Tra i banchi del Partito Democratico in Assemblea Legislativa regionale si alza una presa di posizione netta sulle anticipazioni delle motivazioni riferite alla sentenza emanata nei giorni scorsi dal Tribunale di Modena sul duplice femminicidio Trandafir, madre e figlia assassinate dal marito dopo una storia di liti e violenze domestiche. Un femminicidio che il giudice, condannando l’assassino a 30 anni di carcere invece che all’ergastolo, avrebbe definito come “umanamente comprensibile”.
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‘La querelle avente ad oggetto la pretesa non opportunità della sentenza mediante la quale la corte d’assise di Modena ha condannato l’imputato a soli trent’anni di reclusione in luogo dell’ergastolo - ergastolo che, peraltro, avendo compiuto settantadue anni, l’imputato, di fatto, dovrà comunque scontare - è la classica querelle tutta-italiana. Tutta-italiana perché, a ben guardare, questo è e resta un paese dove sproloquiare di autonomia ed indipendenza della…
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MODENA. «La giustizia dell’uomo è, per sua natura, fallace perché fallace è l’uomo. Premesso che nessuna sentenza potrà mai dire di avere perfettamente fotografato la vera verità storica – perché il processo penale è, appunto, strumento imperfetto – il giudice deve applicare il diritto penale. Detto ciò la sentenza sugli omicidi del giugno 2022 a Cavazzona di Castelfranco certamente merita studio, approfondimento e riflessione».
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È giusto commentare le sentenze, soprattutto se hanno ad oggetto reati che hanno provocato disorientamento e lacerazione nel corpo sociale. Per esercitare correttamente questa forma di diritto di critica, sarebbe però necessario quantomeno leggere per intero il provvedimento che si vuole stigmatizzare. Altrimenti, anziché contribuire alla libera circolazione delle idee, si finisce soltanto per generare confusione, contribuendo ad alimentare la polarizzazione che da tempo affligge il dibattito sulla giustizia penale.
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Il coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna insorge contro la sentenza definita "vergognosa" della Corte d’assise di Modena, che ha condannato a 30 anni e non all’ergastolo Salvatore Montefusco, per aver ha ucciso nel 2022 a colpi di fucile la moglie Gabriela Trandafir (47 anni) e la figlia 22enne della donna Renata Trandafir. "È inaccettabile leggere che la loro morte violenta sia ‘umanamente comprensibile’, sulla base di una sofferenza creata da ‘nefaste…
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Non sbucano dal nulla, le parole. Non compaiono all’improvviso, non sono lampi estemporanei. Sono, anche loro, dentro una storia. Sono parte della lingua a cui appartengono, certo, dunque cambiano dentro dei limiti; la forma non si separa mai dal contenuto, significato e significante sono i due lati di un foglio scriveva Saussure nel secolo scorso. Il padre della linguistica chiariva poi come i f…
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Di Marcella Zappaterra Da ciò che emerge e si apprende dalle cronache, se uccidi a fucilate tua moglie e la figlia di lei, appena 22enne, potresti essere al riparo da una sentenza di ergastolo perché il giudice riconosce una “comprensibilità umana dei motivi che hanno spinto l’autore a commettere il fatto reato”. Questa sentenza ci preoccupa e, per certi versi se fosse confermato l’impianto motivazionale, ci fa rabbrividire.
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, a colpi di fucile, la moglie Gabriela Trandafir di 47 anni e la figlia 22enne di lei Renata Trandafir. I giudici hanno motivato il mancato ergastolo ritenendo equivalenti le attenuanti generiche alle aggravanti contestate. “In ragione della comprensibilità umana dei motivi che hanno spinto l’autore a commettere il fatto reato”, ha affermato la corte in una sentenza choc di 213 pagine. Dopo la presa di posizione di opposizione feroce dei familiari e degli…
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Da una parte, lo scandalo rumoroso per la condanna a Modena a SOLI 30 anni di carcere di un duplice femminicida, specie per via di un’attenuante giustificata con una frase infelice o imprecisa, estrapolata dalla motivazione della sentenza. Dall’altra, il giubilo per l’assoluzione a Torino di un parricida, assolto dopo un andirivieni processuale, perché avrebbe ammazzato il padre per legittima difesa di sé e soprattutto della madre.
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Doppio femminicidio e condanna a 30 anni per Montefusco, D.i.Re: «La sentenza asseconda l’assassino»
Salvatore Montefusco ha ucciso a colpi di fucile moglie e figli, ma la Corte di Assise di Modena non l’ha condannato all’ergastolo. Secondo la giudice Ester Russo, Montefusco «non avrebbe mai agito in quel modo se non fosse stato spinto dalle nefaste dinamiche familiari che si erano col tempo innescate». E aggiunge pure che «è arrivato fino a 70 anni incensurato». Quindi, trent’anni e non l’ergastolo come chiesto dalla Procura, per il doppio…
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Questa classe politica e questo Paese dovrebbero decidere, una volta per tutte, se vogliono mantenere l'articolo 27 della Costituzione oppure no. Non c'è retorica nel chiederlo, dovrebbero decidere e basta, e lo si scrive, ora, a margine dell'indignazione bipartisan che ha accompagnato la condanna «solo» a 30 anni e quindi non all'ergastolo per Salvatore Montefusco (nella foto), autore del duplice omicidio di due donne (sua moglie e la figlia di lei) con motivazioni «choc» ritenute «offensive» o addirittura «un vulnus…
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Corte di Assise di Modena, 8 gennaio 2025 (ud. 9 ottobre 2024), n. 3 Presidente ed Estensore dott.ssa Ester Russo Segnaliamo ai lettori, in considerazione dell’interesse mediatico della vicenda, la sentenza con cui la Corte di Assise di Modena ha condannato a 30 anni di reclusione Salvatore Montefusco per aver cagionato la morte della moglie e della di lei figlia. Dopo…
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Dopo le motivazioni della sentenza, sconcerto e preoccupazione sono stati espressi dalla portavoce della Conferenza delle Donne democratiche Patrizia Belloi (nella foto) e del segretario della Federazione provinciale del Pd Stefano Vaccari che, insieme alle associazioni, chiederanno un incontro con il procuratore capo e il presidente del Tribunale, "non tanto per entrare nel merito della singola sentenza, ma per chiedere il rispetto delle donne e pretendere che venga data completa attuazione alla legge Cartabia che…
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"Come stiamo? Stiamo male. Soprattutto perché non riusciamo a dare una spiegazione a quelle parole. Appena appresa la notizia, ho pensato subito a mia madre. Ecco, ancora dolore per lei". C’è rabbia e amarezza nella voce di Elena Trandafir, sorella di Gabriela, ammazzata insieme alla figlia Renata a colpi di fucile dal marito e patrigno Salvatore Montefusco a giugno del 2022 a Cavazzona di Castelfranco.
