei e fascisti contemporaneamente. Non è una novità, nella realtà storica. Lo sono stati in tanti, negli anni ‘20 e ‘30, così come in tantissimi sono stati comunisti o socialisti o liberali.
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Chi ha ancora memoria degli anni bui di Milano – il piombo, le spranghe, la P38, le bombe, gli agguati e i pestaggi, la politica che diventa sangue per strada – si fermi. Conti fino a mille prima di parlare e scrivere. A maggior ragione se ricopre incarichi pubblichi. Lo faccia prima che la foschia diventi una nube nera e poi magari altro. Il triste spettacolo e la cupa cronaca a cui stiamo assi…
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Roma, 29 aprile – Il solito circo Barnum del 25 aprile. Le solite facce, i soliti slogan, la solita stantia retorica di chi celebra una vittoria ottenuta con il sangue (e i bombardamenti) degli altri. Ma stavolta, nel solito copione già scritto della “liberazione”, qualcosa è andato storto. Un botto, un colpo, il panico tra le file dei professionisti dell’antifascismo in servizio permanente effettivo.
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Non si è trattato della prima volta che la Brigata Ebraica era oggetto di contestazioni, soprattutto da parte dell’estrema sinistra. Ma rispetto agli anni passati, stavolta la questione ha assunto una dimensione inedita. Ma dopo il 7 ottobre c’è stato un grave peggioramento. “Proprio ieri al convegno OSCAD il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato esplicitamente di antisemitismo in riferimento a quello che è accaduto a Milano -…
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True François De Tonquédec Brigata ebraica, la Cgil difende l’Anpi. Critiche a Sala: «Rischi sottovalutati» Ansa La sigla vicina all’associazione dopo le polemiche. De Corato: «La giunta dice che non andavano esibite bandiere israeliane».Non si fermano le tensioni, per una volta tutte interne al centro sinistra, nate dagli incidenti avvenuti il 25 aprile e che in varie città d’Italia hanno visto vittime i manifestanti che volevano sfilare con la bandiera ucraina, e quello di…
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Sostengono di dire «no a un 25 aprile di una sinistra nazionalista e sovranista». Ma, soprattutto, non arretrano di un millimetro, «continueremo a portare quelle bandiere in difesa della verità storica. Basta arretrare». E rilanciano con un ulteriore carico: «L’anno prossimo faremo invece un passo avanti e porteremo anche quelle degli Alleati. Non permetteremo di riscrivere la gloriosa storia del…
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Il ministro difende la Brigata e sostiene il diritto di manifestare con la bandiera di Israele. La replica dell'Anpi: "E' male informato" “Trovo grave che non si parta dalla denuncia secca” dell’allontanamento della Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile “ma si facciano manovre diversive” come quelle di “denunciare la presenza delle bandiere di Israele“. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto all’evento organizzato dalla Prefettura di Milano con…
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Davvero incresciose le polemiche seguite alla manifestazione del 25 aprile a Milano. Persino la ricostruzione dei fatti diverge. Qualche punto tuttavia può essere fissato. Il primo è che la contestazione della partecipazione al corteo della Brigata ebraica va condannata. Il secondo è che, come ha osservato Edith Bruck, meglio sarebbe stato non esibire la bandiera di Israele. Ancor più stonata, se vi è stata, l’esibizione delle immagini di Trump e di Netanyahu
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Caro Direttore, anche quest’anno in tutto il paese le manifestazioni per il 25 aprile hanno riscosso un enorme successo sul piano della partecipazione, poiché la liberazione dal nazifascismo ha permesso la nascita del nostro stato repubblicano e la stesura della costituzione da parte dell’arco delle forze antifasciste. Che questo successo non aggradi alle forze che non si riconoscono nel dettato costituzionale non è un mistero, per cui come da copione ci deve essere un fatto da…
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Il direttore del Museo della Brigata, Davide Romano, avverte che cedere sulle verità storiche significherebbe legittimare nuove esclusioni e indebolire la memoria della Resistenza. Ribadisce che le bandiere continueranno a essere portate anche in futuro, insieme a quelle degli altri Alleati. Il ministro Piantedosi sostiene la legittimità della loro partecipazione, mentre l'Anpi replica che il tema riguarda altri simboli non pertinenti alla ricorrenza ascolta…
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