«Questa storia riproduce un archetipo fondamentalmente, che è quello di andare incontro all’ignoto». Gabriele Muccino introduce così il suo ultimo lungometraggio Fino alla fine. Una pellicola che si presenta come thriller, ma che mescola generi diversi dal sentimentale/erotico, alla dramedy, al coming of age fino alla mafia story e all’action movie, sintomo di una grande maestria nell’attraversare registri diversi senza mai aderirvi completamente.
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Il regista presenta il suo novo film “Fino alla fine” Le elezioni in Usa? Io sono scappato quando Trump è stato eletto. E temo che rivincerà. Faccio questa profezia”. Il regista Gabriele Muccino, che ha lavorato a Hollywood, parla anche delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti rispondendo ai giornalisti dal red carpet della Festa del Cinema di Roma dove presenta assieme al cast il suo novo film “Fino alla fine”.
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"La mia profezia? Temo che vincerà Trump". A dirlo è Gabriele Muccino (VIDEO) sul red carpet del suo film 'Fino alla fine', in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Regista apprezzato non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti da cui "sono scappato quando Trump fu eletto", racconta Muccino, che ha lavorato con grandi attori del calibro di Will Smith e Russell Crowe
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LA SCUOLA DI DOCUMENTARIO DI SENTIERI SELVAGGI LA SCUOLA DI DOCUMENTARIO DI SENTIERI SELVAGGI A quattro anni di distanza da Gli anni più belli, Muccino sembra in cerca di una ridefinizione, di una nuova posizione. Magari da trovare nel punto di incontro tra la doppia traiettoria del suo cinema, quella che ha costruito la sua fortuna alla svolta del millennio e quella delle sortite americane. O, ancor meglio, all’incrocio tra la volontà o le pretese autoriali e un’attenzione più marcata alle dinamiche del…
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