Fmi: "Misure contro il caro energia rischiano di aggravare la crisi" 17 aprile 2026 Milano, 17 apr. - Il Fondo monetario internazionale mette in guardia i Paesi europei contro l’adozione di politiche fiscali imprudenti per contrastare l’aumento dei prezzi energetici, causato dal conflitto in Medio Oriente. In un'analisi, Alfred Kammer, capo del Dipartimento europeo del Fmi, sottolinea che, se Paesi come Danimarca e Svezia hanno spazio per interventi anticiclici, Italia e Francia non…
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La guerra in Medio Oriente non porta buone notizie, tanto meno sul lato economico-finanziario. La tregua di 10 giorni tra Israele e Libano e la riapertura dello Stretto di Hormuz sembrano aver fatto rifiatare i mercati anche se l’incertezza per l’economia globale rimane elevata e la crescita mondiale si attenua. A farlo sapere è il bollettino di Bankitalia. “L’annuncio, l’8 aprile, di una tregua di due settimane ha determinato una riduzione temporanea dei prezzi di petrolio e gas naturale”…
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Il conflitto mediorientale come fattore di rottura All'inizio del 2026 le principali istituzioni economiche internazionali convergono su una valutazione comune: la guerra in Medio Oriente, scoppiata alla fine di febbraio 2026, rappresenta il principale elemento di discontinuità rispetto a un percorso di crescita che, fino a pochi mesi prima, appariva relativamente solido. Il conflitto ha scatenato una forza contraria ai venti favorevoli dell'ultimo anno — trainati dagli investimenti in tecnologia, dalle…
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"L'Europa è a un bivio". Così sul blog del Fondo monetario internazionale il capo dipartimento europeo Kammer. "Uno choc energetico, minore rispetto al 2022 e stavolta riconducibile alla guerra in Medio Oriente, pesa sulla crescita e spinge inflazione al rialzo. Prima della guerra avremmo rivisto previsioni al rialzo. Ora assistiamo a un rallentamento". Poi: "In uno scenario più grave - choc persistente aggravato da condizioni finanziarie più restrittive- l'Ue potrebbe avvicinarsi a recessione, con inflazione che…
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Il più recente rapporto rilasciato dal Fondo Monetario Internazionale scuote i governi impegnati a contrastare l’impennata dei costi energetici. Secondo gli analisti di Washington, riporta l’ANSA, intervenire sul mercato per bloccare l’aumento dei prezzi di benzina e diesel (come per esempio ha fatto la Polonia) o applicare nuovi tagli alle accise (come ha fatto l’Italia) è da considerare una strategia imprudente.
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Venerdì 17 aprile 2026 In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Lo shock energetico “pesa sulla crescita e spinge l’inflazione al rialzo”, l’allerta da Alfred Kammer, direttore del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale Link alla notizia
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Secondo il Fondo Monetario Internazionale, compensare eccessivamente i rincari di gas e petrolio frena il calo della domanda e mette a rischio la stabilità fiscale dei Paesi membri. Il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato un severo monito ai governi dell’Unione Europea, esortandoli a non proteggere in modo indiscriminato imprese e consumatori dall’attuale impennata dei prezzi dell’energia. In una fase segnata da una profonda…
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L'Europa deve "rispondere agli shock energetici attraverso politiche rigorose che proteggano le fasce più vulnerabili della popolazione e rafforzino la resilienza". Lo afferma Alfred Kammer, Direttore del Dipartimento Europeo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), in un post sul blog dell'istituzione.L'Europa si trova a "un bivio ormai familiare", dice, Kammer, facendo riferimenro allo shock energetico, per quanto di minore…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] L’Ue potrebbe «sfiorare la recessione, con l’inflazione in avvicinamento alla soglia del 5%. Nessun Paese europeo ne è immune». Lo scrive il capo del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale Alfred Kammer, in un’analisi sull’Imf Blog. La regione «deve rispondere agli shock energetici con politiche disciplinate che tutelino le fasce vulnerabili e rafforzino…
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Con la chiusura dello Stretto di Hormuz l’Unione europea potrebbe «sfiorare la recessione, con l'inflazione in avvicinamento alla soglia del 5%. Nessun Paese europeo ne è immune». Lo scrive il capo del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale Alfred Kammer, in un'analisi sull'Imf Blog.La regione «deve rispondere agli shock energetici con politiche disciplinate che tutelino le fasce vulnerabili e…
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Washington, 17 apr - "L'Europa si trova a un bivio gia' noto. Uno shock energetico, piu' contenuto rispetto al 2022 e questa volta legato alla guerra in Medio Oriente, sta pesando sulla crescita e spingendo al rialzo l'inflazione. Prima del conflitto, le nostre previsioni sarebbero state riviste al rialzo; ora invece vediamo un rallentamento della crescita". E' quanto afferma il responsabile del dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale Alfred Kammer…
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L’Ue potrebbe «sfiorare la recessione, con l’inflazione in avvicinamento alla soglia del 5 per cento. Nessun paese europeo ne è immune», scrive il capo del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale (Fmi) Alfred Kammer, in un’analisi sull’Imf Blog. Secondo Kammer l’Europa dovrebbe rispondere «agli shock energetici con politiche disciplinate che tutelino le fasce vulnerabili e rafforzino la resilienza».
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I paesi con un elevato debito pubblico e senza margini di manovra fiscale non possono permettersi di ampliare i deficit: lo scrive Alfred Kammer, direttore del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale
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L'Ue potrebbe "sfiorare la recessione, con l'inflazione in avvicinamento alla soglia del 5%. Nessun Paese europeo ne è immune". Lo scrive il capo del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale Alfred Kammer, in un'analisi sull'Imf Blog. La regione "deve rispondere agli shock energetici con politiche disciplinate che tutelino le fasce vulnerabili …
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Allerta dal Fondo Monetario Internazionale: "L'Europa si trova a un bivio ormai familiare. Lo shock energetico, di minore entità rispetto al 2022 - scrive l'Fmi - e questa volta riconducibile alla guerra in Medio Oriente, pesa sulla crescita e spinge l'inflazione al rialzo. Prima della guerra, le nostre previsioni sarebbero state riviste al rialzo. Ora, invece, assistiamo a un rallentamento della crescita.
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L’Europa si ritrova ancora una volta davanti a un crocevia che sa di déjà vu. A cambiare è il contesto geopolitico, non la sostanza del problema: uno shock energetico, meno violento rispetto alla crisi del 2022 ma comunque incisivo, riaccende le tensioni su crescita e prezzi. Questa volta il detonatore è la guerra in Medio Oriente, e gli effetti si stanno già trasmettendo all’economia reale con una rapidità che preoccupa analisti e istituzioni.
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"L'Ue potrebbe sfiorare la recessione, con l'inflazione in avvicinamento alla soglia del 5%. Nessun Paese europeo ne è immune". A lanciare l'allarme, in un'analisi sull'Imf Blog, è il capo del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale, Alfred Kammer. La regione "deve rispondere agli shock energetici con politiche disciplinate che tutelino le fasce vulnerabili e rafforzino la resilienza", aggiunge Kammer.
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L’aggiornamento del World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale, diffuso a Washington in occasione del tradizionale appuntamento congiunto con la Banca mondiale, formalizza il passaggio dell’economia globale da una fase di faticosa ripresa a un’altra di estrema incertezza, dominata dal «rischio della più grande crisi energetica dei tempi moderni». Il Fmi ha rivisto al ribasso la crescita mondiale per il 2026: le…
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