Al patire virtù, avrà pensato Matteo Salvini per farsi coraggio. Il funerale di Umberto Bossi a Pontida è il momento dell’omaggio di vecchi amici e istituzioni (compresa la premier Giorgia Meloni, accolta discretamente), ma è anche occasione di sfogo per il popolo padano che ha mollato la Lega quando la Lega ha mollato in Nord …
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Sorpresa, per chi pensava che si fosse attenuato: Rieccolo il nordismi hard, il secessionismo combat, l’antipatia per per “Roma Ladrona, il Nord non perdona” e “secessione, secessione, secessioneeeee”. Il funerale di Bossi a Pontida, a due passi dal Sacro Pratone culla dell’anticentralismo padanista, della retorica ancestrale dell’indipendentismo settentrionalista, del bossismo in purezza, diventa il festival di vecchie canzoni anti-unitarie.
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Cori e imbarazzo. A Pontida, al termine dei funerali di Umberto Bossi, il feretro è uscito dalla chiesa tra slogan intonati da una parte della folla, compreso "Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore", "Secessione", "Roma ladrona, la Lega non perdona". Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha tentato di fermare i cori estremisti, alzando la mano e dicendo “Per cortesia”, mentre il parroco cercava di…
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Di fronte alla morte di un uomo giù il cappello ma resta difficile negare che se il Sud oggi versa in condizioni disastrose, lo deve in parte considerevole alla presenza sulla scena politica di Umberto Bossi. L’Italia oggi vive senza coltivare memoria del passato, tutta immersa nelle vicende del giorno che i social quasi sempre propinano in versione menzognera ad una larghissima parte di connazionali.
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