«Un faccia a faccia tra papa Leone e il vicepresidente (statunitense ndr.) J. D. Vance? Non lo so, il problema è che ci sono tante delegazioni, i tempi sono molto stretti e quindi si tratterà di vedere se c'è spazio, il protocollo sta lavorando non ho notizie dell'ultimo minuto».
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Sull’Occidentale Bernardino Ferrero scrive: «I professionisti del declino americano hanno trascorso gli ultimi anni a descriverci un impero in dissoluzione: una potenza stanca, lacerata, polverizzata, sempre più incapace di guidare il mondo, prima ancora che se stessa. Poi, nel volgere di poco tempo, due immagini hanno capovolto quella narrazione. La prima: il giuramento di Donald Trump per l’inizio del suo secondo mandato alla Casa Bianca – tra dazi, intemerate contro Zelensky e proclami muscolari contro le…
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CITTÁ DEL VATICANO. È una Chiesa cattolica in grande spolvero, quella statunitense, e non potrebbe essere diversamente vista la centralità che ha avuto nel recente Conclave e il ruolo primario che essa svolge da tempo nelle dinamiche religiose e politiche in terra americana. Di per sé è una realtà piccola se la si rapporta sia alla Chiesa universale, sia ad un contesto Usa dominato dalle moltep…
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Città del Vaticano – Domenica piazza San Pietro sarà ancora una volta il centro diplomatico del mondo. La messa d’inizio pontificato di Leone XIV si preannuncia come un vero e proprio «vertice internazionale», con decine di capi di Stato e di governo, leader religiosi, membri delle famiglie reali, delle istituzioni europee e delegazioni da ogni continente. Si prevedono incontri bilaterali organizzati in maniera riservata, e dialoghi spontanei.
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“Il mondo ha capito che è portatore di un’altra America” Come avrà guardato, Leone XIV, gli incontri sfarzosi di Trump a Riad? Qual è il rapporto del pontefice rispetto a intelligenza artificiale e cambiamento climatico. E' possibile definire qual è il tratto principale di Leone XIV? Questi e altri argomenti nell’intervista al vaticanista Piero Schiavazzi di Corrado Formigli. Le parole di Papa Leone XIV sull'Ucraina "Porto nel mio cuore le sofferenze…
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Si risente giustamente chi, da credente, giudica l’elezione di questo nuovo papa qualcosa di molto più grande di una comune contesa politica. Calare Robert Francis Prevost nell’agone degli anti trumpiani sarebbe effettivamente riduttivo e immiserirebbe quello che è stato, a tutti gli effetti, un processo influenzato da un’enorme quantità di fattori. Eppure sembra impossibile scindere la scelta di questa nuovo pontefice dallo spirito del tempo che l’ha instradata.
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Papa Leone XIV, cittadino americano, potrebbe essere tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi negli Stati Uniti, con un potenziale debito fiscale da oltre 130mila dollari (120mila euro). La sua elezione potrebbe dunque – secondo Fortune – aprire un’inedita questione tra il fisco americano e il Vaticano. Appena eletto alla guida della Chiesa cattolica, Papa Leone, nato Robert Prevost a Chicago, si trova a fronteggiare un tema lontano dal diritto…
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Un confronto tra Roma e Stati Uniti per analizzare con lucidità le reazioni internazionali al nuovo pontefice e al suo ruolo nel mondo contemporaneo Roma (Città del Vaticano), 15 maggio 2025 – L’elezione del primo Papa americano, Leone XIV, non è solo un evento storico: è una svolta che potrebbe ridisegnare il ruolo della Chiesa nella geopolitica e nella società globale. Lo abbiamo raccontato questa mattina in una diretta Facebook speciale trasmessa dall’esterno della Sala Stampa Vaticana, im via della conciliazione…
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Quando il nome dello sconosciuto Karol Wojtyla, primo papa straniero fu annunciato il 16 ottobre del 1978, si sollevò un boato di entusiastica sorpresa perché quel cognome si pronuncia Voitìua e molti urlarono: “È africano, è il Papa nero!”. Poi Giovanni Polo II disse: “Se sbaglio mi corriggerete”. E fu amore a prima vista. Parlò in italiano ma dedicò due minuti per salutare in polacco i suoi connazionali.
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Essere cittadini statunitensi per molti è un privilegio. Ma occhio al fisco: lo zio Sam tassa anche chi vive all'estero. Cosa farà Prevost? Manterrà la cittadinanza o deciderà di essere apolide?Intanto l'ex numero 1 di Viale dell'Astronomia, classe 1947, è stato nominato presidente di Confindustria Cultura Italia. La pensione può attendere. Gli spifferi di Lettera43. Essere cittadini statunitensi è un privilegio, dicono in tanti.