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"Come si fa a dire che si comprende umanamente un gesto del genere? No potrò mai comprendere un duplice femminicidio, è orribile". C’è dolore e tutta l’amarezza accumulata nelle ultime 24 ore nella voce di Elena Trandafir, sorella di Gabriela, uccisa a fucilate dal marito insieme alla figlia di 22 anni Renata nell’estate del 2022 a Castelfranco Emilia (Modena). Nelle motivazioni della sentenza – 30 anni e non l’ergastolo – i giudici parlano di "comprensibilità umana dei motivi" del killer…
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«Mi fanno violenza psicologica per istigarmi a reagire fisicamente contro di loro, ma per fortuna fin’ora senza riuscirci». È una delle frasi pronunciate in sede di denuncia da Salvatore Montefusco, il 70enne che il 13 giugno 2022 ha ucciso la moglie Gabriela Renata Tradafir, 47 anni, e la figlia di lei, Renata Alexandra, 22 anni, a colpi di fucile. Quel «per fortuna senza riuscirci», dopo poco più di due mesi si è trasformato in un tragico “purtroppo riuscendoci”.
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Nelle 213 pagine della sentenza della Corte di Assise di Modena minuziosamente motivata la scelta dei magistrati di non dare l’ergastolo (a un imputato di 70 anni) che ha scandalizzato tutti i politici È bastato leggere le 213 pagine della sentenza della sentenza della Corte penale di assise del Tribunale di Modena con cui è stato condannato a 30…
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Trent'anni e non l'ergastolo all'autore di un doppio femminicidio anche in ragione "della comprensibilità umana" dei motivi che l'hanno spinto a commettere il reato: le parole delle motivazioni della sentenza della Corte d'Assise di Modena hanno scosso opinione pubblica e mondo politico. Abbiamo raccolto i punti di vista dell'associazione contro la violenza D.i.Re, per cui "rappresenta la cultura patriarcale", e quello della giudice Freddi…
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È un grande classico quello di estrapolare una frase ad effetto, virgolettarla, tralasciare il contesto e crearci attorno un titolo. Obiettivo: indignare, scioccare, provocare la reazione di un pubblico che non desidera altro che un’occasione per sfogare i propri istinti. Un pubblico abituato a ricevere verità a spizzichi e bocconi e che si accontenta, dunque, di semplificazioni. Il caso è quello dell’omicidio di Gabriela Renata Trandafir (47 anni) e della figlia Renata Alexandra (22 anni) per mano di…
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Un verdetto che lascia il paese intero attonito, una sentenza che sta scuotendo la coscienza collettiva: la Corte d’Assise di Modena ha condannato Salvatore Montefusco a 30 anni di reclusione, e non all’ergastolo come richiesto dalla Procura, per il duplice omicidio di Gabriela Trandafir e di sua figlia Renata, uccise a fucilate il 13 giugno 2022 a Castelfranco Emilia. La motivazione che ha scatenato il dibattito politico e sociale è quella della…
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Il caso e le motivazioni Non l'ergastolo chiesto dall'accusa, ma trent'anni. Con motivazioni come queste, rese note ieri e immediatamente contestate dalla difesa e da tante associazioni per i diritti delle donne. Fra le cose scritte nelle 213 pagine della sentenza ci sono anche queste. «Arrivato incensurato a 70 anni, non avrebbe mai perpetrato delitti di così rilevante gravità se…
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«Arrivato incensurato a 70 anni, non avrebbe mai perpetrato delitti di così rilevante gravità se non spinto dalle nefaste dinamiche familiari che si erano col tempo innescate». E ancora: «La situazione che si era creata nell’ambiente familiare lo ha indotto al tragico gesto, compiuto per motivi umanamente comprensibili». Questi alcuni passaggi scritti nella sentenza a carico di…
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«Hanno tolto l’ergastolo a lui per darlo a noi». Elena, sorella di Gabriela Trandafir e e zia di Renata, uccise a fucilate da Salvatore Montefusco, non riesce a «farsi una ragione» delle motivazioni della sentenza dei giudici di Modena che riconoscono le attenuanti all’assassino vista «la comprensibilità umana dei motivi che hanno spinto l’autore a commettere il fatto reato». È arrabbia…
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Ha ucciso a fucilate la moglie e la figlia di lei, finito a processo è stato condannato a 30 anni - e non all'ergastolo come chiesto dall'accusa - perché i giudici hanno definito "comprensibili" i motivi che lo hanno spinto a sparare. La storia arriva da Modena ed è quella di Salvatore Montefusco, imprenditore edile di 72 anni, che ha ucciso la moglie Gabriela Trandafir e la figlia 22enne della donna, Renata.
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