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«Probabilmente tornerà negli Stati Uniti solo dopo avere riunificato l’episcopato del suo Paese, oggi diviso. E dopo avere ricucito i rapporti tra i vescovi americani e il Vaticano...». Quando, pochi giorni dopo l’elezione, papa Leone XIV ha detto che non tornerà presto a visitare la sua nazione d’origine, qualcuno si è chiesto perché. La spiegazione che arriva è questa: il suo ruolo di pacificatore della Chiesa dovrà partire…
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Che si chiami Francesco o Leone, il Papa fa il Papa: e tirarlo per la giacchetta non cambierà le sorti della politica. Men che mai della sinistra. Da studioso della crisi della democrazia liberale, Yascha Mounk guarda a Leone XIV come un esperimento, un compromesso tra il nord e il sud del mondo. Con buona pace tanto del trumpismo quanto di c…
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Aspettative e pressioni delle correnti conservatrici PUBBLICITÀ Dall’8 maggio, giorno della sua elezione, Papa Leone XIV è al centro dell’attenzione mondiale. Considerato da molti come un possibile punto di unione per una Chiesa profondamente divisa al suo interno, il nuovo Pontefice deve però affrontare anche le aspettative e le pressioni delle correnti più conservatrici. In particolare, negli Stati Uniti, dove una parte del mondo cattolico è sempre più vicina alle posizioni del Presidente Donald Trump, si…
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L'intervista a Massimo Gramellini a diMartedì di Giovanni Floris: Le prime parole di Papa Leone XIV, Ha ragione chi nota che ha fatto più lui in 100 ore che trump in 100 giorni? Il nuovo Papa non è solo statunitense, ha vissuto 20 anni in Perù, tanto che ha anche passaporto sudamericano. La scelta del nome per un Papa, l’abbiamo visto con Francesco, è già un anticipo di programma pastorale. Quanto è distante un uomo con la formazione di Leone XIV dalla visione del mondo di…
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Papa Leone XIV, Trump e… Pepe Mujica Ragionando sulle sfide che ci sono davanti, sulle guerre in corso mi è venuto in mente Pepe Mujica che, seppur non credente, per le cose che ha detto negli anni ha molti punti di contatto col nuovo pontificato Getting your Trinity Audio player ready... ROMA – La morte di Papa Francesco, i suoi funerali alla presenza di 400mila persone e di tutti i potenti del mondo.
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La storia è ricca di esempi di incontri significativi tra i pontefici cattolici e le grandi potenze politiche globali. Il primo Papa Leone che convinse Attila l’Unno a ritirarsi dall’Italia, la penitenza dell’Imperatore del Sacro Romano Impero davanti a Gregorio VII a Canossa, il rifiuto di Clemente VII di annullare il matrimonio di Enrico VIII che fece scattare la Riforma inglese e l’impegno anticomunista di Giovanni Paolo II che contribuì a far cadere la Cortina di Ferro, sono esempi di come le interazioni tra papi e poteri secolari possano influenzare gli affari…
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A qualche giorno di distanza vogliamo tornare sull’elezione del nuovo pontefice Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, eletto dal conclave giovedì scorso, al quarto scrutinio: per la prima volta nella storia, il Papa proviene dagli Stati Uniti d’America. Un paese che rappresenta ancora, per molti, il vertice del potere economico, mediatico, militare e culturale nel mondo e che ora in qualche modo è investito anche di un ruolo spirituale.
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Per la prima volta, il Papa è un cittadino degli Stati Uniti. Dietro questo momento solenne si cela una questione fiscale assurdamente seria, e seriamente assurda: il pontefice, in quanto cittadino statunitense, dovrà pagare l’imposta sul reddito statunitense? Gli Stati Uniti sono gli unici tra i paesi sviluppati a tassare i propri cittadini sul loro reddito globale. Tutti gli americani che vivono e lavorano all’estero devono presentare la dichiarazione dei redditi…
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Gavino Maciocco Leone XIV sarà l’anti-Trump. “Qualunque papa eletto in questi giorni sarebbe stato l’anti-Trump. Nessuno sarebbe arretrato di un millimetro di fronte alla sua offensiva. E sa perché? Perché la Chiesa cattolica ha tanti guasti e tanti mali, dalla corruzione alla pedofilia, ma non cederà mai sulla sua stessa ragione d’essere, l’unità della famiglia umana”. “Cento giorni: tanto è bastato a Donald Trump per cambiare l’America e il mondo, si legge nell’analisi dell’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale).
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A qualche giorno di distanza vogliamo tornare sull’elezione del nuovo pontefice Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, eletto dal conclave giovedì scorso, al quarto scrutinio: per la prima volta nella storia, il Papa proviene dagli Stati Uniti d’America. Un paese che rappresenta ancora, per molti, il vertice del potere economico, mediatico, militare e culturale nel mondo e che ora in qualche modo è investito anche di un ruolo spirituale.
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Caro Aldo,come tanti ho seguito sul Corriere la cronaca, dalla morte di papa Francesco al Conclave con l’elezione di papa Leone XIV. Si è data molta enfasi alla segretezza di quanto avviene dentro la Cappella Sistina, eppure, prima durante e dopo molti giornalisti non facevano mistero di conoscere nomi di papabili, numero di voti in mano a ciascun cardinale per la propria elezione, fino a elucubrazioni sullo spostamento di tali voti da un candidato all’altro, durante votazioni e scrutini.
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La vita è imprevedibile. E l’imprevedibilità è temuta soprattutto da chi crede di dominare il corso delle cose presenti e future. I tiranni in erba (wonnabe tyrants) si svegliano con qualche problema e devono fare i conti con una realtà che non possono controllare completamente. Nell’ultima settimana sono successe due cose a modo loro rivoluzionarie, che danno il senso delle due potenze che segnano la sovranità simbolica statunitense, Dio e il Dollaro.
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Con l’elezione di Robert Francis Prevost, agostiniano originario di Chicago, al soglio pontificio con il nome di Leone XIV, la Chiesa cattolica entra in un nuovo capitolo della sua lunga storia. È la prima volta che un Papa proviene dagli Stati Uniti d’America: un evento storico, ma che apre interrogativi complessi sul presente e sul futuro della Chiesa universale. Leone XIV ha una lunga esperienza missionaria in America Latina, una formazione…
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"L’imprevisto il più delle volte genera imprevedibilità. E dunque suona piuttosto improprio, e perfino un po’ discutibile, il gioco delle letture e delle interpretazioni in cui fin dal primo attimo si è voluto racchiudere il nuovo pontefice Leone XIV. Come a voler essere sicuri di una lettura così certa di lui e del futuro della Chiesa da non poter trovare lungo la strada altro se non le sue stesse conferme.
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